Capitale
europea della cultura
di Arianna
Caputi

Tra
i moltissimi progetti comunitari realizzati,
si distingue quello volto a designare
ogni anno una o piu' "Capitali europee
della cultura", il piu' longevo e
meglio riuscito che la Comunita' possa
vantare in tale contesto. La sua storia
piu' che ventennale trova giustificazione
nella sua straordinaria capacita' comunicativa
e nella sua non comune flessibilita'.
Le "Capitali europee della cultura",
infatti, stimolano l’attiva partecipazione
del cittadino, grazie alla possibilita'
offertagli di far incontrare la propria
cultura con quella di altri paesi comunitari,
vivendo personalmente l’esperienza di
uno spazio culturale europeo.
La Capitale europea della cultura e' una
citta' designata dall'Unione Europea,
che per il periodo di un anno ha la possibilita'
di mettere in mostra la sua vita e il
suo sviluppo culturale. Diverse citta'
europee hanno sfruttato questo periodo
per trasformare completamente la loro
base culturale, e facendo cio', la loro
visibilita' internazionale.
Gia'
a partire dagli anni Cinquanta si senti'
la necessita' di avviare una politica
europea della cultura ampliando la portata
del processo d’integrazione, prevalentemente
concentrato sugli aspetti economici, consapevoli
del fatto che il processo attraverso cui
prende forma l’identita' europea non deriva
solo da politiche comunitarie ma anche
dagli effetti della globalizzazione, che
ha favorito lo sviluppo di forme di interdipendenza
economica, culturale e sociale.
E' questo lo sfondo entro il quale si
stanno sviluppando le condizioni per lo
sviluppo dell’identita' culturale europea.
Sembra, infatti, che i popoli europei
si sentano uniti proprio dalle differenze,
ma in una prospettiva dialogica: non a
caso, il motto scelto dal Presidente della
Convenzione Valéry Giscard d’Estaing per
l’Unione e' “Unita' nella diversita'”.
Con il Trattato di Maastricht si fa esplicito
richiamo ad un «retaggio culturale comune»
la cui valorizzazione rappresenta ancor
oggi uno dei piu ambiziosi obiettivi dell’azione
comunitaria. Si tratta di un compito complesso,
poiche' la ricerca di un’identita' culturale
europea non va disgiunta da un’attivita'
di sostegno a favore delle culture regionali
e nazionali.
La scommessa della Comunita', in tal senso,
e' quella di incoraggiare gli incontri
e gli scambi tra i cittadini europei,
favorendo un’opera di condivisione delle
culture che avvicina i popoli e fa nascere
e maturare in loro un senso di comune
appartenenza ad una realta' piu' grande
e complessa: l’Europa.
Concepito
come un mezzo per avvicinare i vari cittadini
europei, la Citta' europea della cultura
venne lanciata il 13 giugno 1985 dal Consiglio
dei Ministri su iniziativa di Melina
Mercouri che pose l’accento sulla
necessita' di diffondere una maggiore
conoscenza delle culture europee tra gli
Stati membri della Comunita'. E proprio
nel 1985 Atene fu designata “Citta' europea
della cultura”, seguita, a distanza di
anni, nel 1997, da Salonicco. Da allora
l'iniziativa ha avuto sempre piu successo
tra i cittadini europei e un crescente
impatto culturale e socio-economico sui
numerosi visitatori che ha attratto. Nel
1990, i Ministri della Cultura lanciarono
il "Mese culturale europeo":
questo evento e' simile alla citta' della
cultura europea ma dura per un periodo
inferiore di tempo ed e' indirizzato in
particolare alle nazioni dell'Europa centrale
e orientale.
Nel 1999, la Citta' europea della cultura
e stata ribattezzata “Capitale europea
della cultura” ed e' ora finanziata attraverso
il programma “Cultura 2000”. Le citta'
europee della cultura sono state designate
su basi intergovernative fino al 2004;
gli stati membri selezionavano unanimemente
le citta' piu' adatte ad ospitare l'evento
e la Commissione Europea garantiva un
sussidio per le citta' selezionate ogni
anno.
