LA GRECIA E IL CALCIO
La Grecia verso il Mondiale 2006 e le nuove sfide europee

di Ninni Radicini


Per la Grecia, campione d'Europa in carica, si complica il percorso verso il Mondiale 2006 in Germania. Dopo la sconfitta in casa contro l'Ucraina, capolista del girone, adesso la nazionale ellenica si ritrova al terzo posto. Ormai compromessa la possibilita' di arrivare al primo posto e cosi' qualificarsi direttamente alla fase finale del campionato del mondo, deve adesso concentrarsi sul raggiungimento della seconda posizione, in cui attualmente si trova la Turchia con un punto di vantaggio. Fino a una settimana fa le prospettive erano completamente differenti, essendo a tre punti dalla vetta e con due di vantaggio sulla Turchia. Poi il pareggio fuori casa contro i turchi, la successiva sconfitta interna, insieme con la contemporanea vittoria della Turchia in Kazakistan (all'ultimo posto con zero punti) hanno stravolto la situazione.

Contro l'Ucraina, allenata da Oleg Blochin, ex attaccante dell'Urss tra gli anni '70 e inizio '80, considerato uno dei piu' forti nella storia del calcio, la Grecia di Otto Rehagel ha mostrato una buona tenuta di gioco, in fase di costruzione della manovra e in difesa, ma e' stata carente in attacco, non riuscendo a concretizzare almeno quattro occasioni da rete, in particolare quelle avute dal difensore Yannis Goumas e da Stelios Giannakopoulos. Da segnalare inoltre due gol, di Giannakopoulos e Caristeas, annullati per fuorigioco.

Questa sconfitta interrompe anche una striscia di risultati utili: la Grecia non perdeva in casa da quasi tre anni. Adesso si giochera' tutto nelle prossime tre partite. A settembre contro il Kazakistan, poi la Danimarca - considerata piu' impegnativa di Ucraina e Turchia da Theodoros Zagorakis, il capitano della nazionale - e infine la partita con la Georgia ad Atene.

Adesso la Grecia partecipa alla Confederation Cup, manifestazione nata per promuovere il calcio in Medio Oriente, ma trasformata in una specie di mini campionato del mondo. Per le prime partite Rehagel non potra' contare su Zagorakis, attualmente al Bologna e impegnato nello spareggio con il Parma per evitare la serie B. Mancheranno, per infortunio, anche Traianos Dellas e Kapsis.
L'esordio della Grecia e' contro il Brasile; seguiranno Messico e Giappone. L'altro girone e' composto da Argentina, Australia, Tunisia e Germania, stato ospitante.

Poco prima della sconfitta contro l'Ucraina si era concluso il campionato, con la vittoria dell'Olimpiakos, dopo un finale di stagione molto incerto. A giocarsi lo scudetto, ancora all'ultima giornata, oltre alla squadra del Pireo, le due ateniesi Panathinaikos e Aek. A meta' aprile, dopo l'1-0 sull'Olimpiakos, i verdi del Panathinaikos sembravano i favoriti, con l'Aek in seconda posizione. Mancavano cinque partite e l'Olimpiakos, terzo in classifica, si trovava anche fuori dalla Champions League. La prospettiva della Uefa non era il massimo nelle attese dei tifosi e soprattutto del presidente Socrates Kokkalis, che ha investito molto sia nello stadio sia negli acquisti, tra tutti quello del nazionale brasiliano Rivaldo, ex di Deportivo la Coruna, Barcellona e Milan.

Ma con un finale senza errori, l'Olimpiakos, allenato da Dusan Bajevic, ha recuperato il distacco e vinto con un punto di vantaggio sul Panathinaikos. Nell'ultima partita, contro l'Iraklis e' stata decisiva una rete di Rivaldo (12, nella classifica finale dei cannonieri).
Inutile la vittoria per 2-1 sull'Ofi Creta del Panathinaikos, che in questa stagione ha avuto tre allenatori: Yitzhak Shum, Zdenek Scasny e l'italiano Alberto Malesani, ex di Fiorentina e Parma. Al terzo posto, a tre punti dalla vetta, l'Aek ha vinto per 3-0 l'ultima partita con l'Apollon Kalamaria. Con questo piazzamento i gialloneri, allenati dal portoghese Fernando Sanchez, guadagnano la qualificazione in coppa Uefa, insieme con Paok e Xanthi - 4a e 5a in classifica - e Aris.

