|
Nato
a Cipro nel 1922, lavorò come attore
a Londra e a Parigi e poi regista in patria.
Primo a far conoscere nel mondo il cinema
greco, fu, negli anni ’50, il migliore
regista con Kondouros e Zavellas.
Piuttosto influenzato agli inizi dal cinema
inglese, seppe rappresentare, con reale
autenticità nazionale, Atene in Risveglio
domenicale, i suoi quartieri popolari
con Stella, un’isoletta in
La ragazza in nero. Ma il suo più
grande successo internazionale venne nel
1962 con Elettra,
tratto dalla tragedia di Euripide, vincitore
al xv festival di Cannes come migliore trasposizione
cinematografica, e di altri 13 premi internazionali.
Il film, girato tra le reali rovine di Micene,
è una straordinaria commistione tra
puro teatro e cinema fortemente visivo,
grazie anche alla drammatica fotografia
di Walter Lassaly. A Elettra si deve anche
il lancio di un’attrice del calibro
di Irene
Papas che, con la sua intensissima interpretazione,
fu capace di far rivivere l’essenza
più vera della tragedia greca. Eccellenti
le musiche di Mikis
Theodorakis. Non proprio riuscito fu
Zorba
il greco del 1964, in cui eventi
luttuosi si mescolano a ricche risate. Interpretato
da Anthony Quinn, dalla stessa Papas e da
Lila Kedrova che, rimpiazzando all’ultimo
momento Simone Signoret, vinse l’Oscar
come attrice non protagonista. Un secondo
Oscar andò anche al direttore della
fotografia Walter Lassaly, celeberrima la
colonna sonora composta ancora da Theodorakis.
Nel 1976 diresse Ifigenia,
tratto da un’altra tragedia di Euripide,
Ifigenia in Aulide, interpretato sempre
dalla Papas, stavolta nel ruolo di Clitennestra.
Realizzato con scrupolosa attenzione, bella
coerenza estetica e un alto grado di suggestione,
Cacoyannis ebbe anche il merito di scoprire
Tatiana Papamoskou, straordinaria dodicenne,
androgina e fragile.
|