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Nel lontano
VIII secolo a. C. alcuni abitanti di Mègara
greca, guidati da Lamis, approdarono in
Sicilia, terra conosciuta e celebrata per
l'abbondanza di frutta e vino. I Greci la
chiamavano TRINACRIA, a motivo dei tre promontori
che la costituiscono.
I Megaresi si fermarono nella parte orientale,
fertile e ricca d'acqua e colonizzarono
una città di nome Trotilo, presso il fiume
Pantakyas (l'odierno canale di Brucoli).
Poi si recarono a Leontini e abitarono per
un po' di tempo con i coloni greci che si
erano insediati lì, i Calcidesi; ma furono
da loro cacciati e così, peregrinando nei
luoghi vicini, fondarono Thapsos. Qui il
loro ecista, Lamis, morì, ed essi furono
cacciati anche da questa città.
Allora il re dei Siculi, di nome Hyblon,
offrì loro un'area in cui abitare (Thuc.,
VI, 4): li guidò su un grande ripiano
che si affacciava su un golfo, fra due corsi
d'acqua, l'Alabon e il Càntera,con una purissima
sorgente d'acqua dolce nelle vicinanze.
E fu qui che essi fondarono una città che
dal nome di quel re fu chiamata prima Hybla
poi Mègara (Strab., VI, 22). Tra
Megaresi e Siculi vennero a crearsi vincoli
di sangue, rapporti di intima collaborazione
politica, economica, culturale, che documentano
la penetrazione del mondo greco nella nostra
Sicilia.
Senza dubbio l'arte, la lingua, la scrittura,
il pensiero filosofico e religioso degli
Elleni hanno indelebilmente segnato la civiltà
della nostra isola e dell'intero mondo occidentale.
Cettina
Messina
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informazioni su Mègara Hyblaea
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