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THEO ANGHELOPOULOS


Theo AnghelopoulosGli anni '50 sono burrascosi in Grecia. Theodoros Anghelopoulos (nato il 27 aprile 1936 ad Atene), figlio di piccoli commercianti, si laurea in legge. A Parigi è da poco scoppiato il fenomeno della nouvelle vogue e il giovane Anghelopoulos vi si reca per frequentare l'IDHEC; avvicina Jean Rouch e sperimenta il cinéma direct.

Quando torna in patria pratica la critica cinematografica in un giornale di sinistra, vive con difficoltà l'esperienza della dittatura dei colonnelli, tenta finalmente la strada del cinema con scarso successo.

Solo nel 1970, a 34 anni, coglie la giusta occasione e realizza Ricostruzione di un delitto, dove recupera il mito degli Atridi per narrare una storia di adulteri e di squallidi intrighi paesani.

Due anni dopo, favorito dall'interesse suscitato dal primo film al festival di Berlino, apre un meditato, severo discorso sulla storia greca, che dal 1936 (la dittatura di Metaxas) giunge agli anni '70, attraverso tre film: comincia con I giorni del '36, continua con La recita (1975) e finisce con I cacciatori (1977).

Una vera e propria trilogia, che costituisce insieme un trattato politico e una riflessione sulla cultura e sulla antropologia greche (classi in conflitto, presenza oppressiva dei militari, debolezza delle strutture sociali, immaturità delle sinistre). Ed'è, soprattutto, l'invenzione di una forma narrativa imperniata sull'accoppiamento e la sovrapposizione dei segmenti temporali (ieri, oggi, ieri l'altro, oggi, ieri, ecc.) nel corso di lunghi e foltissimi piani sequenza.

In tal modo la realtà politica, le sofferenze e le crudeltà umane, i conflitti familiari, le (inevitabili) analogie con i miti classici si fondono perfettamente, creando una sorta di sospensione allucinata, efficace soprattutto nella storia dei poveri attori girovaghi (La recita).

Meno incisiva si rivela questa tecnica nei successivi Alessandro il Grande (1980), con uno stranito Omero Antonutti nella parte di un bandito capopopolo, Il volo (1986), storia di un apicoltore interpretato da Mastroianni e Paesaggio nella nebbia (1988), divagazione intorno alle vicende patetiche di due bambini, in un clima che vuole essere poetico (nell'accezzione zuccherosa che dà alla poesia Tonino Guerra, sceneggiatore di questo e del film precedente).

Di straordinaria, quasi surreale suggestione è il documentario che il regista dedica, nel 1982, ad Atene. Nel 1995 presenta a Cannes Lo sguardo di Ulisse, un lungo viaggio nei Balcani alla ricerca della memoria e del cinema, e ottiene il gran premio della giuria.

 

Filmografia

* Ricostruzione di un delitto (Anaparastasi) (1970)
* I giorni del '36 (Meres tu '36) (1972)
* La recita (O thiasos) (1975)
* Alessandro il grande (O' Megalexandros) (1980)
* Il volo (O melissokomos) (1986)
* Paesaggio nella nebbia (Topio stin omichli) (1988)
* Il passo sospeso della cicogna (Les pas suspendu de la cigogne) (1991)
* Lo sguardo di Ulisse (To vlemma tou Odyssea) (1995)
* L'eternità e un giorno (Mia eoniotita ke mia mera) (1998)


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18.03.2006
Ho scoperto da poco il vostro sito. Complimenti. Sono un'amante delle Grecia e delle sue tradizioni; da anni passo le mie vacanze li'. Ho bisogno di contattare per motivi professionali Theodoros Anghelopoulos. Grazie per la collaborazione e buon lavoro.
Andreina Fontana - Roma

27.02.2006 cinema
Per caso navigavo sul web ed ho incontrato un mondo nuovo, quello greco... poi ho trovato Angelopoulos, un incontro non casuale, visto che sto scrivendo la tesi su di lui... ed ho trovato l'opportunita' di scrivere un pensiero su di lui... Angelopoulos e' un sognatore, un regista che mischia realta' e sogno senza alcuna timidezza e senza rendere partecipe lo spettatore; e' un grande maestro del cinema moderno, forse l'ultimo; la poesia dei dialoghi passa attraverso un uso unico dei movimenti di macchina, i quali si muovono in un corpus unico con la musica... "Angelopoulos fa quello che gli altri sognano".
Giuliano Almerighi - Bologna

12.06.2004
Carlo Giuffrè hai toppato! Durante la puntata di oggi di "Cinematografo", su Raiuno con Gigi Marzullo, hai detto che il maestro Anghelopoulos ha più di 90 anni ma ne dimostra 60! Secondo questo sito il regista di anni ne ha 68! Probabilmente ti sarai fatto ingannare dalla lunga carriera artistica del più grande regista greco della storia.
ha scritto Giorgio da Atene

12.04.2004
Theo Anghelopoulos, autore straordinario da presentare (piu spesso) anche sui circuiti tv sia nazionale che commerciali. E' necessario incoraggiare la divulgazione e lo studio del suo cinema e del suo modo di farlo, oltre che il suo modo di raccontare la storia!
ha scritto Andreas, architetto da Palermo

13.02.2004
Seguo e inseguo Theo e il suo modo di vedere le cose, che dire? niente da dire perche' ad ogni suo film si resta senza parole spalancando occhi ed orecchie con la meraviglia bambina che esso sa suscitare.
A proposito dei suoi film: qualcuno sa darmi notizie di Alessandro il Grande e come procurarmene una copia???
ha scritto Santino Ceci da ???

31.10.2003
Cari amici, mi chiedete un parere sul Maestro Anghelopoulos?
Un artista straordinario, da studiare per anni ed anni senza arrivarci mai neanche vicino...
Questa osservazione vale anche per il direttore della fotografia Yorgos Arvanitis, che lavora ad un livello mondiale. Grazie a questi straordinari artisti greci.
ha scritto Piero Bellentani, regista, fotografo, da Bologna (Italia)