POLITICA

No alla Turchia in Europa senza riconoscere Cipro

di Francesco Colafemmina

 

 


 





Sono giorni di febbrile agitazione nei palazzi della diplomazia internazionale. E’ in gioco una questione centrale nello scacchiere politico internazionale: l’ingresso della Turchia in Europa.

Non parliamo di una questione di poco conto, non ci riferiamo ad aspetti e procedure esclusivamente formali che dovranno guidare il paese medio orientale nel processo di adesione. Parliamo purtroppo di una realta' definitiva ed irreversibile nonostante le farneticazioni di numerose nomenklature europee.

Qualora il 3 di Ottobre i 25 diranno si all’avvio dei negoziati, la nostra Europa sara' annientata sotto il peso di 80 milioni di turchi che potrebbero esser definiti in ogni modo tranne che europei, sia per cultura che per principi di sviluppo economico politico.

Il silenzio che avvolge i mezzi di comunicazione e' sconcertante. L’assenza di dibattiti, di coinvolgimento popolare, di consultazioni democratiche e preoccupante perché disegna una realta' gravissima pronta a calare su di noi cittadini europei contro la nostra volonta'.

In questi ultimi mesi si sono inoltre verificati eventi che non solo mettono in dubbio la possibilita' di un ingresso in Europa della Turchia ma che a rigor di logica e di buon senso dovrebbero provocare l’indignazione e la fiera reazione di tutto il popolo Europeo.

Il 17 Dicembre 2004 la Turchia si e' impegnata a siglare un accordo che ha rinviato al 3 ottobre 2005 l’avvio delle procedure di adesione, cio' a causa della sua riluttanza nel riconoscere la Repubblica di Cipro, Stato membro dell’Unione a partire dal maggio 2004.

Cipro, invasa nel luglio ed agosto 1974 dalla Turchia, in barba ad ogni tregua e sanzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e' tuttora occupata illegalmente nella zona di nord est da 40.000 soldati turchi. Da quando e' stata proclamata la cosiddetta repubblica di Cipro Nord, riconosciuta unilateralmente soltanto dalla Turchia, la situazione della Repubblica Cipriota non e' cambiata. Piuttosto la permanenza di truppe turche, nonché l’installazione nella zona occupata di strumentazioni militari in dotazione alla NATO (di cui la Turchia e' membro), la colonizzazione della zona occupata da parte di cittadini turchi provenienti dal sud est del paese, le continue violazione delle risoluzioni ONU e della Corte Europea dei Diritti Umani e di altre direttive internazionali, non hanno destato l’indignazione di nessuno, né all’interno delle pubbliche opinioni, né all’interno delle nazioni piu autorevoli a livello internazionale.

Oggi Cipro, divisa ancora da un muro indegno nella sua capitale Nicosia, ed ancora violata dagli occupanti del suo suolo che hanno violato e continuano a violare ogni direttiva internazionale, si vede minacciata dalla Turchia che non vuole riconoscerne il suo status di entita' riconosciuta dal diritto internazionale.

In una dichiarazione recente il primo ministro turco Recep Taypp Erdogan ha avuto anche l’ardire di definire l’ingresso della Repubblica Cipriota in Europa “un grande errore per gli europei”. Una affermazione che meriterebbe solo una risposta: “ma da che pulpito viene la predica!”. Non sara' certo il primo ministro turco ad indicare gli errori ed i vantaggi dell’Europa, proprio lui che ha recentemente negato a Papa Benedetto la possibilita' di recarsi in visita al Fanari, dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli.

Il Patriarca infatti si vede da tempo negare il diritto ad essere definito Ecumenico, giacche' i Turchi non accettano che possa risiedere nel loro “laico” paese il Capo Spirituale dell’Ortodossia. Anzi tutti devono sapere che per essere eletto il Patriarca non solo deve essere di nazionalita' turca ma deve essere scelto in base ad una lista sottoposta alle autorita' turche. Inoltre l’Ortodossia non ha diritto ad avere un Seminario in Turchia, le e' vietata l’educazione cristiana dei preti!

