"Noi greci
guardiamo al passato per proiettarci nel
futuro"
Intervista a Peggy Petrakakos, console
di Grecia in Toscana
di Rudy
Caparrini
La signora Peggy Petrakakos è console
onorario di Grecia in Toscana, con sede
a Firenze.
Donne greche protagoniste quest'anno:
Atene deve molto al suo sindaco Dora Bakoyannis
e Gianna Angelopoulos ha guidato le Olimpiadi.
Davvero in Grecia il potere è donna?
"Ci sono tante individualità
di spicco in questo momento. La Bakoyannis
è un personaggio di grande spessore
politico e culturale, destinata a incidere
a lungo nella politica greca. La Angelopoulos
è un'altra grande personalità,
capace di allestire un'Olimpiade magnifica.
Meritano di essere citate anche Anna Psaroudi-Benaki,
presidente del parlamento ellenico e co-presidente
dell'Assemblea Parlamentare Euro-Mediterranea,
Vasso Papandreou e Anna Diamantopoulou,
hanno ricoperto incarichi importanti come
commissari alla UE, nonché l'intramontabile
Irene Papas. Non dimentichiamoci che in
passato era emersa una stella di prima
grandezza come Melina Mercouri: possedeva
tutte le qualità migliori di una
donna, bellezza compresa".
Il 2004 è stato l'anno della
Grecia, con un'edizione memorabile delle
Olimpiadi. Che impatto hanno avuto i Giochi
sulla società ellenica?
"Le opere realizzate in occasione
di Atene 2004 hanno cambiato il volto
del nostro paese. La preparazione del
grande evento ha consentito ai greci di
intervenire nei punti ove vi erano carenze,
ovvero nel settore delle infrastrutture.
Atene è oggi una grande capitale
europea, una città dinamica e viva.
Le Olimpiadi hanno mostrato il vero volto
della Grecia contemporanea, rivelando
un paese orgoglioso del proprio passato
ma proiettato nel futuro. La cerimonia
d'inaugurazione era proprio finalizzata
a questo: il connubio fra una storia gloriosa
e la capacità di mostrarsi moderni
ed efficienti. Il 2004, tuttavia, va ricordato
anche la vittoria della Grecia nel Campionato
Europeo di Calcio".
Le prossime Olimpiadi, quelle invernali,
si svolgeranno nel 2006 in Piemonte. Crede
che anche l'Italia potrà trarne
benefici?
"Ne sono certa. Torino e il
Piemonte sapranno senza dubbio cogliere
l'occasione per realizzare cose importanti".
Il 2004 ha significato per voi anche
mutamenti politici, con la vittoria del
conservatore Karamanlis. Si dice che le
differenze fra destra e sinistra in Grecia
sono lievi, quasi inesistenti. È
davvero così?
"Pur se si fondano due ideologie
diverse, in effetti non vi sono molte
divergenze fra i due schieramenti. La
campagna elettorale si è svolta
in modo tranquillo, all'insegna del rispetto
reciproco. Chi ha perso ha accettato la
sconfitta con civiltà. L'approssimarsi
delle Olimpiadi ha manifestato una grande
coesione del paese, con maggioranza e
opposizione che hanno lavorato in sintonia
per il successo della manifestazione".
Veniamo al Suo ruolo di console onorario
in Toscana. La penisola ellenica e la
nostra regione presentano un legame radicato
nei secoli, non è vero?
"Esatto. Basterebbe ricordare
che l'ultimo duca di Atene nel secolo
XV, prima che fosse occupata dai turchi,
era un certo Neri Acciaioli, un fiorentino
"doc". Dopo la caduta di Costantinopoli,
avvenuta nel 1453, molti greci emigrarono
in Toscana formando una grande colonia
a Livorno. I discendenti di tali famiglie
ebbero un ruolo di primo piano nella rivoluzione
che, iniziata nel 1821, condusse la Grecia
all'indipendenza pochi anni dopo".
Ci dica un po' i numeri della comunità
ellenica nella nostra regione?
"In Toscana vivono circa 2.000 greci,
quasi tutti concentrati a Firenze. Molti
altri sarebbero i cittadini di origine
greca, ma ormai essi sono italiani a tutti
gli effetti".
Si può dire che esiste una
comunità greca a Firenze?
"Non si può parlare di comunità
perché la vicinanza con la Grecia
consente a ciascuno di loro di tornare
a casa assai spesso e li solleva dall'esigenza
di ricostruire un ambiente familiare,
altrimenti necessario per fronteggiare
la nostalgia".
Parlava prima di Dora Bakoyannis.
Possiamo fare un paragone fra la prima
cittadina di Atene e il nostro sindaco
Domenici?
"Sinceramente penso che non
si possa fare alcun paragone, perché
si tratta di due personalità forti
e dotate di un largo seguito popolare,
ma chiamate ad operare in contesti molto
diversi fra loro.
Atene è una grande metropoli, con
circa 4 milioni di abitanti, ed essendo
una delle capitali Europee svolge un ruolo
di carattere politico che Firenze non
è chiamata a svolgere".
