Intervista
al prof. Valerio Massimo Manfredi
di Francesco
De Palo
Biografia
di Valerio Massimo Manfredi
Incontro
il prof. Valerio Massimo Manfredi sulle
scale della splendida Chiesa Matrice di
Triggiano (piccolo borgo a tre chilometri
da Bari) sotto la quale è conservato
un bellissimo ipogeo: il vento di tramontana
ci sferza, ma lui, con una noncuranza che
lo rende quasi di ghiaccio mi concede questa
intervista, che si svolge praticamente nell'ingresso
della chiesa, tra pellegrini che hanno appena
terminato la Messa delle 19 e fiotti di
ammiratori che si apprestano a popolare
la Chiesa per la presentazione della sua
ultima fatica, "L'impero dei Draghi".
Prof. Manfredi, che cosa rappresenta
per lei l'archeologia?
E' il mio lavoro, cerco di farlo nel miglior
modo possibile, anche se ultimamente l'ho
un po' sacrificato, dal momento che l'attività
editoriale ha preso decisamente il sopravvento.
Come nasce il suo rapporto con l'antica
Grecia e con la storia romana?
L'ho scritto nel primo capitolo del libro
“Akropolis”, ovvero un grand
tour in autostop che feci quando ero studente
universitario con un amico. Restai 40 giorni
in Grecia e conobbi molte persone particolari,
tra cui Xristos Mitropulos, che purtroppo
oggi non è più con noi e che
poi è diventato amico dei miei genitori.
Lui aveva l'età di mio padre e non
aveva figli: io per lui diventai come un
figlio, per questo si creò un legame
affettivo molto intenso.
Ricordo un suo reportage a Delfi, durante
il quale passeggiava fra le rovine dell'Oracolo
come il padrone di casa fa nel proprio appartamento:
dopo anni di studi, quel luogo le continua
a regalare emozioni particolari?
E' trascorso ormai molto tempo, quindi il
mio è un rapporto più "rilassato",
è un modo di trovarsi a casa, in
un posto bello che ti da' piacere e serenità:
per me è un momento di felicità.
Ne "Lo scudo di Talos" grande
valore è l'appartenenza e la fedeltà
alla Patria: oggi che peso ha questo elemento?
Purtroppo penso che molti uomini politici
tendano a dimenticarlo, perchè non
si rendono conto che la lotta politica assume
toni che si allontanano dal motivo vero
per cui essi stessi esistono, ovvero servire
il proprio Paese.
Ne "L'Oracolo" il lettore
è talmente immedesimato nelle situazioni
descritte, che sente quasi di essere fisicamente
presente alla rivolta del Politecnico o
in qualche taverna di Plaka a sorseggiare
un bicchiere di retzina: ha forse toccato
con mano quegli eventi?
Ebbene sì, mi trovavo ad Atene dal
mio amico Xristos quando c'è stato
l'assalto al Politecnico e suo nipote tornò
a casa ferito dagli scontri assieme ad un
suo amico molto più grave. I suoi
genitori lo accolsero in malo modo, dandogli
del comunista: ricordo che il signor Mitropulos
gli disse "i tuoi genitori non sono
degni di te e se tu mi farai l'onore di
essere mio ospite, da noi sarai sempre ben
accolto".
In questi giorni abbiamo ricordato la
giornata della Memoria per le vittime del
nazismo e per le foibe: perchè nessuno
considera degna di menzione la tragedia
della Mikrì Asia che costò
dolori e torture a moltissimi cittadini
Greci di Smirne?
In quel frangente purtroppo furono i Greci
ad invadere la Turchia, poi la reazione
turca andò fuori da ogni possibile
limite.
La Grecia culla della civiltà
che ha dato i natali alla filosofia è
oggi in fondo a tutte le classifiche europee:
come lo spiega?
Perchè nessun popolo rimane uguale
nel corso di millenni; i Greci antichi non
ci sono più di fatto, dal momento
che nel quinto secolo dopo Cristo la Grecia
era quasi completamente spopolata, ed è
stata in seguito ripopolata con gente del
nord. Ciò che si è mantenuto
è stata la cultura di tipo bizantino
e di fatto i Greci classici sono perduti.
Diverso è stato per gli Italiani
che in realtà hanno avuto una continuità
maggiore, al punto che i dialetti conservano
ancora l'eco delle lingue pre-romane, ma
per la Grecia si è verificato un
fatto traumatico, per questo non si può
pretendere che i Greci oggi siano quelli
che vedevamo dipinti sui vasi. In seguito
ha contribuito anche una storia diversa:
anche l'Italia, quando ha cominciato a perdere
l'indipendenza politica nel '700 è
andata incontro ad una crisi notevole, culminata
nella perdita della libertà e poi
della possibilità di svilupparsi
culturalmente. Infatti l'Italia del '600
ha avuto degli esordi straordinari, penso
a Galileo, Tommaso Campanella, Giordano
Bruno, Paolo Sarpi, in seguito è
abortita perchè il dominio straniero
e la controriforma ne hanno modificato i
contorni.
La Puglia registra massicce presenze
sia della civiltà greca che di quella
romana, basti pensare alla Grecia Salentina,
alla Magna Grecia, o al culto di San Nicola:
potrebbe essere fonte di ispirazione per
uno dei suoi futuri lavori?
Il testo di una possibile ispirazione è
sempre il caso, ed è sempre un'idea
e non un luogo: maturata in qualunque luogo,
mentre ti radi, guidi l'auto, parli con
un amico, viaggi, le situazioni sono le
più disparate, mentre guardi un film
o fai una lettura.
Le mie domande sono terminate, ed il prof.
Manfredi si appresta a presentare il suo
libro ad una folla impaziente, ma prima
visita l'ipogeo che si trova sotto la Chiesa
Matrice: è in quel frangente che
lo scrittore pacato lascia spazio all'archeologo
ansioso di scoprire e di toccare con mano
un qualcosa del tempo che fu, ed è
in quel momento che mentre si allontana
verso le scale accerchiato da ammiratori
a caccia di un autografo, mi sembra di rivedere
la sua ombra che al tramonto, passeggiando
tra le rovine del tempio di Delfi, ci illustra
con inimitabile maestria e semplicità,
che al centro esatto della Grecia si trovava
un Oracolo il cui responso era atteso con
ansia e fervore da governanti e popolazioni.
Arrivederci in Grecia, professore.
Francesco
De Palo
7 Febbraio 2006
Biografia
di Valerio Massimo Manfredi
Recensioni di Francesco De Palo:
Lo
scudo di Talos (1 febbraio
2006)
L'Oracolo
(29 ottobre 2004)
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i libri di Valerio Massimo Manfredi
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