IL CAFFE – Ï
ÊÁÖÅÓ
Greco, Nes o espresso?
di Rita
Barrila'
Il caffe' e' un retaggio della dominazione
ottomana, difatti prima dell’invasione
turca di Cipro (1974) veniva chiamato
“caffe' alla turca”, in seguito la voce
fu cancellata da tutti i menu.
Per i greci offrire un caffe' ad uno sconosciuto
e' un gesto di ospitalita, e' la scusa
per scambiare quattro chiacchiere, conoscersi,
socializzare, scherzare. Si beve ormai
ovunque, al Kafenion, a casa, in ufficio
e a qualsiasi ora. La maggior parte dei
turisti ha contatti occasionali con la
gente del luogo, ma a qualcuno potra capitare
di essere invitato a bere un caffe'. Per
non commettere errori e meglio avere,
allora, una minima conoscenza delle abitudini
(anche se queste variano da regione a
regione). Se siete quindi invitati a prendere
un caffe', i padroni di casa vi faranno
accomodare nel salotto buono (saloni)
e la padrona di casa andra' in cucina
a preparare il caffe'. Dopo qualche minuto
tornera' con un vassoio coperto da un
centrino ricamato su cui avra appoggiato
la tazzina con il caffe fumante, un bicchiere
d’acqua e un piattino con i biscotti.
Prima prendete il caffe' e sollevando
la tazzina dite: “ Stin iyia sas” (Óôçí
õãåéá óáò, Alla vostra salute!), poi cominciate
a sorseggiarlo. Mangiate qualche biscotto
(il galateo consente anche di inzupparlo).
Infine bevete il bicchiere d’acqua, brindando
ancora una volta alla salute dei padroni
di casa. Prima di andarvene, dite: “Sas
efharisto” (Óáò åõ÷áñéóôù, La ringrazio)
o meglio ancora “Harika poli” (×áñçêá
ðïëõ, piacere di averla conosciuta), formula
che viene di solito usata quando si e'
stati presentati a qualcuno, ma in questo
caso suona piu come: “ Ho gradito molto
la sua ospitalita”.
Se si vuole bere un caffe' greco al Kafenion,
bisogna ordinare un “ellinikos Kafes”,
per un caffe' all’italiana basta chiedere
un “espresso”.
Il caffe' greco non viene preparato nella
comune macchinetta del caffe', ma in un
bricco in ottone (briki) stretto in alto
e largo in fondo, con un lungo manico.
Nel bricco vengono poste tante tazze di
acqua quante sono le tazze di caffe' da
preparare. Si aggiunge quindi lo zucchero,
un cucchiaino abbondante di caffe' macinato
per ogni tazzina di acqua versata e si
porta ad ebollizione. Si fa montare fino
all’orlo del bricco e si serve subito.
Per fare formare piu' schiuma, e' preferibile
portarlo ad ebollizione piu volte. I veri
conoscitori sanno che cio' che distingue
un buon caffe' da uno mediocre e' la quantita
di schiuma (kaimaki). Proprio perche lo
zucchero si aggiunge durante la preparazione,
bisogna decidere al momento dell’ordinazione.
Si ordinera' quindi un “kafe sketo” (senza
zucchero), un “kafe metrio” (con un cucchiaino
di zucchero), un “kafe gliko” (con due
cucchiaini) o “diplo” (molto zuccherato).
Vi potra' anche capitare di notare, passeggiando
per le strade di tutta la Grecia, sui
tavoli dei bar bicchieri alti contenenti
un liquido nero coperto di schiuma. E'
il Nes(cafe') frappe', chiamato cosi dal
nome della marca piu diffusa, ormai diventato
la bevanda nazionale. Il suo ruolo primario
e quello di essere una sorta di “biglietto”
da pagare per potersi sedere al tavolo
per chiacchierare, fumare o magari a giocare
a dama o a “tavli”, il comune backgammon.
Il Nes(cafe') frappe' va bevuto molto
lentamente, quindi non ordinatene uno
se siete in compagnia di un greco e volete
calmare in fretta la sete, perche' berlo
in fretta verrebbe considerato un atto
estremamente scorretto. L’intero rito
puo richiedere anche un’ora. Viene servito
sia nelle giornate calde che fredde. Si
pone in uno shaker lo zucchero, l’acqua,
la polvere del Nes(cafe') 2-3 cubetti
di ghiaccio e si shakera fino ad ottenere
la schiuma. Poi si serve nei bicchieri.
Chiedetelo “me gala” (ìå ãáëá) se lo volete
con latte.
Rita
Barrila'