CULTURA

Al Museo Benaki di Atene

Una mostra dedicata a Jannis Gaitis


di Arianna Caputi



Il museo Benaki di Atene, nella sua nuova ala di via Pireos, rende omaggio al pittore Jannis Gaitis e alla sua vita, con una mostra inaugurata il 13 aprile, la quale rimmarrà aperta fino al 24 giugno.
Una retrospettiva che abbraccia tutta l'opera dell'artista, curata dalla figlia Loretta Gaiti-Charrat.

Quadri multicolori, disegni, modelli per scenografie e costumi, mobili, costruzioni di legno, gesso, metallo e in particolar modo, i tanti "omini seriali", una critica del pittore alla realtà sociale degli anni '60 ed all' apparire del consumismo.

È diventato famoso, appunto, per i suoi ”piccoli uomini”, senza un futuro specifico, che rappresentano l’uomo come il prodotto della cultura di massa che resta separato e si perde nella moltitudine senza nome.

In tutto, duecento opere, che riguardano il periodo di tempo dal 1944 al 1984, con un codice personale originale ed innovativo.
E' possibile anche constatare tutte le influenze esercitate su Gaitis dalle varie correnti artistiche: i ritratti del primo periodo, e poi, i contatti col cubismo, l'espressionismo, il surrealismo.
Gaitis appartiene alla generazione di artisti considerata la pioniera del modernismo del dopo guerra in Grecia.

Gaitis è nato ad Atene nel 1923.
Nel 1942 entra nella Scuola di Arte di Atene dove studia accanto a Constantinos Parthenis.
Nel 1954 si trasferisca a Parigi.
Intorno al 1960 sviluppa un ricco vocabolario espressionistico che gradualmente lo conducono alle sue ben conosciute figure antropomorfiche che dipingono l’uniformità e la sterilità della moltitudine vivente.
I suoi lavori sono stati presentati in molte mostre individuali e di gruppo in Grecia e all’estero.

Arianna Caputi
22 Maggio 2006



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