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Verso il 706
a.C. gli Spartani fondarono la città di
Taranto, seguendo un filone che aveva condotto
alla costruzione delle doriche Rhegion e
Sybaris. Questo scenario si colloca in un
quadro storico ove i Calcidesi avevano fondato
Cuma, Dicearchia e Neapolis, i Dori avevano
realizzato Siracusa, Himera e Megara Hyblea
. La costruzione di Taranto si colloca perfettamente
in una regione micenea che aveva già dato
i natali a Callipolis, Hydrusa (Otranto),
Oria e Rudiae. Taranto è circondata da popolazioni
autoctone come Apuli (a nord), Iapigi e
Peuceti (al centro-est), Messapi (a sud).
In realtà la città, luogo adatto per un
porto, venne edificata sulla japigia Taras.
Numerosi sono gli elementi che collegano
la città a Sparta. Tra tutti ricordiamo
le stesse divinità: Apollo Hyacinthos e
Vorthia. La città diviene un centro di smistamento
della ceramica achea, porto e luogo di sosta
delle navi provenienti da oriente nelle
loro rotte di cabotaggio. Divenne famosa
per le sue terracotte esportate in tutto
il Mediterraneo. Famosa era anche per le
sue statue dei templi e dell'agorà. Tra
queste si ricordano quella di Zeus, la più
grande dell'antichità dopo il Colosso di
Rodi; l'Eracle di bronzo di Lisippo e l'Europa
sul trono di Pitagora di Reggio. Taranto
era famosa anche per le stoffe, il vino,
l'olio ed i frutti di mare. Celebre era
la cavalleria, simile a quella japigia,
artefice di molte vittorie. Fino al 280
a.C. la flotta navale tarantina era superiore
a quella romana. Accerchiata da Lucani,
Iapigi e Romani, Taranto decadde, ma soprattutto
perchè affidò il comando degli eserciti
a generali stranieri, tra cui ricordiamo
Cleonimo, Archidamo, Alessandro il Molosso,
Pirro. Famosi erano anche gli atleti tarantini,
vincitori di trofei panellenici. Nel 473
a.C. i tarantini cercano invano di conquistare
la capitale messapica Manduria. Nel 410
a.C. Taranto controllò la zona di Brindisi,
appartenente al regno Japigio-Messapico.
Tale egemonia durò poco tempo, in quanto
gli Iapigi ripresero il controllo, con l'aiuto
di Atene. Praticamente nella Magna Grecia
si ripercuoteva la politica di lotte che
stava coinvolgendo le due grandi città elleniche
Atene e Sparta. Nel 444 a.C., per porre
fine alla guerra con Thurii, venne eratta
la città di Heraclea in piena Siritide.
Sia quest'ultima che Metaponto entrarono
sotto l'influenza tarantina. Verso il 390
a.C. Taranto ingaggiò una lotta contro Siracusa
che controllava quasi tuttla la Calabria,
risolta con accordi di pace. Al pari di
Archimede va ricordato Archita, ingegniere
tarantino, che dispose tutti i sistemi di
difesa della città e fu capo della lega
italiota che aveva capitale in Heraclea.
La morte di Archita segnò l'inizio della
decadenza di Taranto di fronte l'ascesa
sannita e romana. La città si affidò ai
condottieri stranieri. Nel 342 a.C. il re
di Sparta Archidamo III arrivò a Taranto
e nel 338 a.C, venne ucciso da Lucani e
Messapi sotto le mura di Manduria. I Lucani
allora conquistano Heraclea. Fu la volta
di Alessandro il Molosso, zio del grande
Alessandro Magno, che, con il sostegno di
Taranto, prese Brentesion (Brindisi), Siponto,
Heraclea, Cosentia, capitale dei Brutii
e Paestum. I tarentini abbandonarono il
progetto del condottiero perchè avevano
capito che li avrebbe sottomessi. Successivamente
Alessandro il Molosso venne ucciso dai Bruzi.
Intanto Roma fondava le colonie di Luceria
e Venusia (291 a.C.). Di nuovo Taranto chiese
l'aiuto spartano ed arrivò Cleonimo con
5.000 uomini e 20.000 mercenari trovati
anche tra i Messapi. I Romani, nel 302 a.C.,
si accordarono per una pace nella quale
si impegnavano a non attraversare Capo Lacinio.
La partenza di Cleonimo segna l'intervento
del re siracusano La morte di Agatocle segna
l'ascesa al potere dei Bruzi e Romani, che
controllavano tutto il sud dell'Italia,
a parte Taranto. Una flotta romana entrò
nella città, contravvenendo i patti di Cleonimo,
ma venne sconfitta dai tarantini. Incitati
dalla vittoria ripresero Thurii, ma giunsero
le legioni romane. Fu la volta di Pirro
che, dopo una serie di vittorie, venne definitivamente
sconfitto nel 275 a.C. a Maleventum. Tuttavia
rimase l'epirota Milone a difesa della città.
Giunsero i Romani ed i Cartaginesi e nel
235 a.C. ci fu la capitolazione. Taranto
conobbe le guerre puniche e resta fedele
a Roma, mentre la tradisce sotto l'ascesa
di Annibale. Nel 209 a.C. la città diviene
definitivamente romana e vennero deportati
i suoi abitanti.
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