| LATSISIADE,
OVVERO LA TRAIETTORIA DI UN GRECO D'ORO
di Ilin Stanev - ("Kapital" [Sofia],
3 maggio 2003)
E' morto Janis Latsis,
magnate greco: il settimanale bulgaro Kapital
ripercorre la biografia di uno dei più
noti e chiacchierati grandi capitalisti
balcanici.
Yannis Latsis possedeva
svariate petroliere, yacht di dimensioni
pari a quelle di una torpediniera standard,
alcune banche, un Boeing personale, la maggior
parte di Mayflower a Londra e, tanto per
variare un po', anche una piccola raffineria
di petrolio. Marlon Brando ed Elton John
sembravano fare parte del suo entourage
fisso. Quello che distingueva Janis (John)
Latsis dagli altri due "greci d'oro",
Aristotele Onassis e Stavros Niyarhos, era
il fatto che si fosse sposato solo una volta.
Dal 17 aprile Barba Janis, come lo chiamano
con deferenza i greci, non potrà
più correggere questa mancanza che
ne fa un magnate greco imperfetto: rimane
la sua immagine di una persona per la quale
spendere la propria ricchezza sospettosamente
enorme era diventato una vera e propria
arte. Probabilmente Onassis rimarrà
sempre l'icona tipica del magnate greco,
ma Latsis era la forma che ha plasmato tale
icona.
Con la morte di Janis Latsis si esaurisce
una generazione di leggendari squali greci
della finanza, che tra la fine della Seconda
guerra mondiale e la seconda crisi petrolifera
hanno accumulato enormi ricchezze. Ora rimane
solo Vardis Vardinoyanis, che tuttavia non
ha mai avuto la pretesa di paragonarsi ai
suoi famosi connazionali.
LA LEGGENDA DEL
PRIMO MILIONE
Janis è nato nel 1910, quattordicesimo
dei quindici figli di Spiros Latsis, nel
villaggio di pescatori di Katakolo, vicino
all'antica Olimpia. Secondo altre testimonianze
Janis Latsis è nato nel 1909 come
diciassettesimo di ben 21 figli, ma sono
contraddizioni normali nella complessa mitologia
dei magnati. Nei pressi del villaggio si
trova il porto di Patra, che in quegli anni
era pieno di italiani. Da loro Latsis ha
imparato a parlare italiano e con ogni probabilità
ha assorbito parte del loro spirito avventurista.
Non sorprende quindi che invece di diventare
un ferroviere come suo padre, Janis abbia
deciso di diventare marinaio. Dopo avere
completato gli studi presso il locale istituto
commerciale, Latsis ha frequentato la scuola
di marina di Pirgos. A tale periodo risale
uno dei primi aneddoti su di lui. Quando
era studente, al fine di ottenere migliori
voti Janis ha pensato bene di corrompere
uno dei suoi insegnanti regalandogli un
tacchino. Quando l'insegnante è passato
a ritirare la propria "tangente"
nella sala professori, ha trovato solo delle
ossa rosicchiate. Ma era ormai troppo tardi,
perché il voto era già stato
scritto nel registro. Questo aneddoto è
stato forse inventato dallo stesso Latsis,
ma se si deve giudicare dalle sue successive
pratiche di business, la storia potrebbe
anche essere vera.
Nel frattempo Latsis lavorava come scaricatore
nei dock portuali e a 18 anni cominciava
già a solcare i mari. Poco dopo,
il giovane capitano comandava un battello
di proprietà di Lukas Nomikos (il
capostipite dell'attuale compagnia navale
Nomikos Lines), con il quale trasportava
frutta verso l'Italia. L'esperienza italiana
ha lasciato il suo segno: fino alla fine
della sua vita Latsis ha voluto farsi chiamare
"capitano" [in italiano nell'originale
- N.d.T.] e ha sempre indossato smaglianti
uniformi italiane. Quando era vicino ai
30 anni, il novello capitano si è
sposato con la sedicenne Erieta Tsukala,
dalla quale ha avuto due figlie e un figlio.
Dopo la fine della Seconda guerra mondiale,
quando aveva ormai 35 anni, Latsis si è
messo in proprio, noleggiando una nave da
300 tonnellate dal figlio del suo protettore,
Markos Nomikos. Dieci anni più tardi
possedeva già una somma sufficiente
per costruire la nave passeggeri Erieta
(dal nome di sua moglie). La fortuna ha
subito arriso a Latsis. Alla fine degli
anni '50 cominciava la febbre turistica
greca, il cui inizio è segnato dal
film "Il ragazzo sul delfino",
con la partecipazione di Sofia Loren. Il
film è stato girato sull'isoletta
di Hidra e indovinate di chi è la
nave che ha trasportato il gruppo dei cineasti?
