Si
chiama “Interconnection Grecia Italia”
ed e un progetto per costruire una pipeline
nel canale di Otranto. Lo scopo e portare
gas dal mar Caspio in Italia, passando
per la Grecia. L’iniziativa ha subito
una brusca accelerata nelle ultime settimane,
complice, forse, anche lo stop per il
rigassificatore a Brindisi. Entro la fine
del mese i tecnici del Ministero delle
Attivita' Produttive italiano e quelli
della Depa (societa di stato ellenica
che si occupa del gas) dovrebbero individuare
i parametri conclusivi dell’opera, che
e' gia' esistente nei tratti compresi
fra Georgia, Armenia, Azerbaijan e Turchia,
mentre resta da completare nel tratto
che va da Igoumenitsa al canale di Otranto:
l’accordo verra' firmato dal Ministro
Claudio Scajola e dall’amministratore
delegato della Depa.
Si
tratta di 212 chilometri di gasdotto a
1450 metri di profondita', per un importo
complessivo di 350 milioni di euro. Entro
il 2006 verra completato il tratto turco
attraverso il progetto “Interconnection
Turchia Grecia”, mentre la pipeline entrera'
a regime nel 2012: in questo modo verranno
importati circa 8 miliardi di metri cubi
di gas, ad appannaggio della richiesta
nazionale.
Ad oggi la Puglia utilizza gas importato
dalla Tunisia attraverso il Transmed,
ovviamente a costi piu elevati. Il gasdotto
dalla Grecia permettera' un maggiore utilizzo
del gas a prezzi estremamente vantaggiosi.
L’opera italo-ellenica consentirebbe di
importare gas naturale con inesistenti
problemi di carattere ambientale, dal
momento che sarebbe interrato sotto il
livello del mare. L’area del Mar Caspio
soddisfa il 20% delle esigenze mondiali,
da questi numeri si comprende la validita'
del progetto “metano dalla Grecia”: un
altro tassello di quell’arioso progetto
di Puglia punto di riferimento del Mediterraneo,
non solo dal punto di vista commerciale
e culturale, ma in questo caso anche economico,
avvalendosi del prezioso contributo di
un alleato, la Grecia, da sempre crocevia
dei destini dell’Italia meridionale.
Francesco De Palo
21 Giugno 2005