Quando
nel 1926 Antonis Benakis donò le
sue collezioni private allo Stato Greco
si sarebbe aspettato esattamente il successo
di pubblico che attualmente si registra
nell'omonimo museo di odos Koumbari ad Atene.
Misticismi, sensazioni, emozioni e meraviglie
si fondono amabilmente in questo contenitore
di immagini e testimonianze del passato,
niente affatto tediose ma intrise di quell'inimitabile
fascino che solo l'Ellade, nelle sue molteplici
sfaccettature, sa imprimere. Un viaggio
composto e illuminante attraverso le più
mirabili fasi storico - culturali della
Grecia, con un occhio particolare alla produzione
di gioielli, semplicemente stupefacenti
per minuziosità e laboriosità.
Strutturato su quattro superfici, il museo
spazia abilmente tra altrettante età
storiche. Al piano terra si possono ammirare
reperti dell'età neolitica (6500-3200
a.C.), dell'età del bronzo (3200-1000
a.C.) dell'arte geometrica (1000-700 a.C.),
dell'età
arcaica (VII-VI sec a.C.), del periodo classico
(V-VI sec a.C.), dell'arte ellenistica e
romana (III sec. a.C.-III sec. d.C.), del
Bisanzio (IV-VIII sec, e IX-XV sec.), e
della pittura post bizantina (XV-XVII sec.).
Al primo piano spazio all'arte profana dell'occupazione
straniera, con opere in ceramica e gioielli
del XVII- XIX sec, oltre all'arte religiosa
(oreficeria, argenteria) e sculture in legno
risalenti al XVI secolo. Vita quotidiana
e produzione industriale sono le protagoniste
del secondo piano, all'insegna di testimonianze
della civiltà che torna alla cultura
tra i secoli XVII e XIX.
Indipendenza e moti nazionalisti troneggiano
infine nel terzo ed ultimo piano con il
primo governatore dopo la liberazione dall'oppressione
turca, Giovanni Capodistria (eletto nel
1827), il regno di Ottone (1833-1862) e
Giorgio I, oltre all'encomiabile Elefterios
Venizelos (nominato Primo Ministro nel 1910)
ed alla drammatica vicissitudine legata
alla tragedia dell'Asia Minore (1922).
Ma
le delizie per i palati dei visitatori non
finiscono qui: tutt'oggi l'opera morale
di Antonis Benakis prosegue incessantemente
grazie agli sforzi di numerosi donatori
e benefattori, il che ha fatto incrementare
l'esigenza di nuovi ambiti espositivi. L'edificio
centrale ha aperto al pubblico nel 2000,
ed offre anche una serie di interessanti
iniziative legate a percorsi culturali per
gli studenti, il tutto attraverso lo Shop
posto all'ingresso e il Caffè sulla
terrazza. Senza dimenticare due nuovi edifici
inaugurati nel 2004, ovvero il Museo di
Arte Islamica nel quartiere di Keramilos
ed il centro culturale di odos Pireos all'interno
di uno stabile industriale risalente agli
anni '60, a testimoniare una linfa costante
che alimenta l'opera iniziale di Benakis.
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