Di Latsis, naturalmente. Lavorando instancabilmente
come skipper e, allo stesso tempo, come
amministratore, all'inizio degli anni '60
Janis Latsis aveva accumulato abbastanza
soldi per effettuare investimenti nell'industria
petrolifera.
Tutto però è cominciato con
la nomina di Barba Janis a rappresentante
della Melassa Egypt incaricato di trasportarne
i prodotti in Europa. Così nel 1955
è venuto anche il primo mercantile,
battezzato con il nome di suo padre, Spiros,
e con il quale Latsis ha cominciato a trasportare
melassa. Non si è comunque limitato
al dolce prodotto e ha cominciato a offrire
anche altri servizi.
NEL MONDO ARABO
Il presidente egiziano Gamal Abdel Nasser
e il re libico Idris pensano che dare il
patrocinio dello stato ai pellegrinaggi
alla Mecca possa aumentare la fedeltà
dei propri sudditi. Grazie alla benedizione
dei due governi, Latsis riesce a inserirsi
in questo business, che gli consente di
guadagnare somme enormi. Nasser, che nel
1956 aveva nazionalizzato il canale di Suez,
dichiara da parte sua che non avrebbe mai
lavorato con alcun europeo, "fatta
eccezione per Janis Latsis". Successivamente
le sue relazioni d'affari gli procurano
altre buone amicizie e nel 1967, ai tempi
della guerra arabo-israeliana, Latsis mette
la sua intera flotta a disposizione del
Cairo, un gesto che gli procura un'enorme
quantità di contatti tra gli arabi.
Così, mentre Onassis mandava in frantumi
il cartello del petrolio occidentale con
le sue operazioni di trasporto navale non
ortodosse (sull'orlo della concorrenza sleale),
Latsis coltivava le sue amicizie con la
famiglia regale saudita. La fine degli anni
'50 e l'inizio degli anni '60 sono un periodo
d'oro per i mercantili di Latsis, che operavano
soprattutto sulle rotte che portano alla
Libia e all'Arabia Saudita. I porti di entrambi
i paesi tuttavia erano in una condizione
disastrosa e Latsis ha proposto di costruire
dei terminal moderni. Nel periodo dal 1965
al 1985 le società di Latsis costruivano
la prima raffineria nell'Arabia Saudita
e il porto di Rabaya sul Mar Rosso. Gli
appalti valevano centinaia di milioni di
dollari, ma bisogna dire che si trattava
di soldi guadagnati in modo relativamente
onesto, nella competizione con grandi società
multinazionali. Ai tempi delle attività
di costruzione Latsis aveva assunto alle
sue dipendenze più di 12.000 persone,
molte delle quali (ingegneri e manager)
erano greche. A questo periodo risale anche
la sua amicizia con lo sceicco Yamani, il
potentissimo ministro del petrolio dell'Arabia
Saudita, e con il re Fahd, il cui palazzo
di Gedda è stato costruito dal Gruppo
Latsis.
Così, negli anni '70 il Gruppo Latsis
entra nel business dell'edilizia e attraverso
il gruppo di società SETE Technical
Services S.A. si interessa di un ampio spettro
di attività tecniche, dalla costruzione
di stabilimenti industriali fino a quella
di edifici commerciali e abitativi, di porti,
di infrastrutture nel settore energetico
e idrico. Negli ultimi tre anni il Gruppo
Latsis è entrato anche nel mercato
immobiliare greco attraverso le affiliate
della Lamda Development, costruendo un villaggio
mediatico nella periferia di Atene in vista
delle Olimpiadi del 2004, nonché
un grande centro commerciale a Salonicco
e strutture portuali e cantieristiche a
Eleusina. La superficie totale degli edifici
che attualmente la Lamda Development sta
costruendo supera i 300.000 mq. Il Gruppo
Latsis ha costruito anche un grande complesso
abitativo nella capitale romena Bucarest.
Oltre a 13 mercantili e a navi da crociera
di lusso, il gruppo possiede anche un portafoglio
di beni immobiliari composto da più
di 100 edifici per un valore complessivo
di 2 miliardi di dollari in Gran Bretagna,
USA, Francia, Lussemburgo, Svizzera e Grecia.
