BELLA GRECIA
IMMAGINI DA EPIDAUROS
ARGOLIDE  



Foto di Alfredo Furneri (14.05.2003)

Epidauro, sacra ad Asclepio

Epidauro era un'antica città-stato della Grecia, lungo la costa della baia di Metana.
Era la sede del tempio dedicato ad Asclepio.

È inserita nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Fondatori della città furono gli Ioni, ma fu presto occupata dai Dori.
Centro commerciale fin dal IV sec. a.C., la sua importanza diminuì quando fu sottomessa all'Impero Romano, e decadde completamente verso il III secolo.


Il teatro di Epidauro

Il sito archeologico conserva un grande teatro, talmente ben conservato che ancora oggi viene utilizzato per spettacoli di prosa e per concerti.

Il santuario di Epidauro in età ellenistica divenne il centro per eccellenza dedicato al culto di Asclepio, divinità salutare del pantheon greco.

Asclepio guariva i fedeli che si recavano in pellegrinaggio ad Epidauro durante le feste in suo onore, denominate Asclepieai.

Le guarigioni dei fedeli avvenivano in un edificio detto Abaton ('impenetrabile'): prima di accedervi il pellegrino doveva aver compiuto le lustrazioni di purificazione necessarie.

L’Abaton si trova nel centro del santuario, nella spianata dove sorgono gli edifici di carattere più propriamente religioso (Abaton, Tempio, Tholos).

L’Abaton è un portico a due piani, composto da due ali appartenenti probabilmente ad epoche diverse. La facciata del nucleo originario, quello ad est, risalente alla seconda metà del IV secolo a.C, è composta da due colonnati di ordine ionico sovrapposti. La sala che si apre al suo interno era adibita all'accoglienza dei pellegrini che vi trascorrevano la notte in attesa del miracolo guaritore. Durante il sonno, infatti, il dio Asclepio appariva in sonno ai malati e dettava loro le cure necessarie per debellare la malattia. In alcuni casi il dio operava direttamente sul malato che, al risveglio, risultava guarito. I racconti di tutti i miracoli compiuti dal dio venivano poi trascritti dai fedeli su delle tavolette di argilla, disposte lungo le pareti interne della sala est dell’Abaton, a ricordo della potenza di Asclepio.

Anche l’ala ovest dell’Abaton, adiacente a quella est, è un portico formato da due colonnati sovrapposti: in questo caso, però, all’ordine dorico del piano inferiore si sovrappone un colonnato di ordine ionico. L’utilizzo del dorico si rifà ad una consuetudine tipica delle celle dei templi del Peloponneso alla fine del IV secolo a.C. Questa similitudine, comprovata da analisi strutturali condotte negli ultimi anni dalla scuola tedesca, ha convinto gli studiosi ad alzare la cronologia dell’ala ovest alla seconda metà del IV secolo a.C., contro una datazione ad epoca romana fornita dalla tradizione. La sezione ovest, quindi, non viene più considerata un ampliamento romano del nucleo originario dell’Abaton, ma una costruzione di poco posteriore, se non addirittura contemporanea.

La folla dei pellegrini che chiedevano di essere guariti dal dio aumentò nel corso dei secoli, l’edificio adibito al sonno sacro doveva dunque avere delle dimensioni considerevoli (la lunghezza dell’Abaton era di circa 70 metri).

Ma non tutti i fedeli che giungevano ad Epidauro trascorrevano la notte nell’Abaton: questo edificio aveva infatti una funzione prettamente sacra mentre l’accoglienza dei forestieri avveniva in un altro edificio posto a nord del santuario, il cosiddetto Katagogion (dal verbo katagogheio, che significa ‘mangiare’).

Il Katagogion è un edificio di pianta quadrata, suddiviso in quattro quadrati più piccoli. Ogni quadrato è formato da un cortile sul quale si affacciano delle stanze, diverse per forma e numero in ciascuna sezione. All’interno delle camere erano disposte le klinai, sulle quali venivano consumati i pasti, mentre, per dormire, i pellegrini potevano utilizzare le porzioni di spazio lasciate libere. Il Katagogionsi data al III secolo a.C., ma gli attuali resti risalgono ad un rifacimento de I secolo a.C, ad opera del senatore Antonino.

Ma i pellegrini che ogni anno, in primavera, arrivavano da tutta la Grecia per festeggiare Asclepio erano molto più numerosi di quanti potevano trovare alloggio nel Katagogion: questo edificio, infatti, era una sorta di albergo dal carattere elitario, mentre la gran massa dei fedeli dormiva nelle tende disposte fuori dal recinto dello Ieron.

Nei pressi della città abitava Perifete. Egli uccideva quanti passavano di lì, fino a quando non fu ucciso da Teseo.

 

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