| Un
fiore azzurro fiorisce sulle rocce rosso
fuoco, ma sono rocce?
Oppure un mare di lava rossa, pagliettata
d'oro, sul quale avanzano la Diva e l'Unicorno.
Un orizzonte infuocato si screzia di cintillazioni
preziose, riflessi di un fiume vulcanico
e pulviscoli di turchese e oro. Esplodono
al centro girandole di luce che annunciano
la discesa dell'efebo igneo, crinito di
fiamme, metallizzato nell'incandescenza
della sua materia avvampante. Un sole irraggiato
di faville deflagra nel cuore dell'Unicorno
sciogliendo per sempre il suo orgoglio virginale
e Lei, la Diva incedente chiusa nel suo
manto di purezza,
già avverte le fiamme salire, ardente
nel suo rosso manto serico trapunto d'oro,
sente la fodera della sua veste bianca incrostarsi
di scaglie auree e patisce la vampache rende
i suoi capelli di rame e le sue labbra ispessite
nella laminatura dorata. Sulla sua testa
un'ostia di fuoco irraggia, pur rimanendo
intatta, il suo magma dorato. In questa
annunciazione bruciante si esalta il sublime
riconoscimento dell'inalterabilità
del corpo mistico che arde senza consumarsi
e si scioglie nel mare del suo fuoco mantenendo,
anche nella crudeltà di un evento
tellurico e dirompente, la capacità
di riconoscersi quale soggetto |