Nel 1979 Latsis ha acquistato
da Aristotelis Onassis una piccola banca
di Ginevra, la Deposit Bank, e dal 1990
a piccoli passi ha cominciato a organizzare
operazioni bancarie in Grecia. Nel 1989
fonda la Private Bank & Trust Euroinvestment
Bank, che nel 1990, grazie alla coinvolgimento
di suo figlio Spiros Latsis, entra nel mercato
bancario greco. Viene fondata la Euroinvestment
Bank, sulla cui base verrà poi creata
la EFG Eurobank Ergasias, a seguito di una
aggressiva campagna di espansione e dell'acquisto
della banca greca Ergasias. Oggi EFG Eurobank
Ergasias è la terza banca della Grecia,
con una capitalizzazione di mercato pari
a 3,2 miliardi di euro. Intorno alla banca
è stato creato un gruppo di società
che lavorano in tutti i settori affini,
dalle assicurazioni alle operazioni di borsa.
La Deutsche Bank possiede il 9,0% del capitale
della EFG Eurobank Ergasias. Dal 1997 Spiros
Latsis è riuscito a fare dell'attuale
Eurobank un vero e proprio gigante bancario.
IL PRIMO MILIONE,
SENZA LEGGENDE
L'azione di una delle prime leggende
sui successi iniziali di Latsis si svolge
ai tempi della Seconda guerra mondiale.
A quei tempi l'isola di Rodi, occupata dagli
italiani, era stata invasa dai ratti. Il
governatore italiano aveva promesso una
lauta ricompensa a chi avesse saputo risolvere
il problema e Latsis si è recato
a Cipro, dove ha caricato sulla sua nave
alcune centinaia di gatti. Mentre tornava
via mare verso Rodi, tuttavia, la sua nave
è stata bombardata dai tedeschi,
ma prima di affondare, è riuscita
ad arrivare al porto e l'orda di gatti affamati
ha risolto definitivamente la minaccia dei
ratti. Gli italiani hanno pagato a Latsis
la ricompensa promessa e lui non solo ha
sporto querela contro i tedeschi per ottenere
i danni di guerra, ma l'ha anche vinta sulla
base del fatto che aveva compiuto con successo
la sua missione di pace.
Probabilmente si tratta di uno dei molti
motivi per cui si sono sparse voci secondo
cui Latsis era un collaborazionista. Dopo
la guerra, tuttavia, è stato assolto
e addirittura uno degli uomini che lo accusavano
con più vigore, successivamente diventato
deputato socialista, gli ha rivolto pubblicamente
le sue scuse. Rimane un fatto, comunque,
che Latsis non ama i socialisti.
Nel 1967 Latsis, nonostante
i suoi principi ("fai gli affari all'estero,
e in Grecia solo beneficienza") è
entrato in trattativa con la giunta militare
dei colonnelli greci per costruire la raffineria
di Eleusina nei pressi di Atene. Ha cominciato
abbastanza presto a scontrarsi con nomi
come quelli di Bodosakis, Mamidakis e Andreadis,
gli squali dell'epoca. Otteneva contratti
sulla base del suo contributo personale
alla stabilità economica del paese,
in un periodo in cui gli USA avevano cessato
gli aiuti militari ed economici alla Grecia
nel tentativo di fare cadere il regime dei
colonnelli. Il nuovo benefattore ha in tal
modo dimostrato come sia importante essere
un capitalista nazionale nel momento opportuno.
Nei primi anni la raffineria gestita dalla
società Petrol di Latsis era nota
per i lunghissimi scioperi e le proteste
contro le cattive condizioni di lavoro.
Durante la costruzione del porto di Rabaya,
Latsis, senza scomporsi più di tanto,
distribuiva ai propri dipendenti solo un
pasto prima che andassero a dormire perché,
affermava, con lo stomaco pieno non si può
lavorare. In generale "condizioni di
lavoro" era una frase tabu nei primi
anni dell'impero Latsis.
L'elemento più importante della sua
raffineria sono gli enormi magazzini, che
si sono rivelati sempre pieni allo scoppiare
di ogni crisi petrolifera, delle quali era
informato in anticipo.
Latsis è sempre
stato un generoso finanziatore dei partiti
politici sia in Grecia che in Gran Bretagna.
