RECUPERATA
NEL MARE ANTISTANTE GELA UNA NAVE GRECA
È un’imbarcazione che risale
al V sec. a. C.! Nel porto grande di Siracusa,
non molto distante da Gela, dalla storia
apprendiamo che avvenne una battaglia navale,
in cui i siracusani sconfissero gli ateniesi.
La battaglia risale al 413 a. C., periodo
in cui erano intensi e frequenti gli scambi
tra Sicilia e Grecia.
Diversi anni prima di questo ritrovamento
si erano già verificati, in quest’area
territoriale, interessanti scoperte: due
sub dilettanti, Gianni Occhipinti di Gela
e Gino Morteo di Ragusa, trovarono alcune
coppette antiche sul fondo sabbioso, a circa
800 metri dalla costa di Gela; essi li raccolsero
e li portarono alla Soprintendenza. Tornarono
sul posto, per continuare a cercare, e notarono
i resti di un’imbarcazione sepolti
da sabbia e ghiaia. Questi uomini erano
inconsapevoli di aver dato un contributo
importantissimo all’archeologia marina.
Dai riscontri e dalle verifiche effettuate,
infatti, si è appurato che l’imbarcazione
risale a 2.500 anni fa. È lunga 21
metri e larga 6 metri e mezzo; la sua capacità
di carico è di circa venti tonnellate;
le tavole sono addirittura cucite con corde
vegetali. Questo è il più
grande e meglio conservato tra i relitti
arcaici del Mediterraneo. Secondo la ricostruzione
fatta dagli studiosi esperti, la nave era
partita dalle coste del mar Egeo, si era
fermata in vari porti, tra cui quello del
Pireo, e poi era naufragata a Gela. Gli
oggetti che trasportava, centinaia di pezzi
di vasellame attici, corinzi, orientali,
e poi anfore, tripodi, e altri reperti pregiati,
avrebbero dovuto essere consegnati a Gela,
all’emporio di Bosco Littorio, posto
di fronte al mare e vicino Gela. Ma probabilmente
una tempesta fece affondare l’imbarcazione
proprio quando stava per approdare.
Finora sono state realizzate sei campagne
di recupero. La più interessante
è stata quella in cui si è
riportata in superficie la prua della nave
greca arcaica. Tuttavia ancora si deva lavorare
tanto. La dottoressa Panini ha dichiarato:
“ Manderemo i legni per il restauro
e il consolidamento in laboratori specializzati
della Danimarca e dell’Inghilterra,
dove lavorano i migliori specialisti del
mondo. Faremo tutto il possibile per un
restauro che consegni il relitto all’umanità
per un tempo più lungo”.
Non è questa la sola nave antica
individuata davanti alle coste siciliane.
Nelle acque antistanti Gela ve ne sono altre
due; un’altra è stata inoltre
individuata nel mare davanti a Menfi e un’altra
a Sciacca. Ma ancora non si è deciso
cosa farne.
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curiosità