Il
viaggio da Catania ad Atene
degli studenti greci iscritti all'Università
Sulla rotta dei calcidesi oggi come nell'VIII
sec. A.C. Succede in «Da Kalkida a Katana»
un film documentario che scava nelle radici
greche della città etnea.
E' risaputo che dei coloni di Calcide
(città dell'isola greca di Eubea) sbarcarono
in Sicilia nell'VIII sec. A.C. fondando
Naxos, prima fra le colonie greche dell'isola,
e successivamente le odierne Catania e
Lentini. Avrebbero lasciato il segno per
i millenni successivi. La lingua che parliamo,
la cultura della quale - globalizzazione
o no - continuiamo ad essere espressione
non possono prescindere dalla civiltà
greca delle origini.
Così, in tempi d'integrazione culturale
fra Paesi dell'Ue, Catania, il cui presente
è all'insegna della microelettronica e
della musica rock, non può e non deve
dimenticare le radici greche. Il documentario
«Da Kalkida a Katana» ripercorre all'incontrario
il viaggio degli antichi in un contesto
di reciproca conoscenza fra giovani greci
e siciliani avviati verso l'integrazione
europea. Cicerone, affermava, riferendosi
ad abitanti di Grecia e Magna Graecia:
«Una facies, una species», stessi tratti
somatici, stessa famiglia.
Nel
documentario in questione, presentato
fuori concorso nei giorni scorsi al Festival
internazionale del cinema di frontiera
svoltosi a Marzamemi, Pachino e Portopalo,
Carmelo Nicotra, giovane regista catanese
che vive e lavora a Roma, racconta assieme
a diversi testimoni, come egli stesso,
attraverso la Grecia - terra conosciuta
prima come luogo di vacanza - abbia riscoperto
e rivalutato Catania. Il lavoro fa parte
di una trilogia sul tema del ritorno che
avrà come secondo tassello un documentario
sulla comunità siciliana in Grecia e sulla
quella greca in Sicilia, cui seguirà un
film di fiction. «Come regista mi interessa
ascoltare le storie delle persone: il
mio modello è il documentario italiano
degli anni Quaranta-Cinquanta: Zavattini,
Antonioni, Maselli» afferma.
Da circa vent'anni a Catania è presente
una folta «colonia» di studenti greci
iscritti a diversi corsi di laurea (nell'anno
accademico 2000-2001 quasi mille), specialmente
nelle facoltà scientifiche come Medicina
e Ingegneria. Una compagnia di autotrasporti
ha pensato di sfruttare il pendolarismo
fra Atene e Catania istituendo un servizio
di pullmann con frequenza settimanale:
30 ore di viaggio incluso il traghettamento
Bari-Patrasso. Carmelo Nicotra ha fatto
uno di questi viaggi e racconta le storie
di giovani che ritornano a casa, in Grecia.
Nostos, ritorno. Doppio ritorno, anzi:
per tutti infatti la Sicilia è casa loro,
niente di meno o di più di quel che accadde
per gli antichi coloni che nella natura,
nel clima, nei tratti umani ritrovarono
quello che avevano lasciato. Così misero
radici.
“Per me la Grecia è un’idea, non è un
Paese.
Allora preferisco parlare della mia
Grecia, non della Grecia.
E nei miei film cerco di mostrare una
Grecia che è la mia,
che non esiste forse, che è un’idea.
Ma se dico che sono greco,
sono cittadino di una Grecia che io
stesso ricostruisco
per essere il mio Paese e la mia casa”
Theo Anghelopoulos
(in Da Kalkida a Katana) |
«Assieme a tanti studenti
greci ho ripercorso - dice Nicotra - da
siciliano, lo stesso itinerario degli antichi
che - partendo da Kalkida e da Eretria (altra
città dell'isola di Eubea n.d.r.) avevano
fondato Catania e altre città della Sicilia
Orientale. Ne ho percepito e condiviso,
a distanza di molti secoli, emozioni e speranze.
