MODI
DI TRASMETTERE NOTIZIE NELL'ANTICHITA'
di Pelagia
Kotsoni
E' insito dell'uomo ricercare notizie
giuste tanto di piu' quando molte di esse
gli servono in modi diversi.
Nel corso dei secoli la gente riceveva
notizie in vari modi. Cosi', un segno
inciso o dipinto sul tronco di un albero
o sulla superficie di una roccia avvertiva
e informava l'uomo primitivo della presenza
di un nemico oppure il passaggio di una
preda.
Ci sono anche altri mezzi, visivi (come
il fuoco o il fumo), oppure uditivi (come
il suono del tamburo), attraverso i quali
la gente riceveva notizie. Anzi, alcuni
di questi furono mantenuti per un gran
periodo di tempo. Cosi', per esempio gli
imperatori bizantini ebbero installato
un sistema di fari dalle frontiere dell'impero
fino a Constantinopoli che, per lo piu',
ebbero contatto visivo fra di loro e ai
quali accesero una fiamma ogni volta che
truppe nemiche invasero al loro paese.
Quando le condizioni del tempo erano buone,
la notizia dell'invasione giungeva alla
capitale entro un tempo molto breve.
Vale la pena ricordare che alcuni di quei
mezzi primitivi continuano ad essere usati,
per motivi di tradizione certamente, anche
oggi, nell'epoca di cellulari e di Internet.
Durante le sedute per l'elezione del nuovo
Papa, una fumata bianca o nera appare
dagli appartamenti del Vaticano e informa
la folla riunita in piazza di San Pietro
per l'elezione o no del nuovo capo religioso
della Chiesa Cattolica.
Intanto, tutti i mezzi sopramenzionati
che sono stati usati per la trasmissione
delle notizie non offrivano la sicurezza
la quale offre l'uomo, quando lui stesso
si impegna a trasmettere la notizia. Questo
vale anche nei nostri giorni. Il ruolo
dell'uomo come messaggero ha una lunga
preistoria. Ricordiamoci dell'oplite ateniese
che copri' la distanza da Maratona fino
ad Atene correndo, per annunciare agli
ateniesi la vittoria contro le truppe
persiane a Maratona, nel 490 a. C. In
piu', quando l'uomo uso' animali addomesticati,
come per esempio cavalli o altri mezzi
di trasporto piu' veloci, i tempi di trasmissione
delle notizie furono notevolmente abbreviati
per arrivare fino ad oggi, alla diffusione
delle notizie in tempi incredibili con
il supporto della tecnologia elettronica.
Comunque, una tappa importante per la
diffusione delle notizie fu l'invenzione
della scrittura che costitui' la presupposizione
per la creazione del giornale. I giornali
non erano sconosciuti nell'antica Grecia,
pero' non avevano niente a che vedere
con la carta stampata a cui oggi diamo
il nome di giornale.
Si trattava solitamente di memorandum
militari, “un rapporto dei fatti
del giorno”.
Famosi furono i “giornali del re”,
di Alessandro Magno, dove furono registrate
a base quotidiana le attivita' del grande
generale.
Un po' piu' simile al giornale di oggi
fu un tipo di diario dove gli avvenimenti
piu' importanti del giorno furono registrati.
I romani furono forse i primi di comprendere
l' utilita` di un diario tale ed ebbero
assegnato la sua composizione al grande
Pontefice.
Gli avvenimenti piu' significativi, insieme
con la loro data, furono scritti su cartelli
bianchi che furono sospesi in luoghi pubblici
cosi' furono accessibili alla gente. Si
tratta dei “Annales maximi”
i quali con il passare degli anni furono
raccolti in decine di volumi.
Senza dubbio, molto piu' vicino ai giornali
di oggi furono le Acta Senatus, cioe'
i fatti del Senato Romano e le Acta Populi
(Romani) – diuma - (atti quotidiani
del popolo romano), una specie di giornale
dove furono pubblicati gli avvenimenti
piu' importanti del giorno. Contennero
cioe' la parte dei giornali di oggi che
contengono le notizie locali o interni.
Articoli di centro, analisi finanziarie,
appendici, ecc, furono sconosciute all'epoca.
Nessuna copia di quel giornale e' salvata.
Cosi', non sappiamo quanto veritiero sia
un foglio falso delle Acta populi diuma,
lo scrittore del quale, senza dubbio molto
piu' giovane dall'epoca a cui si riferisce
il foglio, lo presento' come un giornale
che circolo' a Roma nel 29 Marzo del 168
a. C.
Tra i suoi contenuti sono notizie che
riguardano l'assunzione ufficiale delle
funzioni di un nuovo sovrano di nome Licinio,
lo scoppio di una tempesta con fulmini,
il conflitto con persone ferite in una
osteria, le multe imposte a macellerie
per trasgressione alle norme sanitarie,
l'arresto di un agente di borsa sparito
dopo essersi appropriato indebitamente
del denaro altrui, l'esecuzione di un
condannato a morte e la partenza dell'armata
punica dal porto di Ostia.
Comunque, fogli falsi di “giornali’’
circolarono gia' dagli anni romani. Allora,
per esempio, apparvero come originali,
testi che si considerava fossero stati
scritti dalla fronte della guerra troiana
da un tale Diktis di Creta e da un Daris
da Frigia dell'Asia minore! In altre parole,
questi due personaggi furono considerati…
corrispondenti di guerra che fecero reportage
dai campi di battaglia dove Achille lottava
con Ettore. Dictis dava notizie dalla
parte dei greci dato che partecipava alle
truppe di Idomeneas, del re di Creta;
mentre il secondo, dalla parte dei troiani,
dal momento che prestava servizio presso
l'esercito di Priamo. E mentre questa
falsificazione era non solo evidentissima
ma anche grossolana comunque durante gli
anni bizantini esisterono degli scrittori
che condiderarono che i due sopramenzionati
avessero seguito di persona le lotte sanguinose
che ebbero descritto nella pianura dello
Scamandro tra gli Achei ed i Troiani.
Pelagia Kotsoni
11.03.2005
(traduzione dal greco
dell' articolo pubblicato sul giornale
greco To
Vima, dal dott. Michalis Tiverios,
professore di Archeologia Classica presso
l'Aristotelio Universita' di Salonicco)
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altre curiosità