Quest'ultima perche' finalista di Coppa di Grecia, nonostante sia stato retrocesso in serie B, con una sanzione della giustizia sportiva a causa dei recenti incidenti di cui sono stati protagonisti alcuni suoi tifosi, in particolare alla penultima giornata nella partita con l'Iraklis. Retrocedono anche il Kerkyra, squadra di Corfu', e l'Ergotelis di Creta, arrivate appena lo scorso anno nella massima serie. Promossi dalla B alla A Larissa, Levadiakosm e Akratitos.

Per l'Olimpiakos e' il 33esimo scudetto, a cui si aggiunge la coppa di Grecia vinta contro l'Aris di Tessalonica. La partita, giocata il 21 maggio, e' stata vinta per 3-0. L'Aris ha provato a impensierire i piu' quotati avversari con una tattica attendista, apparsa efficace nel primo tempo, come dimostrato da qualche buona giocata in contropiede, tra cui una che non si e' conclusa con il gol solo per la bravura di Antonis Nikopolidis, portiere della nazionale.

Nel secondo tempo Bajevic ha fatto entrare altri due attaccanti e, dopo una occasione per l'Aris al 49', l'Olimpiakos e' passato in vantaggio al 56' con Predrag Djordjevic, che ha trasformato un calcio di rigore assegnato per l'atterramento del brasiliano Giovanni. Il raddoppio al 69' di Rivaldo con una parabola ad effetto, dalla linea dell'angolo, che non ha lasciato alcuna possibilita' a Pourliotopoulos, portiere dell'Aris. Terzo gol al 90' di Djordjevic. E' la 21esima coppa di Grecia vinta dall'Olimpiakos; la precedente nel 1999.

Nonostante il doppio successo in campionato e in coppa, i giorni seguenti sono stati segnati dalle dimissioni dell'allenatore Dusan Bajevic. E' stata la conclusione di una polemica sul tipo di gioco della squadra, valutato poco spettacolare da una parte dei tifosi, soprattutto quelli organizzati, a causa della tattica ritenuta troppo difensiva. Nella polemica si sono inseriti Rivaldo e Giovanni, che il prossimo anno giochera' in Brasile, nel Santos, per i quali e' nelle scelte tattiche di Bajevic il motivo dei mancati successi dell'Olimpiakos nelle competizioni europee. In una dichiarazione durante una intervista televisiva, Rivaldo ha detto che l'Olimpiakos per ottenere successi in Champions League ha bisogno di un allenatore con "una mentalita' europea, non una mentalita' greca".

Eppure Bajevic, 56 anni, nato in Serbia, e' uno degli allenatori di maggior successo nella storia del calcio greco. Attaccante del Velez Mostar e della nazionale jugoslava, nel 1978 e' passato all'Aek, vincendo uno scudetto e rimanedovi fino al 1982, quando ha concluso la carriera. Diventato poi allenatore dell'Aek, ha vinto lo scudetto nel 1989 e poi tre consecuitivi tra il '92 e il '94, come ha fatto anche in seguito, tra il '97 e il '99 sulla panchina dell'Olimpiakos. Nel 2001, con il Paok di Tessalonica, ha vinto una coppa di Grecia.

Merita un rilievo il campionato dell'Aek (Athlitiki Enosis Konstantinoupoleos - Unione Atletica di Costantinopoli). Una stagione iniziata nel segno del rischio fallimento, evitato grazie ad un consorzio presieduto da Demis Nikolaidis, gia' attaccante dello stesso club e della nazionale, che ha rilevato la proprieta' della squadra e avviato un riequilibro finanziario, per il quale e' stato necessario vendere i calciatori piu' rappresentativi, tra cui il centrocampista Zagorakis al Bologna. A fine maggio, Nikolaidis ha ottenuto la maggioranza relativa (6 seggi su 15) nelle elezioni interne della divisione amatoriale dell'Aek, da cui dipendono i settori della pallavolo e del ciclismo e in parte le decisioni sulla costruzione del nuovo stadio, per quanto riguarda le strutture delle discipline sportive extracalcistiche.

Dopo anni di non brillanti risultati, oggi il calcio greco, sia a livello di club sia di nazionale, dopo il (relativamente) sorprendente successo del campionato Europeo 2004, sta vivendo un periodo piu' che discreto. La nazionale ha trovato in Rehagel un allenatore capace di dare una quadratura alla squadra, come nella migliore tradizione calcistica tedesca, con un gioco concreto fondato su una forte difesa e un centrocampo equilibrato tra mediani di interdizione e fantasisti, che, "costringendo" gli avversari ad attaccare, contribuisce anche a determinare partite che non deludono gli spettatori sugli spalti e davanti il televisore. E' grazie a questa tattica, applicata da un allenatore tedesco ma rientrante in quella "mentalita' greca" deprecata da Rivaldo, che il calcio ellenico ha raggiunto il livello attuale.

Ninni Radicini

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