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PATRASSO 2006
Capitale europea della cultura

 

di Arianna Caputi

 


Tra i moltissimi progetti comunitari realizzati, si distingue quello volto a designare ogni anno una o piu' "Capitali europee della cultura", il piu' longevo e meglio riuscito che la Comunita' possa vantare in tale contesto. La sua storia piu' che ventennale trova giustificazione nella sua straordinaria capacita' comunicativa e nella sua non comune flessibilita'.

Le "Capitali europee della cultura", infatti, stimolano l’attiva partecipazione del cittadino, grazie alla possibilita' offertagli di far incontrare la propria cultura con quella di altri paesi comunitari, vivendo personalmente l’esperienza di uno spazio culturale europeo.
La Capitale europea della cultura e' una citta' designata dall'Unione Europea, che per il periodo di un anno ha la possibilita' di mettere in mostra la sua vita e il suo sviluppo culturale. Diverse citta' europee hanno sfruttato questo periodo per trasformare completamente la loro base culturale, e facendo cio', la loro visibilita' internazionale.
Gia' a partire dagli anni Cinquanta si senti' la necessita' di avviare una politica europea della cultura ampliando la portata del processo d’integrazione, prevalentemente concentrato sugli aspetti economici, consapevoli del fatto che il processo attraverso cui prende forma l’identita' europea non deriva solo da politiche comunitarie ma anche dagli effetti della globalizzazione, che ha favorito lo sviluppo di forme di interdipendenza economica, culturale e sociale.
E' questo lo sfondo entro il quale si stanno sviluppando le condizioni per lo sviluppo dell’identita' culturale europea.
Sembra, infatti, che i popoli europei si sentano uniti proprio dalle differenze, ma in una prospettiva dialogica: non a caso, il motto scelto dal Presidente della Convenzione Valéry Giscard d’Estaing per l’Unione e' “Unita' nella diversita'”.
Con il Trattato di Maastricht si fa esplicito richiamo ad un «retaggio culturale comune» la cui valorizzazione rappresenta ancor oggi uno dei piu ambiziosi obiettivi dell’azione comunitaria. Si tratta di un compito complesso, poiche' la ricerca di un’identita' culturale europea non va disgiunta da un’attivita' di sostegno a favore delle culture regionali e nazionali.
La scommessa della Comunita', in tal senso, e' quella di incoraggiare gli incontri e gli scambi tra i cittadini europei, favorendo un’opera di condivisione delle culture che avvicina i popoli e fa nascere e maturare in loro un senso di comune appartenenza ad una realta' piu' grande e complessa: l’Europa.
Concepito come un mezzo per avvicinare i vari cittadini europei, la Citta' europea della cultura venne lanciata il 13 giugno 1985 dal Consiglio dei Ministri su iniziativa di Melina Mercouri che pose l’accento sulla necessita' di diffondere una maggiore conoscenza delle culture europee tra gli Stati membri della Comunita'. E proprio nel 1985 Atene fu designata “Citta' europea della cultura”, seguita, a distanza di anni, nel 1997, da Salonicco. Da allora l'iniziativa ha avuto sempre piu successo tra i cittadini europei e un crescente impatto culturale e socio-economico sui numerosi visitatori che ha attratto. Nel 1990, i Ministri della Cultura lanciarono il "Mese culturale europeo": questo evento e' simile alla citta' della cultura europea ma dura per un periodo inferiore di tempo ed e' indirizzato in particolare alle nazioni dell'Europa centrale e orientale.
Nel 1999, la Citta' europea della cultura e stata ribattezzata “Capitale europea della cultura” ed e' ora finanziata attraverso il programma “Cultura 2000”. Le citta' europee della cultura sono state designate su basi intergovernative fino al 2004; gli stati membri selezionavano unanimemente le citta' piu' adatte ad ospitare l'evento e la Commissione Europea garantiva un sussidio per le citta' selezionate ogni anno.
