POLITICA

Si inaugura il “filia express” Salonicco – Costantinopoli. Un esempio di dialogo? No, e solo un colpo di sole!

di Francesco Colafemmina


Mentre l’estate si fa sempre piu calda, qualcuno ad Atene comincia a perdere di vista la realta'. Certo se si trattasse di comuni mortali, di greci tartassati da un euro disastroso, come il nostro “italiano” e dai tanti scioperi e scioperini quotidiani, nessuno si spaventerebbe ed invece… Invece il mal di testa, l’annebbiamento tocca i vertici del governo, anzi Karamanlis in persona.
Passi lo sforzo antipatriarcale di cui abbiamo parlato in queste stesse pagine, passi la crociata antireligiosa promossa dal governo, peraltro affezionato alle barbe dei papades, passi l’europeismo di quart’ordine che tanto somiglia al ciampismo di casa nostra…ma il filoturchismo ce lo potevamo risparmiare. Si, proprio il filoturchismo che in queste ultime settimane si fa sentire prepotente prima con un incontro fra i rispettivi primi ministri delle due nazioni sulle sponde dell’Ebro, poi con l’inaugurazione dell’ “amicizia express” il treno che collega Salonicco a Costantinopoli.
Se stessimo parlando di rapporti di buon vicinato come fra Italia e Francia capirei, ma siccome parliamo di Turchia il discorso cambia. La “amica” Turchia non ha ancora riconosciuto la Repubblica Cipriota, non ha ancora ritirato i suoi eserciti dallo Pseudostato, non ha ancora riconosciuto il genocidio dei Greci di Asia Minore e Ponto, non ha ancora aperto un processo a carico del Ministro dell’agricoltura dello Pseudostato cipriota colpevole dell’assassinio di un cittadino greco-cipriota, ha negato l’ecumenicita del Patriarcato di Costantinopoli, continua a violare lo spazio aereo greco e le acque territoriali greche e il governo che fa? Inaugura il “filia express”? Magari fra qualche settimana ci chiederanno di innalzare un monumento ad Ataturk, al nazista, al criminale, all’assassino pluriomicida e stragista Kemal nella ridente Salonicco (che per i Turchi e ancora “in territorio greco”). Ed il governo aprira' le porte al riconoscimento del “padre della patria turca” e piazzera' al posto di Alessandro il Grande il bel baffo dello sterminatore di piu' di milioni di cristiani anatolici. Poi ci chiederanno di fare un bel museo di arte turca (avete capito bene, arte!) sul modello della sezione islamica del museo Benaki, ad Atene, inaugurato soltanto lo scorso anno. Un museo, nato per essere riservato ai filelleni ed al filellenismo, nel quale oggi si possono ammirare le “armature turche finemente cesellate…” ed ancora sporche del sangue dei nostri antenati! Si, il governo si adoperera per creare un grande museo dell’ “arte” turca: magari ci metteremo qualche colonna di Efeso o qualche marmo di Alicarnasso! Poi, perdonate ma la lista e' davvero lunga, quello turco e un popolo esigente, ci chiederanno di ridurre il Patriarcato di Costantinopoli ad una specie di riserva indiana (lo e' gia!) per poter sobillare manifestazioni e cori razzisti ed anticristiani (una specialita' turca). Inoltre ci chiederanno di poter affiggere negli stadi striscioni “amichevoli” e carichi di affetto “da buon vicinato” come quelli affissi nello stadio di Costantinopoli, pardon Istambul, in occasione della recente partita Turchia-Grecia. Qualche esempio? Con piacere ve ne fornisco uno particolarmente grazioso: “I Greci nel 1922 hanno vinto la medaglia d’oro di… nuoto!”. Questo per ricordare la strage di Smirne, incendiata assieme ai suoi abitanti Greci nel 1922 da un signore chiamato Kemal Ataturk il cui faccione poco rassicurante vi seguira' in qualsiasi amena localita' della “laica e moderna” Turchia. Insomma Karamanlis datti da fare! Abbiamo fatto ancora poco per i Turchi oltre a sopportarli a casa nostra per piu' di trecento anni, dobbiamo dare di piu'! Gia' forniamo all’ “amica” Turchia milionate di euro oltre ai 240 milioni di euro che la Comunita' Europea ha devoluto allo Pseudostato turco cipriota nel 2004! Per favore allora mettiamo insieme un po’ di euro. Bisogna comprare un cappellino ai politici greci nonché agli eurofannulloni: devono ripararsi dal sole che, si sa, preso a capo scoperto, puo' indurre alle allucinazioni e puo' stordire! Avrete capito anche il modello adatto alle loro teste: un fez gli calzerebbe a pennello.

Francesco Colafemmina
15 Luglio 2005


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