POLITICA

L'arcivescovo di Atene alla conviviale con i Parlamentari Europei Greci

Christodoulos dice no alla Turchia nell’Unione e ad una Europa senza identità

di Francesco Colafemmina


Nel suo discorso in occasione dell’incontro conviviale con i Parlamentari Europei Greci l’Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, Christodoulos ha voluto ricordare con pacata fermezza quelle che sono le vere priorità di un'Europa in preda ad una profonda crisi d'identità.

Cominciando il suo discorso l’Arcivescovo ha precisato: "Tutti comprendiamo che ci siamo allontanati di molto dallo spirito dei Padri Fondatori dell’Unione, e non è affatto evidente che la guida politica continua a seguire un cammino che guidi realmente all’unione dell’Europa. E vi prego di vedere in questa mia considerazione inquietudine, forse paura, ma in alcun modo l’esercizio di una critica politica". Proseguendo ha poi aggiunto: "Sapete che la Chiesa desidera il compimento dell’unione europea. Ma la Chiesa considera una prospettiva catastrofica la trasformazione dell’Unione Europea in una semplice realtà economica, perché in questa prospettiva l’Europa diverrà luogo di una feroce concorrenza".

Segnalando una delle più concrete problematiche delle dirigenze politiche europee Christodoulos ha poi richiamato l’attenzione su questa realtà economica europea: "Le comunità non sono imprese. Allorché si è verificato uno sforzo per sottometterle alla logica delle imprese abbiamo avuto come conseguenza la culminazione dell’ingiustizia. E quando si moltiplica l’ingiustizia nessuno è innocente del sangue".

In particolare Christodoulos ha poi centrato l’intero suo discorso sull’ingresso della Turchia nell’Unione: "Sfortunatamente comunque, mentre ancora si trovava in evoluzione lo sforzo di approvazione della Costituzione, è diventata visibile la sottomissione della politica europea a criteri geopolitica estranei al fondamento sociale e spirituale dell’Europa. Con l’approvazione sin dall’inizio dell’ingresso della Turchia, abbiamo avuto la più chiara marginalizzazione dei criteri comunitari e culturali dell’Unione. […] Con l’approvazione dell’ingresso della Turchia, è apparso ai popoli che la politica europea non può far incidere una percezione geopolitica che possa servire al futuro dell’Europa, ma si sottomette ad estranee percezioni geopolitiche, ad interessi nazionali ed occasionali, o egemonici, alieni ed opposti alla comunità ed alla spiritualità europea".

Christodulos ha posto quindi l’accento sulla differenza di vedute tra la Chiesa ed il Governo greco in merito all’ingresso della Turchia in Europa: "Caratteristica è la differenza di espressione tra la Chiesa e la guida politica sul tema dell’ingresso della Turchia. La guida politica della nostra nazione, richiama gli interessi della Grecia nello spiegare il caldeggiamento politico delle prospettive europee per la Turchia. La nostra Chiesa guarda al tema in un altro modo: non si sfugge al male, creandone uno molto più grande che ti aspetta domani. Ed un male molto più grande è la soppressione della consapevolezza europea, un male molto più grande, che saranno i Greci a pagare a più caro prezzo, è quello di cadere in un’Europa – crogiuolo, estraniandosi irreparabilmente dal trittico fondamentale della nostra civiltà: fede cristiana, educazione classica e stato di diritto. Non c’è dubbio che tutte le guide che caldeggiano l’ingresso della Turchia, abbiano delle loro spiegazioni. Faccio qui notare che la storia, la psicologia e la teologia concordano su questo: non c’è peccato senza la sua plausibile spiegazione. Ricorderete che Eva diede immediata spiegazione del gesto di Adamo e Adamo con la stessa semplicità spiegò a Dio la sua scelta. Ma vedete che con queste spiegazioni ci siamo trovati fuori dal Paradiso. Spero dunque che non si arrivi al punto da dover assicurare che il mondo europeo è perduto, solo perché le guide europee avevano le loro convincenti spiegazioni".

L’Arcivescovo ha quindi aggiunto: "Bisogna che coloro che si divertono a segnare il futuro dei popoli sulla carta, vedano che gli Europei non sono disposti a rinunciare a ciò che li unisce, non vogliono assistere al funerale della loro stessa identità".

Concludendo Christodoulos ha accennato ai preparativi del viaggio che compirà a Roma per incontrare Benedetto XVI ed ha brindato alla salute ed all’onore di quanti si adoperano per la realizzazione di una autentica visione europea.

Francesco Colafemmina
3 Marzo 2006



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29.04.2006
Pur non conoscendo a fondo le motivazioni che spingono l'arcivescovo di Atene, Christodoulos a prendere netta posizione contro l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea sento istintiva e cosciente condivisione al suo messaggio. La saggezza delle sue parole dovrebbe far riflettere quei politicanti che agiscono dietro apparente superficialita' e non convincienti motivazioni che turbano il reale processo di fusione del popolo europeo inteso come etnie, storia, cultura e religione. Un caso semplice ma evidente, Ardea e Pomezia, comuni della provincia di Roma si gemellano; pomezia con Troia (Turchia), Ardea con Argos (Grecia). La vicenda dell'Eneidie di P. Virgilio Marone si ripete nel ciclo storico ma con quali risultati? bisogna riflettere
Umberto Iacolucci - Roma