Questa tollerantissima Turchia avrebbe dovuto riconoscere Cipro entro il 3 ottobre di questo anno, ma non l’ha fatto. Anzi, ha presentato una dichiarazione il 29 luglio nella quale si affretta a precisare che la ratifica degli accordi commerciali con i 25 paesi dell’Unione non corrisponde al riconoscimento di Cipro e che la Turchia non riconoscera' mai la Repubblica di Cipro.

La risposta dell’Unione Europea pubblicata il 22 Settembre e' netta: la Turchia dovra' riconoscere Cipro entro il 2006.

Ma la nazione cipriota e' minacciata da piu' parti perché numerosi sono gli interessi di chi vuole la Turchia in Europa. E si teme che le nazioni europee piu' influenti possano cambiare le carte in tavola e spianare la strada alla corsa europea dell’ “alleato” turco.

Cipro e' la nazione europea piu' tormentata del secolo. Nessuna nazione europea si e' vista sottrarre meta' del suo territorio da un popolo invasore e terrorista. Durante l’invasione del 1974 morirono migliaia di ciprioti e centinaia di migliaia di ciprioti furono costretti ad abbandonare la parte piu' bella della loro isola. Migliaia di chiese distrutte o trasformate in cantine, icone violate, bellezze artistiche cancellate dalla furia dei barbari. A Cipro i “laici e tolleranti” turchi usarono persino il napalm contro la popolazione indifesa e tuttora non si ha notizia di 1587 ciprioti prigionieri dei turchi, scomparsi in un giorno dell’estate 1974:

http://www.missing-cy.org/home.html

http://www.mit.edu/~petros/cy_body.html

Nel 1996 i due cugini Isaac Tassos e Solomos Solomou sono stati uccisi il primo dalla folla inferocita turcocipriota aiutata dalla polizia, il secondo dal Ministro dell’Agricoltura dello pseudostato di Cipro Nord. Le loro colpe? La volonta' di una patria libera! Uccisi sotto gli occhi dei caschi blu ONU e delle telecamere sono stati dimenticati dal mondo mentre nessuno ha ancora pagato per la loro morte.
I drammatici e violenti fotogrammi sono disponibili al seguente indirizzo:
http://www.hri.org/Cyprus/Cyprus_Problem/bikers/

Anzi in una intervista al settimanale tedesco AKTUEL l’assassino del secondo lo pseudoministro Kenan Akin ha affermato: “perché considerate cosi importante l’uccisione di un cane?”. Ed in una recente intervista al quotidiano greco Kathimerini ha affermato: “non ho sparato io ma avrei voluto farlo, quel ragazzo era un agente della Chiesa Ortodossa”.

Oggi dobbiamo manifestare la nostra opposizione alla Turchia in Europa, una Turchia che oblitera i suoi crimini e cancella le sue colpe, ignorando i piu' banali principi del diritto internazionale.

Per questo serve il vostro aiuto.

Francesco Colafemmina
23 Settembre 2005

Per sostenere la Repubblica di Cipro e manifestare la nostra amicizia al presidente Tassos Papadopoulos ed al popolo cipriota che non e' un popolo di serie B, ma e' un popolo che ha innaffiato la terra col sangue dei suoi martiri cristiani, possiamo inviare una mail in inglese al presidente al seguente indirizzo:
grafio.proedrou@cytanet.com.cy

Testo del messaggio in greco:

Kyrie Proedre,
sas ypostirizo sthn maxi sas gia mia Kypro elefteri kai sevasth sto plaisio ths diethnous kinotitas giati kai ego den thelo h Tourkia sthn Evropi xoris thn ANAGNORISI THS KYPROY. Kai Sas efcharisto gia tis prospaties sas gia mia Evropi enomenh sto pnevma ths eleftherias kai tou christianismou.

Traduzione:

Sig. Presidente,
vi sostengo nella vostra battaglia per una Cipro libera e rispettata nell’ambito della comunita' internazionale perché anch’io non voglio la Turchia in Europa senza il RICONOSCIMENTO DI CIPRO. E Vi ringrazio per i vostri sforzi per una Europea unita nello spirito della liberta e del cristianesimo.

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