ET IN ARCADIA EGO


La Villa di Erode Attico ad Eva Dolianon

La Villa risale al 150 d.C. ed è immersa in una grande vallata. Per la sua magnificenza richiama la domus di Tivoli voluta da Adriano. Portata alla luce a partire dal 1979 dall’ archeologo Professor Spyropoulos, è circondata da un alveo artificiale ed è costituita da un atrio centrale, da porticati e da corridoi che ricoprono un’area di cento metri quadrati. Sul lato nord si innalzava il Megaron (la dimora signorile), mentre a sud è stato rinvenuto un complesso termale. La parte nord della Villa era chiusa dalla Tribuna e vi sorgeva la pinacoteca che ospitava, fra l’altro, numerosi busti di imperatori romani, retori, filosofi e membri della famiglia di Erode Attico. Questa zona si trovava a ridosso del cortile centrale, e costituiva una specie di album di famiglia, un pantheon delle amicizie del proprietario, dove quei ritratti marmorei di sovrani e personaggi illustri, avevano la funzione di mostrare agli imperatori romani quanto fosse fedele a Roma e di quali potenti amicizie godesse chi li ospitava. Queste sculture, nel loro complesso, rappresentano oggi una delle più importanti raccolte di opere scultoree di tutto il mondo. I pavimenti della Villa sono ancora intatti e per ben 1200 metri quadrati sono ricoperti da splendidi mosaici, in parte figurativi, in parte con figure geometriche, che rappresentano la più estesa superficie musiva mai trovata finora. Per esempio nel colonnato meridionale, una splendida sequenza di mosaici che si estende per ben 80 metri, raffigura le dodici fatiche di Herakles (l’Ercole romano).


“Euterpe e Calliope”

Molti dei reperti archeologici ritrovati nella Villa sono ospitati nel vicino Museo Archeologico di Astros, presso la Scuola Karytsiòti (Σχολή Καρυτσιώτη)

Museo di Astros
Il Sito della Villa

11 giugno 2004