GRECIA OGGI

IL CORRIDOIO 8 E LO SVILUPPO INFRASTRUTTURALE DELLA GRECIA

di Francesco De Palo


Mentre a Bruxelles ed in Italia si discute, in altre zone d'Europa si agisce: quella del Corridoio 8 sembra essere la tela di Penelope, c'è chi la tesse e chi, ovviamente involontariamente, la disfa o ne rallenta la tessitura.
La realtà è che nella vicina Grecia, complici le Olimpiadi, il governo sta facendo veramente sul serio. Si sta progettando e realizzando l'Asse autostradale Igoumenitsa/Patrasso-Atene-Sofia-Budapest, Via Egnatia (2006), Pathe (2008); l'Autostrada Sofia-Kulata-frontiera Grecia/Bulgaria (2010), con la tratta Promahon-Kulata come tratta transfontaliera; l'Autostrada Nadlac-Sibiu (diramazione verso Bucarest e Costanza) (2007), la Nuova Autostrada Egnatia (680 km) che collegherà Igoumenitsa a Kipi Evrou, la durata del percorso sarà ridotta alla metà del tempo attualmente necessario; il Ponte di collegamento Rio-Antirio (2004); il Prolungamento Autostradale Tripoli-Kalamata (2006).
Cosa si aspetta in Italia? Quanto serva a Bari il Corridoio 8, auspico che tutti l'abbiano capito: con tale decisivo sviluppo infrastrutturale, il nostro Paese e il capoluogo pugliese, avrebbero accesso, con priorità rispetto ad altri, alle zone minerarie ed energetiche dei Balcani per la trasformazione della materia prima nelle nostre imprese. Sensibili sarebbero inoltre i benefici per appalti ed impianti. Nelle aree interessate, è prevista anche la costruzione, l'ampliamento o il miglioramento di autostrade, di ferrovie ad alta velocità, di terminal per containers, di cavi ottici per le telecomunicazioni.
Insomma, creare e ridare linfa al progetto arioso di Bari centro del Mediterraneo: non più vana utopia, ma traguardo più vicino del previsto, solo a patto che lo si voglia raggiungere veramente. Il ponte verso i Balcani, che costituirà una strategica infrastruttura per gli approvvigionamenti energetici, si districherà su una doppia rete, una ferroviaria ed una stradale: la prima lunga 960 km, per un investimento complessivo di un miliardo e 400 milioni di euro, rispettivamente in Albania e Bulgaria; la seconda lunga 1270 km, per 300 milioni investiti in Albania e 700 in Bulgaria. Entro 15 anni dovrebbe essere operativa, secondo un trittico di slogan formato da intermodalità - logistica - integrazione infrastrutturale. Le autostrade del mare, invece, consentiranno di portare innovazione tecnologica a porti e flotte mercantili, congiungendo Italia e Slovenia partendo dall'Adriatico e dallo Jonio: fondamentale diventa il ruolo di Bari che, grazie a questo importantissimo assist, potrebbe diventare vero e proprio fulcro marittimo non solo dell'area mediterranea, ma soprattutto del versante industriale e commerciale che si affaccerà fino al Mar Nero.
I numeri del "sì" di Strasburgo sono comunque imponenti, dal momento che stiamo parlando di un corridoio virtuale che potrebbe collegare Helsinki a Cipro, passando ovviamente dal capoluogo pugliese.

Francesco De Palo
13.03.2004