| TAKIS
"L'OPERA D'ARTE
COME SIMBOLO DI ENERGIA"
Galleria Credito Siciliano - Acireale (Catania)
23 luglio - 11 settembre 2004
Per
questa mostra italiana, Takis ha concepito
una serie di opere che riprendono le tematiche
della sua ricerca basata sulla esplorazione
delle forze magnetiche e la rappresentazione
simbolica di paesaggi tecnologici. Le sue
sculture: 1 muro magnetico lungo 30 metri,
5 porte magnetiche e 11 segnali eolici dall'altezza
compresa tra 6.50m e 3.50m, riassumono le
problematiche che l'artista ha sviluppato
attraverso il suo lavoro dal 1955 ad oggi.
Alain Jouffroy commenta: "Takis dedica
la maggior parte della sua ricerca a una
forza invisibile nascosta all'interno della
materia. La sua scultura comincia ad esistere
quando riesce a catturare l'energia";
questa affermazione costituisce la base
del suo percorso artistico. Riconosciuto
dalla critica di tutto il mondo Takis ha
esposto le proprie opere nei piu' grandi
musei: Kunstverein di Hanover, Kölnisher
Kunstverein di Colonia, Musee d'Art Moderne
di Parigi, Rath Museum di Ginevra, ecc.
Cenni biografici
Takis
e' nato ad Atene, il 29 ottobre 1925, da
una famiglia di sette figli, rovinata dalla
guerra contro i turchi. Suo padre affronto'
gravi problemi materiali che segneranno
i suoi primi anni. Quest'ultimo s'impegno'
politicamente, nel campo della resistenza
in una organizzazione di sinistra durante
la Seconda guerra mondiale e successivamente
nella guerra civile in Grecia dal 1946 al
1949.
Questo periodo coincide con il primo approccio
artistico di Takis che scopre Picasso e
Giacometti e realizza le sue prime sculture
di gesso nello studio improvvisato in una
cantina di un palazzo d'Anakassa, nei sobborghi
di Athene. Nel 1954 Takis parte per Parigi
e da questo momento divide la sua vita tra
Parigi e la Grecia. Influenzati dall'arte
di Giacometti, i primi lavori di Takis riprendono
una tecnica in ferro battuto, con lo stampo
dei Kuroi greci. Dal 1955 Takis realizza
i suoi primi "segnali" in uno
stile decisamente personale. I primi s'ispirano
all'atmosfera di una stazione: "guardavo
intorno a me, la stazione era simile a una
foresta di segnali. Occhi di mostri s'illuminavano
e si spegnevano, binari, tunnels, una giungla
di ferro. Pannelli luminosi, parapetti,
passaggi. (...) L'uomo si costruisce, per
il suo uso, tunnels, uscite, simboli per
scappare alla morte."
A Parigi Takis e' legato all'ambiente artistico,
frequenta Tinguely e Yves Klein, incontra
Iris Clert che rimarra' per anni la sua
gallerista, prima di esporre da Iolas. Rapidamente,
il suo lavoro, maturato, trova la sua forma
autonoma e personale che lo distingue da
ogni esperimento artistico del momento.
Infatti, dal 1958 Takis raggiunge una maturita'
artistica che nasce dal fascino esercitato
dai radars sulla sua immaginazione: sono
capaci di rispondere a segnali invisibili,
che rendono possibile il movimento della
scultura.
"Se potessi, con uno strumento simile
ai radar catturare la musica dell'aldila'.
Se, quest'oggetto, girando fosse capace
di acchiappare il suono e di trasmetterlo,
questa realizzazione soddisferebbe il mio
immaginario". La scoperta dei campi
magnetici che ne risulta diventa la base
della sua esplorazione artistica. Nel 1959
Takis realizza le prime Telesculture, dove
un chiodo appeso a un filo di nylon, rimane
sospeso nello spazio, dalla attrazione di
una calamita.
Da
questo esperimento spaziale nascono le sculture
magnetiche, i muri magnetici, le sculture
musicali... Ogni possibilita' di vincere
l'attrazione terrestre diventa fonte e materia
di lavoro. Scolpire significa, nel suo caso,
sperimentare e verificare la presenza di
questa energia fondamentale. Per Takis l'opera
d'arte si confonde con la energia. La esperienza
che Takis ci trasmette dal 1959, si chiama
magnetismo e, di conseguenza, l'esperienza
artistica si avvicina all'esperimento scientifico.
"Se l'arte, dice Takis ha qualche relazione
con la scienza, o viceversa, e' dovuto al
fatto che ambedue studiano i fenomeni sia
ottici che organici". Per lui la scienza
e l'arte sono simili, e la tendenza a distinguere
l'uno dall'altro gli sembra sbagliata. L'arte
si deve rivitalizzare alla fonte della scienza.
Il lavoro di Takis sperimenta questo percorso
e raggiunge il limite dell'equilibrio e
della logica in una messa in scena magica
delle forze invisibili. Per l'apertura della
mostra sara' presentato un libro oggetto
contenente note biografiche e alcune immagini
delle opere e dell'artista. Al termine della
mostra sara' disponibile un catalogo edito
dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese
con testi di Daniel Abadie, Dominique Stella,
e Ginevra Quadrio Curzio e foto delle installazioni
in Galleria e in Acireale. Al termine della
mostra le opere di Takis saranno visibili
a Milano da fine settembre a novembre nella
sede della Galleria Gruppo Credito Valtellinese.
I "Segnali Eolici" saranno esposti
definitivamente nel giardino interno, aperto
da sempre al pubblico.
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Uff.Stampa: www.irmabianchi.it
- e.mail: info@irmabianchi.it
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