Mentre a Bruxelles ed in Italia si discute,
in altre zone d'Europa si agisce: quella
del Corridoio 8 sembra essere la tela
di Penelope, c'è chi la tesse
e chi, ovviamente involontariamente,
la disfa o ne rallenta la tessitura.
La realtà è che nella
vicina Grecia, complici le Olimpiadi,
il governo sta facendo veramente sul
serio. Si sta progettando e realizzando
l'Asse autostradale Igoumenitsa/Patrasso-Atene-Sofia-Budapest,
Via Egnatia (2006), Pathe (2008); l'Autostrada
Sofia-Kulata-frontiera Grecia/Bulgaria
(2010), con la tratta Promahon-Kulata
come tratta transfontaliera; l'Autostrada
Nadlac-Sibiu (diramazione verso Bucarest
e Costanza) (2007), la Nuova Autostrada
Egnatia (680 km) che collegherà
Igoumenitsa a Kipi Evrou, la durata
del percorso sarà ridotta alla
metà del tempo attualmente necessario;
il Ponte di collegamento Rio-Antirio
(2004); il Prolungamento Autostradale
Tripoli-Kalamata (2006).
Cosa si aspetta in Italia? Quanto serva
a Bari il Corridoio 8, auspico che tutti
l'abbiano capito: con tale decisivo
sviluppo infrastrutturale, il nostro
Paese e il capoluogo pugliese, avrebbero
accesso, con priorità rispetto
ad altri, alle zone minerarie ed energetiche
dei Balcani per la trasformazione della
materia prima nelle nostre imprese.
Sensibili sarebbero inoltre i benefici
per appalti ed impianti. Nelle aree
interessate, è prevista anche
la costruzione, l'ampliamento o il miglioramento
di autostrade, di ferrovie ad alta velocità,
di terminal per containers, di cavi
ottici per le telecomunicazioni.
Insomma, creare e ridare linfa al progetto
arioso di Bari centro del Mediterraneo:
non più vana utopia, ma traguardo
più vicino del previsto, solo
a patto che lo si voglia raggiungere
veramente. Il ponte verso i Balcani,
che costituirà una strategica
infrastruttura per gli approvvigionamenti
energetici, si districherà su
una doppia rete, una ferroviaria ed
una stradale: la prima lunga 960 km,
per un investimento complessivo di un
miliardo e 400 milioni di euro, rispettivamente
in Albania e Bulgaria; la seconda lunga
1270 km, per 300 milioni investiti in
Albania e 700 in Bulgaria. Entro 15
anni dovrebbe essere operativa, secondo
un trittico di slogan formato da intermodalità
- logistica - integrazione infrastrutturale.
Le autostrade del mare, invece, consentiranno
di portare innovazione tecnologica a
porti e flotte mercantili, congiungendo
Italia e Slovenia partendo dall'Adriatico
e dallo Jonio: fondamentale diventa
il ruolo di Bari che, grazie a questo
importantissimo assist, potrebbe diventare
vero e proprio fulcro marittimo non
solo dell'area mediterranea, ma soprattutto
del versante industriale e commerciale
che si affaccerà fino al Mar
Nero.
I numeri del "sì" di
Strasburgo sono comunque imponenti,
dal momento che stiamo parlando di un
corridoio virtuale che potrebbe collegare
Helsinki a Cipro, passando ovviamente
dal capoluogo pugliese.
Francesco
De Palo
13.03.2004