Il
patrimonio artistico e culturale è
un elemento che accomuna Firenze e la
Sua Grecia. Crede che le nostre potenzialità
siano sfruttate al meglio?
"E' tipico di ogni paese colto
avere problemi nella gestione della cultura.
Potremmo certo migliorare qualcosa, poiché
i risultati attuali in materia di turismo
non possono essere considerati soddisfacenti
in rapporto allo straordinario patrimonio
naturale, artistico e culturale di cui
disponiamo. Firenze e la Grecia, studiando
misure opportune, possono attirare tutti
quei turisti che, nel 2004, hanno scelte
altre mete nel Mediterraneo. Deve farci
riflettere la crescita enorme del turismo
in Turchia, un paese con un buon patrimonio
ma certo non superiore a Grecia e Toscana."
Già il turismo. Quanti turisti
ellenici si recano a Firenze?
"Molti, pur se non si hanno
cifre precise. Il fascino di Firenze è
profondo in terra ellenica".
Ogni anno tanti fiorentini si recano
in Grecia ma non esiste alcun volo diretto
dalla nostra città verso Atene.
Come ovviare a tale carenza?
"E' uno mio principali obiettivi.
Da molto tempo sto lottando per sopperire
a tale lacuna ma spesso sono entrati in
scena elementi che hanno reso impossibile
l'accordo. Sono, tuttavia, ottimista poiché
paiono esserci buone possibilità
per istituire tale collegamento nel 2005.
Credo si tratti di uno strumento assolutamente
essenziale".
Arte e infrastrutture. Si dice che
la metropolitana non può essere
fatta a Firenze perché, appena
si scava, si trovano oggetti di valore
archeologico. Atene lo ha realizzato pur
essendo assai più antica di Firenze.
Come si spiega ciò?
"La metropolitana di Atene è
il frutto di molti anni di studio approfondito.
Dopo avere analizzato a fondo la questione
del vincolo archeologico, si è
lavorato in modo da potere conciliare
due esigenze basilari: rispetto del patrimonio
storico e necessità di costruire
un'opera di fondamentale utilità
per la città. Il cosiddetto "sviluppo
sostenibile" di cui tanto si parla.
Non entro nel merito se Firenze debba
o meno costruire la metropolitana. Penso,
tuttavia, che l'esperienza di Atene meriterebbe
di essere analizzata con la dovuta attenzione
da ogni parte del mondo".
Rapporti di affari Toscana-Grecia.
Come si va?
"Direi molti bene. Negli ultimi
quattro anni l'interscambio è raddoppiato
e si prospetta un ulteriore miglioramento.
Un aspetto in particolare indica un imminente
aumento del volume d'affari: ogni anno
sempre più toscani acquistano una
casa in Grecia. È il segno che
vi è intenzione di recarsi spesso
in terra ellenica, con conseguente creazione
di un circolo virtuoso capace di incrementare
il business."
Ci dica alcuni motivi per cui un imprenditore
toscano dovrebbe investire in Grecia.
"Posso elencare molte buone
ragioni. Per la tranquillità e
la stabilità politica che stiamo
dimostrando da molti anni. Per la bellezza
del nostro paesaggio. Per il clima mite
che ci accompagna tutto l'anno. Infine,
suggerisco di investire in Grecia perché,
ancor più dopo le Olimpiadi, siamo
un paese moderno, efficiente e dotato
di infrastrutture d'avanguardia".
Lei abita nella nostra città
da molti anni. Possiamo trovare delle
somiglianze tra Firenze (e la Toscana)
con la Grecia?
"Le somiglianze sono tantissime.
Un aspetto trascurato, ma importante,
è l'affinità in materia
di cibo. In Grecia abbiamo la minestra
di fagioli, che è uno dei piatti
più famosi in Toscana. La cucina,
d'altronde, è indice di cultura.
Firenze e la Grecia sono le culle della
civiltà europea ed è normale
che si somiglino in tutto, anche nel cibo".
In cosa sono diversi greci e fiorentini?
"Vi è un aspetto che
ci differenzia in modo netto. Noi ellenici
cerchiamo sempre di coniugare la storia
con presente e futuro. I toscani, invece,
sono a volte un po' troppo innamorati
della loro meravigliosa storia".
Cosa le piace di più di Firenze?
"Adoro Firenze per l'arte. Sono
giunta qui venticinque anni fa, per studiare
architettura, perché affascinata
dalla grande storia di questa città.
Penso che la Firenze del Rinascimento
abbia raccolto il testimone dai greci,
come espressione massima della civiltà
occidentale dopo la caduta di Costantinopoli".
Si sente parlare di gemellaggio tra
Firenze e Atene. È cosa possibile?
"Se un gemellaggio si dovesse
fondare sull'identità culturale
non ci sono dubbi: nessuno è più
affine di Firenze e Atene. Il gemellaggio,
però, si basa anche su elementi
politici, giacché deve essere siglato
da due amministrazioni municipali. Questo
rende la cosa più complessa, poiché
chiama in causa interessi di altra natura,
non semplici da fare coincidere".
Rudy
Caparrini
27.12.2004