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Nasce
forse nel 480 a Salamina, l'anno stesso
della famosa battaglia, ma è iscritto nel
demo attico di Flia, dove suo padre Mnesarco,
ricco proprietario terriero, fonda la fortuna
della sua famiglia sul commercio.
Sua madre è Clito, di origine nobile, ma
la malevolenza dei commediografi la trasforma
in un'erbivendola.
L'attitudine dei suoi personaggi a filosofeggiare
deriva forse dai suoi contatti con i sofisti.
Il suo scetticismo antireligioso e la polemica
contro gli dèi frequente nelle sue opere
gli procurano, si dice, accuse di ateismo;
le sue disavventure coniugali (avrebbe sposato
prima Melito e poi Cherine) quella di misoginismo.
Ha carattere inquieto teso ad isolarsi dalla
vita politica di Atene, ma è critico lucido
e polemico della realtà contemporanea.
Ormai vecchio si ritira a Pella, in Macedonia,
alla corte di Archelao, dove morì, si dice,
sbranato dai cani molossi del re mentre
rincasava ad ora tarda. È stato il primo
ad avere una biblioteca privata.
Ci restano di lui 18 tragedie, di cui una
considerata spuria, e un dramma satiresco.
Riporta cinque vittorie, di cui una postuma.
È secondo con le Troiane.
vedi
anche:
Edipo
e Medea: il tormento di due anime
Rappresentazioni classiche Siracusa
2004 (di Cettina Messina)
Medea
la tragedia di Euripide
Medea
il film di Pier Paolo Pasolini
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se
un dio non avesse sconvolto e
sprofondato le sorti di questa terra,
noi non avremmo nome e non vivremmo nel
canto dei poeti,
dando voce alla poesia dei mortali che verranno.
[EURIPIDE, Troiane, vv. 1242-1245] |