POLITICA

Scandalo ad Atene. Tre ministri rivelano in conferenza stampa che ben cento personalità governative e militari sono state spiate attraverso intercettazioni nel periodo che va dalle olimpiadi 2004 al marzo 2005

Chi ha spiato la Grecia?

di Francesco Colafemmina


Come è emerso dalle cronache convulse di questi giorni a causa del reclamo di un ministro che non era riuscito ad inviare un messaggio ad una persona amica, la Vodaphone Hellas ha scoperto un sistema di intercettazioni telefoniche che aveva come obiettivo le più alte cariche dello Stato, nel marzo del 2005.
Prima ancora che la notizia venisse resa nota almeno al governo, durante una riunione nella sede della Vodaphone si decise come procedere nel campo delle indagini interne all’azienda. Come era potuto accadere che i cellulari di ben cento (almeno sinora) personalità dello Stato, fossero stati intercettati? E da chi? E come mai la scoperta era avvenuta così tardivamente?
La casualità era dovuta al rinnovamento del sistema 3G, per il quale i tecnici della Ericsson, da cui dipende Vodaphone Hellas, avevano dovuto analizzare il sistema di registrazione della compagnia telefonica. E’ la Ericsson che detiene infatti il controllo dei software forniti alla Vodaphone. Su questa compagnia, secondo indiscrezioni, ricadono i sospetti maggiori della stessa Vodaphon.
Ma non è tutto. Appena un giorno prima che la Vodaphone avvertisse il Governo della questione di “sicurezza nazionale” un importante ingegnere della società, Kostas Tsalikidis, esperto nel settore sicurezza dei software, viene trovato morto nel suo appartamento ad Atene. Si parlerà di suicidio, ma, a distanza di un anno, le rivelazioni del governo gettano nuova luce sulla scomparsa del giovane ingegnere della Vodaphone.
Mentre i Greci si interrogano su questo ulteriore scandalo che pone in serio pericolo la sicurezza non solo dei cittadini ma dell’intera Nazione verrebbe da porsi molte domande alle quali forse non si riuscirà mai a dare risposta. Secondo un sondaggio effettuato nei giorni scorsi il 73% dei Greci crede infatti che non si scoprirà mai la verità sul caso “intercettazioni”. Anzitutto i colpevoli che hanno inserito un software per ascoltare le conversazioni del Primo Ministro e di 6 importanti ministri, nonché di generali ed esponenti di esercito e polizia non hanno lasciato tracce! La Vodaphone ha infatti comunicato che con la scoperta sarebbero andate distrutte le tracce degli intercettatori, mentre sarebbero ancora presenti le registrazioni ascoltate.
La zona delle intercettazioni è compresa in un triangolo che ha al suo centro l’Ambasciata Statunitense. Gli Stati Uniti hanno fatto sapere di non avere alcun legame con la faccenda, sebbene potrebbero essere stati i primi attori o al contrario semplici vittime delle stesse intercettazioni. Un fatto colpisce tuttavia: la Ericsson sembra avere le colpe maggiori. La più grande azienda di telefonia mobile in Turchia, fornitrice dei sistemi 2G ed EDGE alle due compagnie turche Avea e Turkcell (80% del mercato) sarà l’attore su cui indagare approfonditamente. D’altronde non è difficile comprendere quale nazione potesse avere interesse a “spiare” il governo greco in un periodo chiave come quello che va dall’ottobre 2004 al gennaio 2005. Un periodo nel quale si è intensificata la pressione turca sulla Grecia sia con i fatti di Imia del dicembre-febbraio 2005, sia per questioni riguardanti Cipro e le violazioni dello spazio aereo Ateniese. La magistratura è al lavoro già da un anno, ma le prime impressioni dopo la divulgazione dello scandalo sembrano manifestare un grande senso di impotenza ed incertezza in tutta la compagine governativa.
Il Grande Fratello è ormai realtà da tempo per noi cittadini ma chi l’avrebbe mai detto che anche i nostri Governi ne sarebbero rimasti vittime?

Francesco Colafemmina
7 Febbraio 2006