POLITICA
Lettera aperta

Fermiamo il discount dell'Ellenismo


di Francesco Colafemmina



Cari amici, cari lettori di MondoGreco,

ormai si sta passando il limite e la nostra cara Grecia si appresta a ripiombare nel Medioevo in cui l’impotenza e l’ignoranza degli altri popoli europei Le hanno permesso di restare per secoli.

Ogni giorno nuove notizie da Atene confermano un andamento drammatico della realtà politica culturale ed istituzionale greca. Non possiamo che restare scioccati per questo lucido programma di distruzione di quanto noi amiamo dal più profondo del nostro cuore filelleno.

Cominciamo dai bravi ragazzi del Social Forum che sabato si sono dati alla distruzione di via Ermou ad Atene nonché all’assalto con una scorta di 500 Molotov del Mc Donald di Piazza Sintagma. Questi bravi ragazzi, piuttosto imbecilli, hanno anche distrutto macchine della Polizia e seminato la devastazione dietro il loro altrettanto imbecille corteo.
Dispiace che sul nostro sito siano state propagandate le loro utopie per un mondo migliore! Se è quello che si sono lasciati alle spalle nella bella Atene, sarebbe stato meglio definirli incubi di un mondo peggiore.
Ormai è confermato l’alto tasso di fertilità delle madri degli idioti: 17 arrestati e subito accusati penalmente. Bravi: invece di venire ad imparare qualche nozione di civiltà, salendo magari in rispettoso silenzio, con compostezza e dignità supina, la scalinata dell’Acropoli, questi giovani ingrati hanno preferito darsi al crimine (con la benedizione di qualche pseudo intellettuale pacifista che continua a predicare dalla poltrona di casa o dalla redazione di qualche giornale!).

Ma naturalmente i guai arrivano in massa, e se di barbarie dobbiamo parlare, non possono mancare certamente i protagonisti della barbarie, ovvero i Barbari. In Grecia ne hanno conosciuto gli esponenti principali per più di 400 anni: stiamo parlando dei civilizzati Turchi.
Il loro curriculum barbarico è ormai sterminato eppure il civilissimo Recep Taypp Erdogan che a Salonicco è arrivato con la baldanza di chi rivendica in qualche modo la sua terra (lì è nato –purtroppo per Greci ed Armeni- Kemal!). Ed ha subito cominciato a pretendere… “Noi – ha affermato candidamente- abbiamo proceduto alla ricostruzione di numerose chiese Ortodosse (sic!) e ci aspettiamo il ripristino delle funzioni nelle Moschee ad Atene”. Capito!!! Loro – i barbari – hanno demolito usurpato e dissacrato le nostre chiese (e continuano a farlo, per esempio, a Cipro) ed ora ci vengono a chiedere di innalzare e ripristinare le moschee ateniesi segno del loro infausto passaggio sul sacro suolo dell’Ellade.

Vi invito a questo punto a prendere in mano una Guida Turistica della Turchia. Sfogliatela…e ditemi chi ha costruito tutto ciò che vedete? Teatri, terme, siti archeologici… CHIESE! Le hanno costruite forse loro? Eppure senza Santa Sofia, senza le Blancherne e il Fanari, senza le splendide Chiese della Cappadocia e via dicendo, quale idiota andrebbe a far visita ai barbari? Si capisce quindi che qualche Chiesa la ristrutturino, eppure, il Seminario di Chalki, dove si dovrebbe formare il Clero del Patriarcato Ortodosso di Costantinopoli è chiuso e sequestrato dal ’74 ed il Patriarca teme per il suo successore. Sapete infatti che tutti i Patriarchi Ortodossi devono essere cittadini turchi? Bartolomeo lo è perché nato in quella splendida terra quando di Greci ce ne erano ancora, dopo però i pogrom del ’55 e del ’67 e le requisizioni del ’74 di Greci con cittadinanza turca ce ne sono ben pochi. E soprattutto la lista dei “candidati” alla carica Patriarcale viene vagliata dal Direttorato Turco per gli affari religiosi.
Una grande libertà religiosa dunque, per la quale dovrebbe innalzarsi il nostro inno di lode alla liberale e civile Turchia!

Libertà pari a quella che garantisce il Governo Fantoccio della Grecia: durante la visita a Salonicco di Erdogan la Polizia Greca ha fatto ritirare prima del passaggio del leader turco una bandiera greca con al centro il disegno di Cipro che pendeva dal balcone di un semplice cittadino!!!
I morti di Cipro non esistono quando bisogna garantire il buon vicinato!

Ma andiamo avanti e veniamo al Trionfo della Follia. Il caro Andreas Papandreou, capo del PASOK, ha fatto un altro passo avanti sulla strada della distruzione della Grecia (una caratteristica ereditata indubbiamente dal Padre): ha scelto come candidata per la Prefettura di Kavala Drama e Xanthi una TURCA, Nghiul Beiàz Karachassan!
Bravo Ghiorgo! Chronia Polla kai kalo Pascha!
Questa turca che rappresenta la minoranza musulmana della Tracia (turchi bulgari albanesi che pian piano occupano le campagne abbandonate dai Greci) è una espressione di quell’operazione di demolizione dell’identità nazionale (e del buon senso) propagandata dagli Stati Uniti e dai suoi emissari politici ad Atene. Non a caso si è scoperto proprio pochi giorni fa che la Grecia è stata ascoltata dal Grande Fratello Americano. E precisamente dalla National Security Agency Statunitense con sede nel Maryland.

Ma perché dobbiamo farci piacere i Turchi? Perché dobbiamo vederli cancellare una realtà scritta nella storia recente e passata? Perché dobbiamo essere talmente sciocchi da accettare tutte le loro imposizioni sotto l’apparenza della tolleranza del dialogo e della globalizzazione?

Cari Amici in questi ultimi anni troppe cose stanno accadendo con ritmi frenetici. Ci preparano all’orizzonte qualcosa di terribile, ci preparano la trasformazione di ciò che è consolidato nella storia e nell’identità in un flusso di indifferenza e di inattività.
Anche le nostre voci dissidenti, saranno sgradite a molti, non ne dubito, ma esprimono ciò che oggi viene costantemente censurato dalla nuova dittatura culturale della commistione delle identità e della cancellazione della storia.
Sembra di vivere in un romanzo, “1984”, sembra che il Ministero per l’Ortodossia (non quella religiosa ma quella culturale) si adoperi quotidianamente per riscrivere pagine della nostra storia, sotto gli sguardi assenti ed indifferenti dei popoli. Mentre beviamo un caffè o facciamo shopping, mentre andiamo al cinema o lavoriamo, qualcuno approfitta della nostra ignavia, della nostra indifferenza culturale, del nostro disamore dalle identità e dalle passioni oggi censurate (patria, storia, religione).
Nessuno vuole propugnare guerre di civiltà o cos’altro, bensì impedire che questo discount dell’Ellenismo prosegua e venga addirittura esaltato o propagandato per “progresso”. Ciò che gli antenati Greci ed Italiani filelleni ci consegnarono un tempo non è un bene svendibile per pochi affari o sotto i diktat delle superpotenze.
E’ un dono d’amore che ciascuno di noi deve conservare nel proprio cuore e per il quale deve battersi perché nessun barbaro nostrano o straniero tenti di cancellarne la bellezza e la gloria.

Viva l’Ellade, Viva il 1821!
Rigas Fereos

Francesco Colafemmina
10 Maggio 2006

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