Nel 1991 il "Times" di Londra
ha pubblicato un articolo in cui si rivelava
che Latsis aveva donato 2 milioni di sterline
ai conservatori. I laburisti hanno sfruttato
la situazione, ma a quei tempi una persona
vicina a Latsis ha commentato: "Ma
perché se la prendono tanto? Quando
conquisteranno il potere, anche i laburisti
otterranno i loro 2 milioni". In Grecia
Latsis ha finanziato addirittura anche i
comunisti. I critici del magnate lo condannano
soprattutto per i suoi rapporti con i dittatori
greci. "Io sono un uomo d'affari. Ho
firmato un contratto con il governo greco
e non mi interessa la storia colonnelli
o non colonnelli", aveva dichiarato
a suo tempo. Dopo la caduta della dittatura
nel 1974, tuttavia, ha trovato un'occupazione
per numerosi colonnelli che non erano stati
imprigionati. Poco dopo Latsis ha migliorato
le proprie relazioni con i socialisti del
PASOK. Nel 1986, durante il varo della nave
Hellas-Fos, allora il più grande
mercantile del mondo, aveva dichiarato in
presenza di Andreas Papandreou e Konstantinos
Mitsotakis, che "la Grecia non appartiene
ai politici". Allo stesso tempo Latsis,
quando ve ne era bisogno, sapeva essere
astutamente servile, come quando aveva steso
personalmente un tappeto rosso davanti ai
piedi di Mihail Gorbaciov.
NON ACCETTARE REGALI
EQUIVOCI?
Un'altro posto in cui Latsis è felice
di investire i propri soldi sono le innumerevoli
organizzazioni di beneficienza, tra le quali
naturalmente vi è anche il programma
per i giovani imprenditori del principe
Carlo. Latsis ha pagato il restauro del
monastero di Santa Caterina nella penisola
del Sinai e in Grecia la Fondazione Latsis
ha fondato una scuola, nella quale studiano
studenti greci poveri e immigranti dal Kosovo
e dall'Albania (la famiglia Latsis ha radici
albanesi). Per questi suoi interventi Latsis
si è meritato le sincere lodi dell'ONU.
Molti dei critici di Latsis affermano che
le sue attività di beneficienza non
hanno motivazioni esclusivamente filantropiche.
Le donazioni, per esempio, gli hanno aperto
le porte nella cerchia più stretta
della famiglia reale saudita e Latsis è
uno dei pochi ai quali viene consentito
di baciare pubblicamente la mano del re
Fahd. Al fine di ottenere questo diritto
ha speso 3,5 milioni di dollari per acquistare
da Stavros Niyarhos lo yacht Atlantis, che
poi ha regalato al re saudita.
Gli yacht, naturalmente, sono uno dei più
importanti simboli di ricchezza e Latsis
non è rimasto indietro in questo
campo. Il suo Alexandar è il quarto
del mondo per dimensioni e secondo un aneddoto
tale imbarcazione di 130 metri raggiunge
solo 13 nodi di velocità perché
al suo interno ha intere tonnellate di decorazioni
in marmo. Sull'Alexandar nel 1991 ha viaggiato
il principe Carlo in compagnia della principessa
Diana nel tentativo di fare una seconda
luna di miele. Vi hanno viaggiato anche
Margaret Thatcher, George e Barbara Bush,
Colin Powell, Mihail Gorbaciov, Boris Eltsin,
e anche il principe Guglielmo ama organizzare
i suoi party tra giovani nel più
grande bar galleggiante del mondo.
Latsis possiede anche la meravigliosa residenza
vittoriana di Bridgewater, che confina con
la casa della famiglia Spencer, da dove
provengono i suoi contatti amichevoli con
la principessa Diana. L'altro tramite di
contatto con la famiglia reale inglese è
il monarca greco in esilio Costantino. Nel
1991, in occasione di un ricevimento organizzato
per i cinquant'anni del monarca, Latsis
è stato fatto sedere a fianco della
regina d'Inghilterra. Un anno prima a Bridgewater
si era svolta la conferenza dei G-7, in
occasione della quale il capitano John (come
lo chiama George Bush senior) ha personalmente
baciato le guance degli ospiti in arrivo.
Solo l'allora presidente francese George
Mitterrand non è sembrato molto lieto
di questa forma meridionale di ospitalità.
Ma ai miliardari si perdonano molte cose.
Nel 1991, in occasione di una riunione della
NATO tenutasi a Londra, Janis Latsis ha
presentato Margaret Thatcher al premier
greco Konstantinos Mitsotakis con le parole:
"Ti presento Margaret Thatcher, a letto
è fantastica e se vuoi questa sera
la puoi avere". Mitsotakis è
arrossito, mentre Thatcher, che non capisce
il greco, ha continuato a sorridere ignara
di tutto. Il premier portoghese, che si
trovava a pochi passi di distanza, ha risposto
invece in perfetto greco: "Signor Latsis,
qualcuno di noi non vi perdonerà
questi scherzi".
E saranno molti quelli che anche dopo la
sua morte non gli perdoneranno nulla, ma
una cosa è sicura, e cioè
che di businessmen come Barba Janis ormai
non ne nascono quasi più.
Si ringrazia il sito www.notizie-est.com
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