Andamento
positivo per l’economia greca:
cresce il PIL e diminuisce l’inflazione
di Arianna
Caputi
L’inflazione
annuale in Grecia è rimasta ai
suoi più bassi livelli negli ultimi
quattro anni contro il generale rialzo
dei prezzi del petrolio nei marcati internazionali
e la speculazione di una nuova volata
di prezzi spinti nella nazione: lo hanno
riferito in questi giorni il ministro
dello sviluppo Dimitris Sioufas e il Viceministro
Yannis Papathanasiou. I ministri si sono
anche impegnati a continuare a lavorare
insieme con le autorità commerciali
per il contenimento dei prezzi nel mercato
interno. Parlando ai giornalisti, i due
ministri hanno detto che il tasso di inflazione
medio è rimasto ai livelli più
bassi a giugno (3.2 %, da 3.1 % di giugno
2004; 3.6 % di giugno 2003 e 3.5 % di
giugno 2002). L'inflazione è ritornata
a calare in Grecia nel giugno 2005 su
base mensile, confermando la tendenza
al rallentamento della crescita dei prezzi
registrato dallo scorso aprile. E' quanto
emerge dai dati distribuiti da Eurostat:
secondo l'Ufficio statistico dell'Unione
europea, il tasso di inflazione ha segnato
una flessione dello 0,2% nella penisola
ellenica a giugno rispetto al mese precedente.
Si tratta della prima diminuzione da febbraio,
quando il calo era stato dell'1,7%. Oltre
alla Grecia, la flessione di giugno ha
riguardato, tra i paesi Ue, soltanto l'Olanda
(-0,3%), il Lussemburgo (-0,1%) e la Polonia
(-0,1%). Nell'Ue-25 in media si é
registrata una crescita dello 0,1%. Dopo
un forte incremento dei prezzi a marzo
(+2,5%), in Grecia si è avviata
una tendenza verso un progressivo rallentamento
dell'inflazione, con un aumento dello
0,8% ad aprile e dello 0,4% a maggio.
Il segno meno di giugno prosegue e accentua
dunque questa tendenza. Su base annua
a giugno l'inflazione greca ha segnato
comunque un aumento del 3,2%, invariata
rispetto al dato annuale calcolato lo
scorso maggio.
A conferma di un andamento positivo generale
intervengono ancora da Bruxelles Eurostat
e la Commissione dell’ Unione Europea
che stimano che nel primo trimestre dell'anno
il Pil dell'Ue-25 e quello della zona
euro è cresciuto su base trimestrale
dello 0,5%.
La crescita del Pil per la zona euro nel
secondo trimestre dell'anno in corso è
all'interno di una forchetta' tra lo 0,1%
e lo 0,5% e per il terzo trimestre dell'anno
le previsioni della crescita oscillano
tra lo 0,2% e lo 0,6%. L'Ufficio di statistica
dell'Unione europea indica, su base annua,
una crescita complessiva dell'1,4% per
la zona euro e dell'1,6% per l'Ue-25.
Tra gli Stati membri che hanno visto la
crescita più alta, Eurostat indica
la Grecia: nel primo trimestre del 2005
la Grecia ha infatti registrato il più
alto incremento del Prodotto interno lordo
(Pil) tra tutti i 25 Stati dell'Ue, con
una crescita del 2,4% rispetto ai precedenti
tre mesi. La crescita trimestrale della
Grecia è di gran lunga la più
elevata nell'Ue-25, che in media ha confermato
un incremento del Pil dello 0,5%.
Anche su base annua, e cioé rispetto
al primo trimestre del 2004, Atene ha
fatto registrare una crescita del Pil
notevole (+3,5%), seguita dalla Lettonia
(+2,0%) e dall'Estonia (+1,8%). Le diminuzioni
più significative, invece, sono
state registrate a Malta (-5,9%), in Olanda
(-0,8%) e in Italia (-0,5%).
Su base annua, però, i nuovi stati
membri hanno comunque registrato incrementi
maggiori con il picco dei paesi baltici:
Lettonia (+7,4%), Estonia (+6,9%) e Lituania
(5,6%).
Il mercato ellenico si propone, dunque,
come tramite verso le economie emergenti
delle regioni limitrofe (dai Balcani al
Caucaso) e attira l’attenzione di
capitali europei, americani e giapponesi,
registrando anche un crescente interesse
del capitale italiano per gli investimenti
diretti in Grecia.
Arianna
Caputi
22 Luglio 2005