COSA
VUOL DIRE LA PAROLA “CRITTOGRAFIA”?
Questo termine indica
ogni tipo di linguaggio cifrato, con il
quale un messaggio diventa illeggibile per
colui che non conosca il codice di riferimento
per decodificarlo (dal greco krupto, nascondere,
e grafìa, scrittura).
Le origini della crittografia sono molto
antiche, ed essa era in uso presso molti
popoli. Uno dei sistemi più conosciuti,
in uso presso i greci, era la scitala lacedemonica,
risalente al IX sec. a. C. Si trattava di
un dispositivo costituito da un bastone
e da un nastro di cuoio avvolto a spirale,
sul quale veniva scritto in colonne il messaggio.
Quando il nastro veniva srotolato le lettere
risultavano trasposte in modo tale che si
riusciva a ricomporre il testo solamente
utilizzando un bastone identico a quello
usato per scrivere il messaggio.
Questo tipo di sistema è stato reimpiegato
soprattutto nella seconda guerra mondiale.
I tedeschi elaborarono “Enigma”,
una macchina per crittografare i messaggi
militari. Essa era basata su un sistema
di 3 rotori che sostituivano le normali
lettere di un testo con lettere cifrate.
A partire dal 1939 alcuni matematici polacchi
tentarono di decifrarla.
In seguito il matematico inglese Alan Turing
escogitò allo stesso scopo una serie
di macchine, antecedenti dei moderni computer.
Oggi ai sistemi di crittografia sono stati
sostituiti i software. I più utilizzati
si chiamano PGP e GPG: sono capaci di trasformare
in tempo reale un file di testo in una sequenza
indecifrabile; sono strutturati sulla base
di una “chiave di cifratura”,
cioè una serie di caratteri, numeri
e lettere che modificano i dati originali,
rendendoli illeggibili a chi non conosce
il codice.
Nella società odierna la crittografia
è continuamente utilizzata in quanto
consente di risolvere problemi di sicurezza
e segretezza nella vita quotidiana; un esempio
ne è la transazione monetaria via
internet che immette l’invio del codice
della carta di credito.
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curiosità