O thiasos
Grecia 1975
REGIA: Theodoros
(Théo) Anghelopulos
ATTORI: Eva Kotamanidu; Vanghelis
Kazan; Aliki Gheorguli; Stratos
Pachis; Maria Vassiliu; Petros Zarkadis
Una compagnia di attori – all'interno
della quale si sviluppano una serie
di rapporti ispirati al mito degli
Atridi – porta in giro, di paese
in paese, il dramma ottocentesco
Golfo della pastorella di Spiridonos
Peresiadis. 3o film di Angelopulos
(1936), è una grande saga epica
– nei contenuti ma soprattutto nel
linguaggio, secondo l'accezione
brechtiana – che traccia una sintesi
della storia greca dal 1939 al 1952.
L'azione si sposta avanti e indietro
nel tempo, sul filo di una memoria
collettiva, in continuo e dialettico
passaggio dai fatti privati agli
avvenimenti pubblici. Dai lunghi
piani sequenza che scandiscono i
“tempi” della riflessione e creano
lo “spazio” della storia, istituendo
nessi tra fatti e personaggi, all'uso
creativo del teatro, delle canzoni,
dei passi di danza, dei movimenti
di massa, lo stile del regista s'impone
come una visione del mondo. Pur
non staccandosi mai dal realismo
della rappresentazione, Anghelopulos
lo trasfigura con una serie di sintesi
spaziali e temporali che sono quelle
di un poeta. I 3 livelli della narrazione
– il teatro, la reincarnazione del
mito degli Atridi, la storia – procedono
parallelamente e nei momenti di
maggiore pregnanza simbolica coincidono.
Il regista greco ha saputo fare
quel che, dopo la grande epoca sovietica
degli anni '20, non era più riuscito
a nessuno: un film epico, marxista,
costruito con le tecniche di Brecht,
ma ridiscusse in funzione del cinema
e delle sue capacità ancora così
poco esplorate in questa direzione.
Uno dei capolavori degli anni Settanta.
GENERE: Drammatico
DURATA: 235'
VISIONE CONSIGLIATA: per tutti
CRITICA: 5
PUBBLICO: 3
estratto
dal dizionario del cinema Morandini
2002