mitologia
greca

Almanacco
di Mary Falco

MITOLOGIA


C’era una volta una Terra Madre, paziente ed amorosa, un Cielo Padre-Padrone che distruggeva i suoi figli, finché il più coraggioso di loro, Crono, s’armò della falce d’acciaio cresciuta nelle viscere stesse che l’avevano generato e…

"la notte venne il grande Cielo e desideroso d’amore s’attaccò a Terra, stendendosi dappertutto… il figlio allungò la mano sinistra, con la destra afferrò l’enorme lunga falce dai denti aguzzi e pronto segò via i genitali del padre suo e dietro li gettò, alla ventura… nel mare molto agitato e così andavano a lungo sul mare. Bianca schiuma uscì dalla carne immortale, e in essa crebbe una fanciulla; ella stette dapprima nella sacra Citera, e quindi andando via di là giunse a Cipro circondata da flutti; così venne fuori una Dea piena di grazia e di fascino ed attorno a lei cresceva l'erba sotto ai piedi ben fatti"

Così Esiodo descrive la nascita d’Afrodite Urania nella Teogonia. Eredita i connotati sessuali della Grande Madre, ma è più dolce, le sue viscere non forgiano falci. Detta Anadiomene per il fatto di sorgere dalle acque, è perennemente assetata d’amore e questo è un bene per i mortali, che possono in questo modo assaporare l'estasi divina.
Omero più tardi la chiamerà figlia di Zeus e di Dione, ma in fondo non è altro che una seconda faccia dello stesso mito. Platone si spingerà oltre, distinguendo l’Afrodite Urania come patrona dell’amore spirituale, dalla Pandemia, dea di tutti e suscitatrice del desiderio sessuale… ma si tratta d’elucubrazioni tardive.

La caratteristica più importante è che mentre sugli altari delle altre dee si celebravano sacrifici umani sul suo non si poteva versare neppure il sangue dei capri, perché, la Dea è contraria ad ogni forma di violenza: Dea dell'amore universale, ella sa placare le bestie più feroci ed il mare più agitato, conferendo a tutti la pace che prelude all'incontro fecondo con l'altro, anche se, come nel caso delle onde, si tratta solo di distendersi in attesa della pioggia, poiché la religione antropomorfa permea ogni elemento naturale di sentimenti ed aspettative umane. La sua nudità perfetta di Dea è anche una forma estrema di povertà, praticata tuttora da qualche santone indiano che vede negli abiti una soddisfazione della vanità individuale. Afrodite è comunque la prima divinità che il mondo greco rappresenti nuda ed in principio ci furono molte riserve, talvolta (Siria) si preferì venerare invece il suo simbolo originario: un cono dipinto di bianco, mentre Valerio Massimo Manfredi, nel suo “Scudo di Talos” descrive il santuario di Paphos nel V sec. a.C. quando la dea era ancora venerata nella forma di una doppia spirale di rame, che si assottiglia verso l’alto come una punta.

Impossibile pensare a questa Dea dell’amore e della pace senza che la mente vada al concetto di guerra, a cui la pace appunto mette fine. Afrodite è infatti una divinità riconciliatrice, ma resterebbe del tutto inoperosa se non ci fosse una guerra da placare. Lei stessa nasce appunto dai resti d’Urano evirato… ha un grande potere sugli altri dei dell'Olimpo, che riesce sempre a piegare ai suoi voleri; le sfuggono solo Atena - Artemide – Estia, (la dea del focolare) che per motivi diversi sfuggono l’amore.

In che cosa consisteva il suo culto? ...

 


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