Mia eoniotita ke mia mera
Italia - Francia - Grecia 1998
REGIA: Theodoros
(Théo) Anghelopulos
ATTORI: Bruno Ganz; Achileas Skevis;
Isabelle Renaud; Fabrizio Bentivoglio;
Despina Bebedeli
Un famoso scrittore lascia la sua
casa di Salonicco per recarsi in
auto all'ospedale da dove forse
non uscirà più. L'incontro con un
ragazzino albanese, lavavetri clandestino,
lo toglie per qualche giorno dalla
solitudine; il ricordo della moglie
morta lo riporta a un passato troppo
dedicato a sé stesso e al lavoro,
troppo poco al suo prossimo. Scritto
con Tonino Guerra e Petros Markaris,
con la fotografia dell'abituale
Yorgos Arvanitis e di Andreas Sinanos,
l'11o film di Anghelopulos - Palma
d'oro al 51° Festival di Cannes
1998: un altro premio in ritardo
- è un esercizio di maestria poetica
che scade nel poeticismo per accumulo
di metafore, temi, suggestioni.
Troppa letteratura: la figura incongrua
del Poeta ottocentesco che compera
le parole; il susseguirsi di finali
nell'ultima parte fino alla scelta
di quello più ideologico. Il che
non impedisce allo spettatore capace
di attenzione, ascolto e abbandono
a ritmi inconsueti di ammirarne
l'alto splendore figurativo e alcune
sequenze memorabili come quella
del rito funebre per il piccolo
Selim.
GENERE: Drammatico
DURATA: 130'
VISIONE CONSIGLIATA: per tutti
CRITICA: 3
PUBBLICO: 3
estratto dal dizionario del cinema
Morandini 2002