Meteora
Sospese in aria, tra la
terra e il cielo. Le rocce
di Meteora sono un luogo
dello spirito, dove si percepisce
il senso mistico del monachesimo
e dell’ortodossia,
in cui il turismo deve entrare
in punta di piedi, consapevole
di penetrare un palpabile
velo di sacralità.
Avvicinarsi a Meteora non
è percorrere un semplice
itinerario turistico, è
un autentico tuffo in una
spiritualità antica,
legata alle più profonde
e radicate tradizioni della
terra greca e dell’ortodossia
orientale. Per molti aspetti
è un ritorno al medioevo,
agli esordi di quel monachesimo
che tanta parte ha avuto
nella nostra storia, ma
del quale, girando per l’Europa,
a fatica se ne scorgono
le tracce. In questo luogo,
invece, la fede e la sacralità
dei gesti e delle parole
permea ogni singola pietra.
Meteora, intendiamoci subito,
non è un sacrario
di anacronistici bacchettoni,
e al contempo, non è
un posto per turisti chiassoni.
E’ uno spazio dedicato
alla fede, al sacro, al
silenzio e alla meditazione.
A tutti quegli aspetti che
molti occidentali delusi
dal secolarismo della chiesa
ricercano nelle religiosità
esotiche, ignari che, da
sempre, sono parte vitale
della nostra storia.
Meteora è anche un
fenomeno geologico tra i
più belli e spettacolari:
un gruppo di rocce grigie,
levigate, che si innalzano
austere dall’immensità
della piana della Tessaglia.
Avvicinarsi a Meteora è
stupore e incredulità
che, a poco a poco, ascoltando
il silenzio e osservando
le movenze senza tempo dei
monaci, si trasforma nell’emozione
dell’assoluto. Non
importa che si creda nel
Dio di questi monaci, quello
che serve per amare Meteora
sono un cuore e una mente
aperta.
Proprio per queste sue peculiari
caratteristiche consigliamo
di visitare Meteora nelle
prime ore del mattino, oppure
verso il tramonto, periodi
in cui la maggior parte
dei turisti si attarda tra
le botteghe di Kalambaka.