POLITICA
Visita ad Atene di Condoleesa Rice, Segretario di Sato USA
sulla questione cipriota

La Grecia è ormai sotto assedio

di Francesco Colafemmina


La signora Rice, capo della diplomazia statunitense, ha visitato la scorsa settimana il Ministro degli Esteri Greco Dora Bakogiannis, nonché il Primo Ministro Kostas Karamanlis.
“Nulla di nuovo dagli Stati Uniti” hanno commentato fonti governative cipriote, sì perché tema principale degli incontri è stata la questione Cipriota.
Gli Stati Uniti non possedendo una storia millenaria, né tantomeno essendo stati invasi dai Turchi non riescono a proiettarsi nella dimensione della realtà cipriota, ma continuano a perseguire i loro interessi diplomatici che passano inesorabilmente attraverso i nostri sacrifici e le nostre sottomissioni.
Senza peccare di vacuo antiamericanismo possiamo soltanto notare che gli interessi degli Stati Uniti passano attraverso strade fortemente avversate dal popolo Greco e Cipriota, strade ostacolate da secoli di storia, da realtà operanti nella contemporaneità, ostacolate dallo stato d’animo del popolo greco silente ed ignorato dai burattinai delle diplomazie.

In particolare possiamo riassumerle in 4 punti:

1. Tentativo di unificazione della Repubblica Cipriota, riconosciuta da tutto il mondo civile, con lo Pseudostato, riconosciuto solo dalla Turchia, invaso ed ancora occupato da più di 40.000 soldati turchi;
2. Caldeggiamento dell’ingresso della Turchia nell’Unione Europea, dunque snaturamento dell’idea stessa d’Europa e tradimento dei popoli europei, a fronte di cospicui interessi economici e strategici statunitensi forse, ma sicuramente non europei e per nulla greci;
3. Distorsione della realtà attuale in termini di adempimenti europei della Turchia: la Turchia aveva promesso nel 2004 di riconoscere Cipro ma non l’ha ancora fatto ed anzi ha promesso di non volerlo fare mai; la Turchia perpetra l’orribile crimine del negazionismo del genocidio armeno; la Turchia viola quotidianamente dalle 30 alle 40 volte, lo spazio aereo greco (FIR Athinon) ed i canoni di volo internazionali, con aerei da guerra il più delle volte armati;
4. Tentativo di Costrizione della comunità internazionale al riconoscimento della Pseudo “Repubblica di Macedonia”, attualmente FYROM (Former Yugoslavian Republic Of Macedonia).

In particolare quest’ultimo punto è gravissimo ed inaudito. Tutti sappiamo che il buon Alessandro Magno era Greco, parlava la lingua Greca ed adorava gli Dei dell’Olimpo. Sappiamo che Alessandro non era Slavo! Eppure se ci risvegliassimo anche noi italiani con una Albania che improvvisamente decidesse di chiamarsi Puglia cosa faremmo? Accetteremmo forse questo capriccio, questa realtà assurda, antistorica e paradossale? Purtroppo questo succede in Grecia, nella Nazione che è culla della Civiltà Europea, questo succede sotto i nostri occhi e senza che alcuno levi la voce per denunciare il vile mercato della storia e della civiltà che si svolge nelle sale della diplomazia internazionale.
Nessuno purtroppo sembra avere consapevolezza che queste pretese della stizzita signora Rice non sono negoziabili da parte della Grecia e di Cipro. Che una Nazione non può decidere di chiamarsi con il nome di una gloriosa terra di Eroi, né che impunito debba restare uno Stato invasore che continua ad occupare il suolo europeo Cipriota.
Il tentativo di consolidare i rapporti con la Turchia in vista del probabile attacco all’Iran ha indotto la diplomazia Statunitense a pretendere con inusitata spavalderia il contrario di ciò che il popolo Cipriota ha deliberato nel maggio del 2004… il contrario di ciò che l’Unione Europea ha chiesto alla Turchia nel dicembre del 2004 e nell’ottobre del 2005.
A tutto ciò si assommano gli squallidi tentativi di far accettare al popolo greco culture e simboli che, seppur rispettati, non sono desiderati in una terra che se ne è liberata dopo 400 anni di schiavitù, ignota agli altri paesi europei. Ultima notizia quella della Moschea dell’Attica che sarà realizzata con finanziamenti Statali. Una follia inaudita dato che in Turchia e a Cipro, ma anche in Kossovo e nel Fyrom le Chiese sanno solo demolirle e dissacrarle. Inaudita visto che si nega il diritto del Patriarca Ecumenico a definirsi ecumenico e via dicendo.
Come inaudito è lo sforzo da parte di grandi network televisivi greci guidati da spregiudicati affaristi, abbiano potuto montare una altrettanto squallida campagna di propaganda della turco-ellinofilia attraverso un serial in lingua turca.
E che dire poi dei misteri ancora irrisolti delle lunghe orecchie dell’Ericsson puntate sui principali esponenti del Governo e dello Stato Greco? O degli scandali imbastiti a partire dal marzo 2005 da chissà chi nel tentativo di sconvolgere la Chiesa Greca, di degradarla agli occhi dei fedeli i una nazione fortemente cristiana?
Ma cosa vorranno dalla nostra amata Grecia queste forze disgreganti e distruttive che tentano di impossessarsi della sua ricchezza storica, culturale e spirituale, che tentano di distruggere la sua forte e convinta identità?
E soprattutto, sino a che punto arriverà il paradosso e l’evidente incoerenza ed illogicità delle diplomazie internazionali (…e del Segretario di Stato USA)?

Francesco Colafemmina
4 Maggio 2006

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