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Cipro, vince l’uomo merkeliano ma attenti ai colpi bassi

Scritto da Dimitri Deliolanes * on . Postato in Non categorizzato

Nikos AnastasiadisE’ la prima volta che nelle elezioni presidenziali di Cipro, nel dibattito tra i candidati, non domina il grave problema dell’occupazione turca e della divisione dell’isola, ma la grave crisi economica che ha provocato l’eccessiva esposizione delle banche cipriote verso il debito greco.   E’ proprio sulla crisi che si sono dati battaglia per due domeniche consecutive i tre candidati principali. Ed è sull’economia che è stato scelto al secondo giro il conservatore europeista Nikos Anastasiadis. Un presidente con un forte mandato per affrontare con decisione i tanti e gravi problemi sul tappetto. Fin da giugno il precedente governo dell’isola cercava di concordare con l’Unione Europea un prestito il cui ammontare è ancora da definire, ma secondo stime sarebbe di 17,7 miliardi, pari al pil dell’isola. Con l’inizio dell’anno, il governo ha iniziato anche ad applicare le prime misure di austerità nel settore pubblico con accorpamenti di uffici e tagli di spese e di stipendi.
 
Oltre non si è voluto andare. Secondo la troika (Commissione Europea, BCE, FMI) è il Presidente precedente, il comunista Dimitris Christofias, che ha tergiversato in modo da scaricare il problema sul suo successore. Intanto però abbiamo assistito a varie operazioni di bassa lega per mettere Cipro sul banco degli accusati. Operazioni di chiara matrice tedesca e  basate su un documento inoppugnabile, come può esserlo un rapporto del servizio segreto BND, secondo il quale le banche cipriote sarebbero dedite al riciclaggio di denaro sporco per conto degli oligarchi russi. 
La verità è che Cipro è un polo di attrazione per capitali e investimenti russi grazie alla corporate tax del 10%, la più bassa dell’eurozona. Le sue banche non sono mai state accusate da alcun organismo internazionale di prestarsi a operazioni di riciclaggio e in Italia ne ha fatto le spese la precedente leadership della Lega Nord, che ha tentato di fare attraverso Cipro l’operazione di riciclaggio in Tanzania ma è stata bloccata proprio dalla banca dell’isola coinvolta.
 
E’ evidente che qualcuno cerca di approfittare della situazione per meri motivi di concorrenza. Un tentativo cioè di mettere tra le condizioni della troika l’aumento della corporate tax  e sollecitare, attraverso una campagna di stampa, lo spostamento dei capitali russi in banche sotto l’influenza tedesca. Anastasiadis è ben consapevole del gioco e ha già assicurato che i controlli, nazionali e internazionali, sull’operato delle banche saranno ancora più severi rispetto alle disposizioni internazionali. Per quanto riguarda la corporate tax, non sembra che ci sia spazio di mediazione. Per l’economia cipriota si tratta di questione di vita o di morte. Se le condizioni per gli investitori dovessero cambiare, l’isola non avrebbe altre risorse per andare avanti. 
 
*corrispondente in Italia di ERT           
 

 

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