| ULISSE
E L'USIGNOLO
«Fuoco Greco. La storia di Maria Callas
e Aristotele Onassis»
di Nicholas Gace
Soldi. Aristotele Onassis, tozzo, carnagione
olivastra, naso enorme, occhiali scuri e
abiti sformati. Qualcuno diceva di lui:
"Sembra molto più alto quando
sta in piedi sopra i suoi soldi".
Peli. "Era talmente grassa da passare
a stento dalla porta e aveva le gambe coperte
di fitti peli neri" (Merope Onassis
Konialidis, sorellastra di Aristolele, a
proposito di Maria Callas).
Tenia. Un metro e ottanta di altezza per
94 chili, Maria Callas ne perse 41 nel giro
di un paio d'anni anche grazie a una tenia,
non si sa se inghiottita apposta o contratta
a furia di mangiare insalata e carne cruda.
Un giorno, mentre faceva il bagno, scoprì
un pezzetto di verme che sbucava dal suo
corpo. In preda a una crisi isterica, chiamò
il marito: "Battista, ti prego, vieni
subito. L'ho uccisa".
Incontro. Aristotele Onassis e Maria Callas
si incontrano per la prima volta nel 1957,
durante una festa a Venezia. Lui aveva 53
anni, lei 33. I due per tutta la notte chiacchierano
in greco, in modo da escludere gli altri
dalla conversazione.
Crociere. Il 23 luglio 1959, alle otto
di mattina, la Callas e Meneghini partirono
per una crociera di tre settimane sullo
yacht Christina, invitati da Aristotele
Onassis e dalla moglie Tina, di venticinque
anni più giovane. Tra gli ospiti,
anche sir Winston Churchill.
Mal di mare. Meneghini, soffrendo il mal
di mare, passò quasi tutta la crociera
chiuso nella sua cabina.
Meningitis. Giovanni Battista Meneghini,
di trent'anni più vecchio della Callas,
soprannominato "Meningitis" da
Tina Onassis.
Christina. Onassis aveva sul Christina
una suite personale di quattro stanze. Nel
bagno, una vasca incassata nel pavimento
circondata di mosaici con un motivo di pesci
volanti. In camera da letto, pareti verde
spuma di mare adorne di specchi veneziani
racchiusi in cornici d'avorio con decorazioni
a forma di conchiglia. Nello studio, la
Madonna con un angelo di El Greco, fiancheggiata
da due sciabole d'oro massiccio, dono di
re Saud, e un Buddha di giada verde tempestata
di rubini.
Danze . Tra i divertimenti di Onassis:
far abbassare a poco a poco la pista da
ballo dello yacht, mentre gli ospiti danzavano
e getti d'acqua illuminati zampillavano
tutt'intorno.
Sgabelli. Gli sgabelli del bar, rivestiti
col prepuzio delle balene uccise dalla sua
flotta di baleniere. Da qui, la battuta
di Onassis: "Signora, lei è
seduta sul pene più grande del mondo".
Confidenze. Aristotele, insonne, passava
intere notti a confidare a Maria le sue
avventure sessuali di gioventù, costringendo
gli ospiti a stare svegli a turno per salvare
le apparenze.
Benedizioni. Nel giorno dello scalo a Istanbul,
il patriarca Atenagora davanti a tutti chiamò
la Callas insieme all'armatore per benedire
solo loro due ("la migliore cantante
e il più famoso marinaio del mondo
moderno, un odierno Ulisse"), dando
l'impressione di celebrare una cerimonia
nuziale. Quella notte Maria fece finalmente
l'amore con Onassis, raggiungendo per la
prima volta l'orgasmo.
Figli. Rimasta incinta già ad agosto,
la Callas, sentendosi goffa e brutta, temendo
che Onassis la raggiungesse prima del parto,
al nono mese sollecitò il medico
della clinica Dezza di Milano a praticarle
un taglio cesareo. Il bimbo nacque e morì
il 30 marzo 1960.
Gioielli. Quando la Callas e Meneghini
si separarono, lei scoprì che il
marito non aveva mai pagato i gioielli che
le aveva regalato.
Rose. Dopo la separazione da Meneghini,
la Callas, in viaggio per Dallas, scoprì
che sull'aereo la poltrona accanto alla
sua era stata riservata a un enorme mazzo
di rose rosse, dono di Onassis.
Cappelli. Replica di Aristotele a Maria
quando lei gli mostrò con aria civettuola
un nuovo cappellino tondo con veletta appena
acquistato in un negozio di Parigi: "Armonia,
tesoro, armonia… O ti metti un cappello
più grosso, o ti tagli un pezzo di
naso".
Inviti. Nell'inverno del 1964, quando Onassis
e Maria erano in viaggio a New York, Jacqueline
Kennedy invitò a cena, nel nuovo
appartamento di quindici stanze al 1040
della Fifth Avenue, solo l'armatore. Particolarità
della serata: tutti gli ospiti erano uomini.
Jella. Gli affari di Onassis, dopo le nozze
con Jacqueline, cominciarono ad andar male.
I suoi più stretti collaboratori
se la presero con la "jella di Jackie".
Coperta. Ammalato di miastenia, ricoverato
a Parigi nel 1975, Onassis ebbe cura di
portarsi in ospedale solo la coperta di
cachemire rosso di Hermès ricevuta
in dono dalla Callas per il suo settantunesimo
compleanno.
Giorgio Dell'Arti
(da «Io Donna» del 19 gennaio
2002)
www.corriere.it
«FUOCO
GRECO. La storia di Maria Callas e Aristotele
Onassis»
di Nicholas Gace
Sperling Kupfer Editori, 2001
pagine 357 pagine, euro 16,50
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