Dal
2005, per le capitali del periodo 2005-2019,
la procedura di selezione e' mutata, divenendo
comunitaria e non piu intergovernativa,
in conformita' alla decisione 1419/1999/CE
del Parlamento Europeo e del Consiglio
del 25 maggio 1999 e dunque le istituzioni
europee prenderanno parte alla procedura
di selezione delle citta' che ospiteranno
l'evento. Questo venne fatto per evitare
la feroce competizione per vincere il
riconoscimento; ogni membro dell'UE avra
l'opportunita' di ospitare a turno la
capitale.
Come previsto, la Grecia ha presentato
alle istituzioni europee, entro la fine
dell'anno 2001, la candidatura della citta
di Patrasso. La giuria ha presentato la
sua relazione di valutazione nel settembre
2002. Il Parlamento europeo non ha espresso
un parere entro il termine prescritto
del 1° gennaio 2003. Il 20 gennaio 2003
le autorita' greche hanno presentato al
Parlamento europeo una relazione aggiornata
sulla candidatura di Patrasso, relazione
che e' stata trasmessa alla Commissione
dal sig. Rocard, presidente della Commissione
per la cultura, la gioventu', l'istruzione,
i mezzi d'informazione e lo sport, che
ha chiesto che i documenti siano valutati
da esperti. Dopo una riunione tenuta con
le autorita' greche nel febbraio 2003,
la giuria ha sottoposto alla Commissione,
l'11 marzo 2003, una valutazione della
candidatura aggiornata di Patrasso. La
Commissione ha trasmesso tale valutazione
al Parlamento europeo, al Consiglio e
al Comitato delle regioni il 18 marzo
2003. Il 6 maggio 2003, con decisione
del Consiglio dell’Ue, Patrasso e' stata
definitivamente designata Capitale europea
della cultura 2006.
Cosi, oggi, Patrasso rappresenta un’opportunita'
straordinaria per offrire un quadro rappresentativo
della realta' culturale greca.
E’
possibile individuare alcune “tendenze”
interpretative, cui si rifanno gli organizzatori
della manifestazione di anno in anno,
due delle quali appaiono prevalenti anche
nell’organizzazione dell’evento del prossimo
anno. La prima consiste nella valorizzazione
del patrimonio storico e artistico della
citta'-capitale, l’altra nel cercare percorsi
innovativi, capaci di ridefinire e rilanciare
l’immagine della citta' interessata attraverso
un’interpretazione ampia di cultura che
ne coglie i legami con l’economia, attraverso
l’investimento operato dalla citta' a
favore delle industrie culturali e la
promozione del turismo.
Quest’ultimo approccio e' quello predominante
nel caso di Patrasso. Si tende cioe' a
“leggere” la manifestazione come l’occasione
per guardare al futuro della citta' favorendone
il rinnovamento, reso possibile grazie
all’apporto di risorse finanziarie da
investire e alla visibilita' acquisita
durante tutto l’anno che tale evento procura.
In tal modo, la cultura, nel senso piu
ampio, puo rivelarsi un fattore di cambiamento
di primaria importanza per la realta'
urbana, in grado di fornirle una nuova
fisionomia e una nuova dimensione economico-sociale,
quando ad essa e legato un progetto strategico-politico
complessivo.
A conferma del legame che lega da sempre
la Grecia all’Italia, Patrasso, in tale
occasione, dedichera' una settimana di
eventi all’Italia, in particolare alla
Toscana e all’Emilia Romagna.
Concerti, mostre, esposizioni, convegni,
degustazioni enogastronomiche: queste
alcune delle iniziative con le quali Firenze
potrebbe partecipare a “Patrasso, Capitale
della Cultura 2006”.
Le proposte per dare visibilita' alla
Toscana sono emerse dall’incontro, a Palazzo
Panciatichi, tra il presidente del Consiglio
regionale, Riccardo Nencini e il consigliere
del Ministro del Turismo greco per Patrasso
2006, Mario Sklivaniotis. Alla base delle
iniziative per Patrasso 2006 ci sara'
la firma di un accordo istituzionale tra
la Regione della Grecia occidentale che
comprende la Provincia di Acaia e la citta'
di Patrasso e il Consiglio regionale della
Toscana.
Arianna
Caputi
30 Giugno 2005
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