Miti 3000

mitologia
greca

Almanacco
di Mary Falco

MITOLOGIA
DEMETRA
Demetra, la disperazione della terra
I Mysteria, i culti dell'oltretomba
Chi è Trittolemo?
Il mito di Demetra
La seconda patria di Demetra
DEMETRA, la disperazione della terra

di Mary Falco

 

 


continua...

Persefone detta Kore (ragazza, fanciulla) viveva sola con sua madre Demetra in una casetta aggrappata alla roccia, come una grotta! Il giorno che le fu chiesto di raccogliere un po' di zafferano corse fuori con le sue amiche Oceanine per andare al fiume dove i fiori richiesti crescevano profumati ed abbondanti. Quanti ce n'erano! La notte piovosa sembrava averli nutriti ed ora aprivano ardenti al sole del mattino i calici azzurri e viola risplendenti di riflessi. Mentre le altre nuotavano o si pettinavano i capelli, Kore raccoglieva i fiori cantando… inavvertitamente s'allontanò dalle compagne, perché sotto un platano gigantesco aveva scorto un fiore meraviglioso… forse un narciso… nell’atto di raccoglierlo, vide la terra aprirsi ed uscire un carro da un guerra, guidato da un uomo nero, interamente armato.
Il bruto la rapì, e a nulla valsero le sue grida disperate.
Demetra, sola in casa, udì la voce della figlia ed uscì a cercarla, pur non sapendo neppure da che parte iniziare e tanto fece che trovò gli unici due testimoni del rapimento, Ecate ed Helios, il quale le spiegò l'accaduto: il misterioso guerriero era Ade, il fratello di Zeus, quindi bisogna rassegnarsi al volere degli dei, che avevano scelto per Kore nozze divine.
Demetra infatti è una "dea minore" che il matrimonio con Poseidone non ha portato all'Olimpo, visto che suo marito stesso non ci vive, in ogni caso non si rassegna per nulla, va all'Olimpo, minaccia di scatenare la carestia sulla terra e quando Zeus si rifiuta di riceverla, mette in atto la propria minaccia; segue un anno di carestia e di sofferenza tanto per gli uomini quanto per gli dei, che non hanno più sacrifici. Zeus deve intervenire e le invia la messaggera Iride, col comando tornare e riprendere le sue funzioni.
Demetra ripete la sua richiesta di riavere con sé Persefone.
A questo punto Zeus manda Hermes da Ade con la richiesta di riportare Kore a Demetra.
Ade, da parte sua, si presenta all'appuntamento, ma rifiuta decisamente il ruolo di seduttore che gli è stato assegnato. Rapita? Persefone (rifiuta di chiamarla Kore) è stata consenziente fin dal primo momento. Anzi è un’amante passionale! Ha ucciso con le sue mani la povera piccola Menta, l’amante precedente, per pura gelosia. Quale pudica vergine si comporterebbe così?
Zeus accetta d'ascoltare la versione di Persefone, ma le pone una domanda insidiosa: non chiede se le è stata fatta violenza, ma solo se durante la sua permanenza ha mangiato qualcosa.
Curiosa questione, visto che il rapimento risale ad un anno prima! Evidentemente la condivisione d'un pasto trasforma il prigioniero in un ospite, mentre la povera Menta, al contrario, non aveva diritto alcuno!
Demetra protesta: vede la figlia spaventata e dimagrita, è evidente ciò che ha subito.
Zeus insiste: se la fanciulla è a posto non ha nulla da temere!
La povera Kore, avvilita ed imbarazzata, confessa che un giorno, tormentata dalla sete, ha ceduto alla tentazione di accettare, tra mille prelibatezze della tavola imbandita, un chicco di melograno.
Zeus non sente ragioni: il matrimonio è considerato valido e d'ora in poi la sposa sarà costretta a passare un terzo di ogni anno col marito, in inverno, ed i due restanti terzi con la madre, risalendo alla luce in primavera. Demetra accetta e la pianura rifiorisce, non solo, ma da quel momento ella regala agli uomini un prodotto particolare: il grano, di cui ben presto diventa signora assoluta, dimenticando o quasi gli altri frutti.
Su questa strana vicenda, solo apparentemente a lieto fine (Persefone non ama il marito a cui viene restituita e la cupa morte di Menta aggiunge un'inquietante senso d'ingiustizia al tutto) si fondano i culti dell'oltretomba, i famosi Mysteria, che i greci celebravano due volte all'anno.

continua...

Mary Falco
22 dicembre 2005


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