LA GRECIA IN ITALIA
Alla Comunita' Ellenica "Trinacria" di Palermo

Sicilia e Grecia, la poesia e la musica

di Ninni Radicini


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Sabato 20 maggio, la Comunità ellenica siciliana "Trinacria", in collaborazione con il Dipartimento "Aglaia" di Studi greci, latini e musicali della Università di Palermo, ha organizzato una serata di poesia e musica popolare tradizionale greca. Il convegno si è svolto a Palermo, presso il Circolo Ufficiali dell'Esercito. Il tema della prima parte è stato "La Sicilia nei versi dei poeti greci contemporanei", con gli interventi dei professori Vincenzo Rotolo e Renata Lavagnini della Università di Palermo.



Come si manifesta nella poesia il legame millenario tra Grecia e Sicilia?
L'argomento ha suscitato molto interesse sia da parte degli studiosi sia tra il pubblico, che ha seguito con particolare attenzione. E' nota l'appartenenza della Sicilia al mondo ellenico già nel periodo classico. Siciliani e greci fondarono colonie nella terra di Trinacria, presto trasformate in potenti città mediterranee (es. Siracusa, Agrigento). Unità culturale, politica e commerciale. Si pensi che furono i siracusani, inoltrandosi nell'Adriatico alla ricerca di nuovi mercati, a fondare la città di Ancona. Per un riscontro più immediato basti ricordare che tanti siciliani hanno cognomi di origine ellenica.

Ma non tutti sanno che alcuni celebri poeti greci hanno dedicato composizioni alla Sicilia. I viaggi, le permanenze prolungate o i semplici passaggi a seguito di scali marittimi, diventano il motivo scatenante di scoperta o conferma di una vicinanza, se non di una omogeneità, che trova la conferma definitiva nella osservazione diretta.

Il poeta diventa sociologo, archeologo, antropologo. La realtà immersa nella storia ellenica, bizantina, panellenica, è coniugata al presente (Constantinos Kavafis, "Timolao siracusano"). Una scelta che non ha nulla di semplicemente retorico. Sarebbe facile sottolineare quanto del patrimonio artistico siciliano riporta all'ellenismo, ad esempio la Valle dei Templi di Agrigento, il cui nome originario è Akragas. Ma è soprattutto negli stili di vita che i poeti greci ritrovano elementi familiari.

Alcuni rappresentano il contesto in forma lirica e appassionata (Costas Uranis, "Taormina"), altri come un fiume carsico, una caratteristica genetica acquisita che, proprio per questo motivo, non si dichiara in modo esplicito (Jannis Ritsos, "Taciti incontri", 1978). La natura si manifesta senza interventi esterni. La necessità di affermare un'appartenenza è la fase precedente. Quando non si ottiene, la causa, a volte, è da ricercare nella debolezza delle basi culturali.

Così l'appartenenza al mondo ellenico è talmente profonda e naturale che la Sicilia sembra quasi non ritenere necessario doverlo sottolineare. Ma questo, se da un punto di vista esteriore è un limite, sul lato storico è la migliore attestazione possibile. Lo è ad esempio per Nikiforos Vrettakos, nella sua poesia "Piazza Edison", una piazza di Palermo dove ha abitato, la cui osservazione delle caratteristiche ambientali lo induce alla nostalgia per la Grecia, che è anche riscontro sulla vicinanza tra Sicilia e Grecia, perché i desideri scaturiscono dalla possibilità e questa, a sua volta, dalla realtà.

E' più malinconica invece in Margarita Dalmati ("Sicilia del nostro tempo") che però ritrova nella tradizione un'ancora sicura. La modernità, al contrario, è continua trasformazione e ogni volta perdita della condizione precedente. La tradizione, nella sua stabilità, si perpetua nel tempo.

Poesie di Margarita Dalmati, Costantino Kavafis, Jannis Ritsos, Costas Uranis, Nikiforos Vrettakos, sono state recitate dalle attrici greche Filia Dendrinou ed Emilia Papadakou, con uno stile in cui precisione tecnica e passione hanno trovato una sintesi notevole, creando una atmosfera ideale di grande partecipazione collettiva.

Nella seconda parte, il quartetto di sassofoni "Akroama", ha eseguito una serie composizioni di musica popolare ellenica, molte delle quali interpretate dalla cantante Athinà Tsànghi. "Akroma" è formato da Statis Mavrommatis (soprano sassofono e direttore artistico), Spiros Rondojannis (alto sassofono), Markos Karavàs (tenore sassofono), Potonis Potonakis (baritono sassofono).

Il pubblico ne ha molto apprezzato la bravura e la vivacità, sottolineando con applausi ripetuti i vari brani proposti. Statis Mavrommatis, nell'intervento introduttivo, ha evidenziato il piacere di partecipare alla serata, dati i legami profondi con la Sicilia e con i fratelli siciliani. Chi scrive crede che questo saluto abbia fatto sussultare non poco il cuore di coloro che gli stavano di fronte. Il legame millenario tra Grecia e Sicilia, tra greci e siciliani, è eterno.

Ninni Radicini
30 Maggio 2006

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Costas Uranis
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