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LA FILOSOFIA DI VASSILIS CHRISTOPULOS: “GRINTA
E DETERMINAZIONE PER RIUSCIRE NELLA VITA,
MA NON TOGLIETEMI LE BELLEZZE DELLA MIA GRECIA”
di Francesco
De Palo
Quando
nel 1961 Vassilis Christopulos a soli 14
anni fece il suo esordio nel campionato
di serie B greca con la maglia dell'Olimpiacos
Lamia mai avrebbe immaginato che quarant'anni
dopo avrebbe nuovamente indossato quella
maglia (l'unica che gli da' i brividi) nel
campionato di Promozione: gli anni passano
ma la determinazione di questo cardiologo
e' sempre la stessa.
Centrocampista offensivo, con spiccato senso
del gol: l'analisi del suo talent scout
recitava in questi termini, peccato che
un ginocchio in frantumi mise troppo presto
la parola fine ad una carriera che si preannunciava
luminosa, e che, in altri ambiti, lo è
comunque stata.
Nasce a Lamia (Ftiotida) nel 1947; suo padre
Vaghellis, abile Presidente della Società
degli autobus cittadini. Terminata la scuola
dell'obbligo si iscrive alla Facoltà
di Medicina dell'Università di Milano,
poi torna in Patria dove esercita brillantemente
l'attività di cardiologo. Ma il calcio
gli è rimasto nel sangue, al pari
dell'Italia visto che sua moglie Anna è
calabrese, ed allora alla fine degli anni
'80 eccolo diventare medico sociale prima
e vice presidente del Lamia Calcio poi,
sotto l'indimenticabile guida di Andreas
Kukios (in foto, riverito in occasione della
Vasilopitta del 2002).
Ma cosa spinge un affermato professionista
a cimentarsi con una serie minore?
"La voglia di mettersi sempre in
discussione- mi confida in una fresca
serata che ci congeda dall'estate, seduto
al suo tavolo alla taverna ‘Pardallis’
di Frantzi', dinanzi ad un bicchiere di
vino lefkò rigorosamente spitikò
- Penso che avere stimoli nuovi e mete
da raggiungere rappresenta senza dubbio
l'elisir di lunga vita".
E come dargli torto?
Vassilis
Christopulos è questo, prendere o
lasciare: nel suo studio di odos Vyronos
intento a salvare vite umane predicando
l'astinenza da sale e nicotina, o su un
campo di calcio a inseguire avversari più
giovani di lui di 20 anni, o a scalare le
vette delle vicine montagne con i compagni
degli “Orivates”, luoghi assolutamente
mistici come l'Asopos, il Velouky o la maestosa
cima che sovrasta le Termopili, dove il
“traditore” Efialte compì
il suo sacrilego gesto. Le sue basi culturali
sono pane e filosofia, dove il pane deve
essere possibilmente italiano e la filosofia
greca, meglio se spartana, perchè
"senza regole severe non si va
da nessuna parte", afferma convinto.
Una cena con questo simpatico personaggio
si trasforma presto in un inno alla sacralità
del cibo, "quello italiano è
primo al mondo"- dice- ma
la cucina greca, quella di una volta, ghemistas,
iuvarellakia, lakanodolmades, è tanto
deliziosa quanto rara nei giorni nostri",
il tutto con quella profondità di
contenuti che solo un vero mangas riesce
a trasmettere.
Ma Christopulos riesce sorprendentemente
ad agire con la stessa intensità
a 360 gradi, quasi a impazzire di gioia
per la vittoria dell'Italia ai Campionati
Mondiali di Calcio ("è stata
una gioia paragonabile alla nascita di un
figlio"), passando per i commoventi
bagni nelle storiche terme delle Termopili,
fino alla meticolosa organizzazione della
cena di benvenuto per amici italiani: il
suo rigido protocollo impone arnì
psitò di massimo 14 chili e vino
lefkò, nettare proveniente dalla
vicina Molos.
Cosa chiedere di più? Francamente
nulla, dopo piatti infranti per terra e
le note di Tzitzannis che ci riecheggiano
nel cuore.
Cara, cara Ellade, come farne a meno?
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