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Augusta
e Mègara unite
nel segno della fratellanza
Finalmente
gemelle. Dopo tre anni di missioni
diplomatiche, avanposti e trattative,
Augusta ha finalmente posto le basi
per un gemellaggio. Non lo ha fatto
con l'omonima città statunitense
del Maine o con l'Augsburg (Augusta)
in Germania. Lo ha fatto con Mègara
greca da dove, nel lontano ottavo
secolo a. C., partirono intraprendenti
coloni alla volta della Sicilia.
Tre anni fa, uno sparuto manipolo
di volontari (tra cui il pittore
siciliano Vittorio Ribaudo, il regista
Carmelo Milone) capeggiato da Dimitri
Antoniou, anche lui di Augusta ma
di origine greca, pose le basi del
progetto di fratellanza, di identità
tra due città separate dal mare.
Quindi, le missioni di Antoniou
e Milone in Grecia alla ricerca
delle origini. E i primi contatti
con Mègara e la sua municipalità.
Oggi, finalmente, la visita della
delegazione greca, guidata dal sindaco
Stratiotis, ad Augusta per intraprendere
i primi approcci sulla scorta, per
il momento, di un grande slancio
"culturale". Naturalmente, per gemellaggio,
si intenderà anche scambi di carattere
economico, turistico, imprenditoriale.
È quando si parla di arte, le vesti
di Gran Cerimoniere vanno essenzialmente
al pittore Vittorio Ribaudo. Quattro
mega-opere realizzate per l'occasione
hanno sottolineato l'emozione e
l'intensità della parola gemellaggio
che sta per nascere. Un trionfo
di colori, immagini, segni onirici
volti ad un futuribile dialogo di
fratellanza e di identità storica
tra Augusta e Mègara sulla scena
del Teatro Comunale di contrada
Paradiso che ha accolto la serata
in onore degli ospiti ellenici,
alla presenza del sindaco Gulino,
degli assessori Rinsivillo, Di Mare
e Cipriano. "Una serata nel ricordo
di una grande civiltà - ha sottolineato
il conduttore della serata, Giorgio
Càsole, disinvolto padrone della
scena teatrale, come lo è stato
di quella televisiva - che ha dato
al mondo occidentale la filosofia,
il teatro, la matematica. Un evento
per Augusta che ha richiamato l'attenzione
di un pubblico numeroso". Come tantissimi
sono stati gli augustani che hanno
fatto a gara per accogliere gli
ospiti greci, giunti in delegazione
in automobile, in un clima di festosità,
offrendo loro un saggio di vero
talento. E tutti hanno volontariamente,
fatto da non trascurare, prestato
la propria arte ("a causa del bilancio
in rosso del Comune di Augusta"
- si saprà dopo). Vittorio Ribaudo
ha praticamente fatto gli omaggi
di casa, realizzato la scenografia
in teatro, aperto le porte della
propria dimora alla simpatica comitiva
greca. Che in estate ricambierà
la cortesia. E così via altri artisti.
Il "Little Book Gospel" di Marco
Ravalli si è esibito con alcuni
"pezzi" del musical "Jesus Christ
Superstar", un nostalgico degli
anni Settanta, ma sempre attuale
e di grande presa tra il pubblico
assai coinvolto dalla capacità vocale
di 32 artisti sul palco. E' toccato
anche a Giovanni Di Mare dare il
proprio contributo alla causa "gemellaggio".
Applausi a scena aperta anche per
la corale di Augusta che presto
sarà in Spagna per concorrere in
un importante festival internazionale.
E' pesata l'assenza di Roy Paci.
Dopo la parte protocollare tra il
sindaco Gulino e la delegazione
greca guidata dal sindaco Stratiotis,
è stato proiettato un documentario
su Mègara greca curato dal regista
Carmelo Milone. Un salto indietro.
Precisamente a quando sbarcarono
in un luogo non molto distante da
Siracusa, un luogo fertile e con
acqua in abbondanza. Non trovarono
ostacoli e furono anzi ben accolti
dal piccolo re locale Hyblon. I
megaresi fondarono Mègara Hyblea,
nel ricordo della madrepatria e
in onore del re amico. Mègara Hyblaea
divenne presto una fiorente città
della Magna Grecia, rivaleggiò con
Siracusa fondò altre colonie, come
Selinunte, poi conobbe il declino,
la morte e la cancellazione. Rimanevano
i ricordi degli antichi fasti, tanto
che gli storici locali, avallarono
l'ipotesi che Augusta discendesse
direttamente da Mègara. "Niente
di più errato. - dice Càsole - Augusta
è una città federiciana. Non ci
sono dubbi. E oggi qualche appassionato
di storia, con spocchia municipalista,
ritiene che Augusta, città imperiale,
non può gemellarsi con Mègara che
vanta 20 mila abitanti. Ma Mègara
Hyblaea sorgeva ad Augusta in zona
S. Cusmano e tutti i reperti oggi
conservati al Paolo Orsi sono stati
ritrovati grazie al famoso archeologo
Georges Vallet".
Rosa Tomarchio |