Intervista al portiere
greco Petros Panopoulos, finalista di
Coppa Campioni del 1971, quando a Londra
in quello che fu lo storico stadio di
Wembley, difese la porta del suo Panathinaikos
contro un Ajax stellare
di Francesco
De Palo
LAMIA - “Ha tutte
le carte in regola per diventare il nuovo
Rivera”. Che Antonio Cassano fosse
la nuova rivelazione del calcio italiano
era ormai cosa risaputa, ma che il talento
barese fosse apprezzato anche da un vice
campione d'Europa degli anni '70 che ha
calcato palcoscenici prestigiosi, francamente
se lo aspettavano in pochi. Il personaggio
in questione e` il portiere greco Petros
Panopoulos, finalista di Coppa Campioni
del 1971, quando a Londra in quello che
fu lo storico stadio di Wembley, difese
la porta del suo Panathinaikos contro
un Ajax stellare, che annoverava tra le
sue fila campioni del calibro di Rep,
Neskens, Crujff, Kruchoff. Dopo un passato
da calciatore, adesso Panopuolos allena:
vice nel Panathinaikos negli anni `80
e, fino allo scorso anno, allenatore dell'AS
Lamia in serie D greca, con un occhio
particolare per il campionato italiano.
Domanda. Il fascino
del nostro calcio ha raggiunto da tempo
l'Ellade.
Risposta. La difficolta' e la bellezza
del vostro campionato non ha eguali nel
mondo. Adesso poi state rivalutando i
fantasisti, quindi prevedo un futuro ricco
di successi.
D. Parlando di fantasisti, il nome nuovo
e' Cassano. Lo conosce?
R. Certo che si', l'ho visto per la prima
volta in quella gara contro l'Inter, nel
dicembre di tre anni fa, quel gol e' arrivato
fino in Grecia: un cocktail di furbizia,
talento puro e un pizzico di bonaria irriverenza,
tipica di chi sa di saper giocare al calcio.
D. In Italia ha vissuto controversie con
il ct dell'Under 21, Gentile.
R. Credo che campioni come lui debbano
giocare sempre e le diro' di piu': io
lo avrei anche portato ai Mondiali nippo-coreani.
D. Campionato italiano:chi la favorita
per il titolo?
R. Credo che l'Inter abbia piu' fame di
tutte le altre, anche se non raccoglie
quanto semina. Ma io seguo anche la vostra
serie B, molto interessante.
D. Allora chi salira' in serie A?
R. Palermo e Ternana su tutte, hanno notevoli
potenzialita', ma attenzione ad altre
3 o 4 squadre come Atalanta e Salernitana.
D. Nel recente passato le squadre italiane
non hanno brillato in Europa, tranne la
scorsa finale: come spiegarlo?
R. Troppi stranieri e un po' di presunzione
e poi non bisogna imbrigliare i giocatori
di talento. Negli anni '80 invece avevate
un grande prestigio internazionale. Ho
incontrato in Coppa Campioni la Juve di
Platini, Boniek, Scirea: una grande squadra,
con tanti campioni che giocavano assieme.
D. Apriamo la galleria dei ricordi: quella
scommessa vinta con Puskas?
R. Lui era allenatore del Panathinaikos
ed io il suo vice. Scommettemmo di riuscire
a lanciare il pallone da una porta all'altra
senza farlo rimbalzare. Mi concesse 24
ore per provarci, io al secondo tentativo
lo feci battere sul palo, e lui smise
di sorridere. Aveva perso, e quella sera
tocco` a lui offrire la cena nella famosa
`Plaka`, ad Atene. Era un grande giocatore,
la precisione del suo sinistro non aveva
eguali. Ancora, prima di una partita di
Coppa Campioni, nel '71 contro l` Everton,
per testare i nuovi palloni che si usavano
in Inghilterra, scommise di riuscire a
segnare su punizione, toccando prima il
palo. Su dieci tiri, realizzo' dieci gol.
D. Venendo ai giorni nostri, come cresce
il calcio ellenico?
R. Ispirandosi a quello europeo: apprendiamo
da Italia, Spagna, Germania, prova ne
e' i piccoli progressi che i clubs greci
fanno nelle coppe europee. Il Panathinaikos
ha eliminato la Juve due anni fa, l'anno
scorso ci e' andato vicino con il Barcellona.
Quest`anno faremo la nostra dignitosa
figura.
D. Giocatori greci in Italia: fortuna
ad intermittenza?
R. Certamente da Georgatos ci si aspettava
di piu', ma lui non e' un difensore, bensi'
un'ala sinistra. Vryzas a Perugia ha fatto
meglio delle aspettative, attenzione a
Dellas, gran carattere, lo dimostra anche
il suo nome altisonante, Trainos. Il vostro
calcio ci piace, lo seguiamo con la tv
e con le scommesse del totocalcio, ma
anche perche' siamo buoni vicini di casa,
di qui il famoso motto: "italiano
e greco, una faccia, una razza".
Francesco
De Palo