Dal 2005, per le capitali del periodo 2005-2019, la procedura di selezione e' mutata, divenendo comunitaria e non piu intergovernativa, in conformita' alla decisione 1419/1999/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 maggio 1999 e dunque le istituzioni europee prenderanno parte alla procedura di selezione delle citta' che ospiteranno l'evento. Questo venne fatto per evitare la feroce competizione per vincere il riconoscimento; ogni membro dell'UE avra l'opportunita' di ospitare a turno la capitale.
Come previsto, la Grecia ha presentato alle istituzioni europee, entro la fine dell'anno 2001, la candidatura della citta di Patrasso. La giuria ha presentato la sua relazione di valutazione nel settembre 2002. Il Parlamento europeo non ha espresso un parere entro il termine prescritto del 1° gennaio 2003. Il 20 gennaio 2003 le autorita' greche hanno presentato al Parlamento europeo una relazione aggiornata sulla candidatura di Patrasso, relazione che e' stata trasmessa alla Commissione dal sig. Rocard, presidente della Commissione per la cultura, la gioventu', l'istruzione, i mezzi d'informazione e lo sport, che ha chiesto che i documenti siano valutati da esperti. Dopo una riunione tenuta con le autorita' greche nel febbraio 2003, la giuria ha sottoposto alla Commissione, l'11 marzo 2003, una valutazione della candidatura aggiornata di Patrasso. La Commissione ha trasmesso tale valutazione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato delle regioni il 18 marzo 2003. Il 6 maggio 2003, con decisione del Consiglio dell’Ue, Patrasso e' stata definitivamente designata Capitale europea della cultura 2006.
Cosi, oggi, Patrasso rappresenta un’opportunita' straordinaria per offrire un quadro rappresentativo della realta' culturale greca.
E’ possibile individuare alcune “tendenze” interpretative, cui si rifanno gli organizzatori della manifestazione di anno in anno, due delle quali appaiono prevalenti anche nell’organizzazione dell’evento del prossimo anno. La prima consiste nella valorizzazione del patrimonio storico e artistico della citta'-capitale, l’altra nel cercare percorsi innovativi, capaci di ridefinire e rilanciare l’immagine della citta' interessata attraverso un’interpretazione ampia di cultura che ne coglie i legami con l’economia, attraverso l’investimento operato dalla citta' a favore delle industrie culturali e la promozione del turismo.
Quest’ultimo approccio e' quello predominante nel caso di Patrasso. Si tende cioe' a “leggere” la manifestazione come l’occasione per guardare al futuro della citta' favorendone il rinnovamento, reso possibile grazie all’apporto di risorse finanziarie da investire e alla visibilita' acquisita durante tutto l’anno che tale evento procura.
In tal modo, la cultura, nel senso piu ampio, puo rivelarsi un fattore di cambiamento di primaria importanza per la realta' urbana, in grado di fornirle una nuova fisionomia e una nuova dimensione economico-sociale, quando ad essa e legato un progetto strategico-politico complessivo.
A conferma del legame che lega da sempre la Grecia all’Italia, Patrasso, in tale occasione, dedichera' una settimana di eventi all’Italia, in particolare alla Toscana e all’Emilia Romagna.
Concerti, mostre, esposizioni, convegni, degustazioni enogastronomiche: queste alcune delle iniziative con le quali Firenze potrebbe partecipare a “Patrasso, Capitale della Cultura 2006”.
Le proposte per dare visibilita' alla Toscana sono emerse dall’incontro, a Palazzo Panciatichi, tra il presidente del Consiglio regionale, Riccardo Nencini e il consigliere del Ministro del Turismo greco per Patrasso 2006, Mario Sklivaniotis. Alla base delle iniziative per Patrasso 2006 ci sara' la firma di un accordo istituzionale tra la Regione della Grecia occidentale che comprende la Provincia di Acaia e la citta' di Patrasso e il Consiglio regionale della Toscana.

Arianna Caputi
30 Giugno 2005

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