Mi si sono così aperti squarci di riflessione
sul Tempo (quello "storico" e oggettivo
dei fatti ma anche quello soggettivo e personale
di ciascuno di noi)».
Nicotra, che è laureato in Filosofia ed
ha dato un taglio filosofico-antropologico
al suo lavoro, ha registrato le conversazioni
in parte a Catania, in parte a Kalkida o
sul pullmann. Il documentario comincia con
l'immagine di un «buco nero» (una galleria
autostradale) e la voce di una donna di
Messina che ricorda il passato in Sicilia
e racconta della Grecia dove vive da vent'anni.
In Eubea Nicotra è stato oggetto di calorosa
accoglienza da parte delle autorità (in
particolare dal sindaco di Eretria, Anghelos
Gounaris).
Dice Nektarios Galanis (studente in Medicina
all'Università di Catania), protagonista
del film: «La Grecia è ovunque in Sicilia.
Sia quando rientro in Sicilia che quando
vado in Grecia, in entrambi i casi il viaggio
è per me un ritorno a casa. A Catania poi
posso dedicarmi alla mia passione che è
la musica assieme a tanti ragazzi che la
condividono». Nektarios fa parte dei Nakaira,
un gruppo molto conosciuto e apprezzato
che suona musica etnica. Gli strumenti di
Nektarios sono bouzouki e violino. Adesso
che s'avvicina la laurea, che strada sceglierà?
«Chi sente la Grecia dentro di sé, mette
due cose in prima posizione nella sua esistenza:
la poesia e la musica» aggiunge Nektarios.
Carmelo Nicotra cita Ghiannis Ritsos, grande
poeta greco scomparso dodici anni fa, che
così ha raccontato in versi la visita in
una Catania dimentica della sua storia millenaria:
«La Grecia in ogni istante in ogni luogo/
muta solitaria conoscenza/la Grecia nascosta
ci dà pena».
“Sento per la Sicilia quello che
alcuni amici siciliani sentono per la
Grecia.
"Ritorno" in Sicilia, non vado....
E ogni volta scopro una cosa nuova.
Una scoperta è la letteratura
siciliana.
Fra i grandi scrittori siciliani
Pirandello è il più noto in Grecia...è
quasi greco
Titos Patrichios
(in Da Kalkida a Katana) |
Nel documentario sono intervistati, tra
gli altri, Zacharias Vasilakis, studente
di Archeologia («Catania e la Sicilia sono
la mia seconda patria») e Stefania Parisi-Badesi
la messinese che vive in Grecia e tiene
corsi d'italiano per studenti in procinto
di iscriversi ad università italiane. «E'
come se fossi nata lì - afferma - ma quando
torno in Sicilia è come se non me ne fossi
mai andata». La Facoltà di Lingue e Letterature
straniere moderne dell'ateneo catanese e
in particolare la cattedra di Letteratura
neogreca hanno prestato assistenza al regista.
Fra gli intervistati, a Catania c'è Gianna
Carbonaro, ricercatrice universitaria, in
Grecia anche due personalità: il poeta Titos
Patrichios e il regista Teo Anghelopoulos.
Anche le musiche sono greco-sicule: ne sono
autori Nektarios Galanis e Saro Tribastone.
Carmelo Nicotra che collabora con l'Istituto
Luce e la Rai («Mediamente» su Raitre e
Rai-Educational) ha realizzato in precedenza
«Salvatore Fiume, il viaggio di un moderno
argonauta» e, «Pietra nera di luce» con
Manlio Sgalambro. In attesa che vada in
porto il progetto di portare a Catania il
regista Theo Anghelopoulos nell'ambito di
un seminario universitario, sta studiando
il greco moderno. Per sentirsi ancora più
a casa quando «torna» a Kalkida.
Maria
Lombardo
La Sicilia 7.8.2002
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Carmelo
Nicotra
Inseguendo
lo sguardo di Theo Anghelopoulos
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