Gemellaggio Augusta - Mègara

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1 giugno 2002
Siracusa cultura
pagina 30

Augusta e Mègara unite
nel segno della fratellanza

Finalmente gemelle. Dopo tre anni di missioni diplomatiche, avanposti e trattative, Augusta ha finalmente posto le basi per un gemellaggio. Non lo ha fatto con l'omonima città statunitense del Maine o con l'Augsburg (Augusta) in Germania. Lo ha fatto con Mègara greca da dove, nel lontano ottavo secolo a. C., partirono intraprendenti coloni alla volta della Sicilia. Tre anni fa, uno sparuto manipolo di volontari (tra cui il pittore siciliano Vittorio Ribaudo, il regista Carmelo Milone) capeggiato da Dimitri Antoniou, anche lui di Augusta ma di origine greca, pose le basi del progetto di fratellanza, di identità tra due città separate dal mare. Quindi, le missioni di Antoniou e Milone in Grecia alla ricerca delle origini. E i primi contatti con Mègara e la sua municipalità. Oggi, finalmente, la visita della delegazione greca, guidata dal sindaco Stratiotis, ad Augusta per intraprendere i primi approcci sulla scorta, per il momento, di un grande slancio "culturale". Naturalmente, per gemellaggio, si intenderà anche scambi di carattere economico, turistico, imprenditoriale. È quando si parla di arte, le vesti di Gran Cerimoniere vanno essenzialmente al pittore Vittorio Ribaudo. Quattro mega-opere realizzate per l'occasione hanno sottolineato l'emozione e l'intensità della parola gemellaggio che sta per nascere. Un trionfo di colori, immagini, segni onirici volti ad un futuribile dialogo di fratellanza e di identità storica tra Augusta e Mègara sulla scena del Teatro Comunale di contrada Paradiso che ha accolto la serata in onore degli ospiti ellenici, alla presenza del sindaco Gulino, degli assessori Rinsivillo, Di Mare e Cipriano. "Una serata nel ricordo di una grande civiltà - ha sottolineato il conduttore della serata, Giorgio Càsole, disinvolto padrone della scena teatrale, come lo è stato di quella televisiva - che ha dato al mondo occidentale la filosofia, il teatro, la matematica. Un evento per Augusta che ha richiamato l'attenzione di un pubblico numeroso". Come tantissimi sono stati gli augustani che hanno fatto a gara per accogliere gli ospiti greci, giunti in delegazione in automobile, in un clima di festosità, offrendo loro un saggio di vero talento. E tutti hanno volontariamente, fatto da non trascurare, prestato la propria arte ("a causa del bilancio in rosso del Comune di Augusta" - si saprà dopo). Vittorio Ribaudo ha praticamente fatto gli omaggi di casa, realizzato la scenografia in teatro, aperto le porte della propria dimora alla simpatica comitiva greca. Che in estate ricambierà la cortesia. E così via altri artisti. Il "Little Book Gospel" di Marco Ravalli si è esibito con alcuni "pezzi" del musical "Jesus Christ Superstar", un nostalgico degli anni Settanta, ma sempre attuale e di grande presa tra il pubblico assai coinvolto dalla capacità vocale di 32 artisti sul palco. E' toccato anche a Giovanni Di Mare dare il proprio contributo alla causa "gemellaggio". Applausi a scena aperta anche per la corale di Augusta che presto sarà in Spagna per concorrere in un importante festival internazionale. E' pesata l'assenza di Roy Paci. Dopo la parte protocollare tra il sindaco Gulino e la delegazione greca guidata dal sindaco Stratiotis, è stato proiettato un documentario su Mègara greca curato dal regista Carmelo Milone. Un salto indietro. Precisamente a quando sbarcarono in un luogo non molto distante da Siracusa, un luogo fertile e con acqua in abbondanza. Non trovarono ostacoli e furono anzi ben accolti dal piccolo re locale Hyblon. I megaresi fondarono Mègara Hyblea, nel ricordo della madrepatria e in onore del re amico. Mègara Hyblaea divenne presto una fiorente città della Magna Grecia, rivaleggiò con Siracusa fondò altre colonie, come Selinunte, poi conobbe il declino, la morte e la cancellazione. Rimanevano i ricordi degli antichi fasti, tanto che gli storici locali, avallarono l'ipotesi che Augusta discendesse direttamente da Mègara. "Niente di più errato. - dice Càsole - Augusta è una città federiciana. Non ci sono dubbi. E oggi qualche appassionato di storia, con spocchia municipalista, ritiene che Augusta, città imperiale, non può gemellarsi con Mègara che vanta 20 mila abitanti. Ma Mègara Hyblaea sorgeva ad Augusta in zona S. Cusmano e tutti i reperti oggi conservati al Paolo Orsi sono stati ritrovati grazie al famoso archeologo Georges Vallet".
Rosa Tomarchio