Attesissima, anche quest’anno,
la serie delle rappresentazioni teatrali
proposta dall’INDA al teatro Greco
di Siracusa, cha vedrà avvicendarsi
in scena due tragedie di matrice euripidea.
Forse perché questo tragediografo,
tra tutti quelli che fortunosamente abbiamo
conosciuto attraverso la tradizione dei
testi, è il più razionalistico,
il più scettico, talvolta perfino
dissacratore della religiosità
ufficiale praticata dai suoi contemporanei?
Lo scopriremo andando a vedere le realizzazioni
di tali drammi attuate quest’anno
nel suggestivo scenario del teatro siracusano.
L’11 maggio debutterà la
tragedia Troiane, affidata
alla regia di Mario Gas, direttore
del teatro di Madrid; le scene e i costumi
sono stati realizzati da Antonio Belar;
la traduzione del testo è di Laura
Pepe. L’Ecuba è
stata curata dal regista Massimo Castri,
per la prima volta impegnato a Siracusa;
le scene e i costumi sono di Maurizio
Balò; coordinatore degli allestimenti
è Ronni Bernardi; la traduzione
di Ecuba è opera di Umberto Albini.
I due spettacoli saranno replicati, a
giorni alterni, fino al 25 giugno. Durante
il periodo degli spettacoli, gli appassionati
particolarmente interessati al lavoro
dietro le quinte, recandosi a Palazzo
Greco, sede storica dell’INDA, potranno
vedere in mostra i materiali di scena
degli allestimenti storici di Ecuba e
Troiane.
Assisteremo a rappresentazioni modernizzate
o classicheggianti?
Di certo la tragedia euripidea di per
sé mira alla realtà, si
interessa ai concreti problemi della vita,
prende posizione nei confronti di principi
politici e sociali, condanna la guerra.
Attraverso le lunghe dispute di ragionamenti
con cui si contrappongono i suoi personaggi,
Euripide rappresenta le passioni umane,
scavando nel cuore dei suoi personaggi,
in balìa della sorte spesso infausta
e ponendo in luce soprattutto gli animi
femminili. Il manifesto del polacco Igor
Mitoraj scelto quest’anno, ci introduce
incisivamente a tutto ciò, nella
raffigurazione di un volto travagliato
dallo sgomento di fronte al destino, dalla
paura dell’ignoto, dalla ricerca
del significato vero della vita.
Ma diamo una rispolverata alle trame dei
due drammi, per non arrivare impreparati
e rischiare di non afferrare la profondità
di tutti i messaggi e delle parole del
grande tragediografo.
Ecuba, rappresentata
per la prima volta probabilmente nel 420
a. C., è ambientata nel Chersoneso.
Il coro è un gruppo di prigioniere
troiane. La regina di Troia, un tempo
potente, piange ora nella sconfitta le
sue sventure. Oltre che del potere, la
donna è inesorabilmente defraudata
della sua umanità: assiste all’uccisione
della figlia Polissena sulla tomba di
Achille e, come se non bastasse, riceve
un’ulteriore trauma alla notizia
che il figlio Polidoro, che credeva sicuro
in Tracia al riparo dai nemici, è
stato ucciso per avidità di denaro
proprio dal re Polimestore che aveva garantito
la sua protezione. L’eccessivo dolore
scatena una furiosa rabbia in Ecuba che
la porterà a compiere una spietata
vendetta.
Troiane fu rappresentata
pochi anni dopo, nel 415 a. C., l’anno
della catastrofica spedizione ateniese
in Sicilia. Anche qui il coro è
rappresentato da prigioniere troiane che
lamentano la sconfitta della città
di Troia. Si susseguono varie scene drammatiche
in cui emergono in particolare le personalità
di Cassandra, Andromaca ed Ecuba.
E’ evidente il messaggio principale
dei drammi: la condanna aperta agli orrori
della guerra che travolge non solo i vinti
ma segna anche il destino dei vincitori
i quali inevitabilmente si macchiano di
colpe. Sarà per noi un’ occasione,
dunque, oltre che di vivere la magia dell’evento
teatrale, di riflettere e “sentire”
i problemi di allora, riscoprendoli uguali
a quelli di ora.
Poniamo infine alla vostra attenzione
un’interessante novità di
questa stagione: ad accogliere turisti
e spettatori in teatro, lungo il piazzale
dell’ingresso inferiore alla cavea,
vi sarà un allestimento scenico,
con i frammenti delle più belle
scenografie degli anni precedenti e, nel
percorso che dalla biglietteria porta
ai cancelli del teatro, immagini delle
più grandi interpreti del passato!
Ci vediamo a Teatro, Mondo greco sarà
lì ad emozionarsi con voi!
Cettina
Messina
28 Marzo 2006

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Ecuba di
Euripide
Traduzione di Umberto Albini e Vico
Faggi
Regia: Massimo Castri
Scene e costumi: Maurizio Balò
Musiche: Arturo Annecchino
Regista assistente: Marco Plini
Assistente alla regia: Tea Della
Valle
Interpreti
Ecuba: Elisabetta
Pozzi
Polimestore: Sergio Romano
Agamennone: Paolo Calabresi
Polissena: Ilaria Genatiempo
Ulisse: Sergio Leone
Taltibio: Miro Landoni |
Troiane
di Euripide
Traduzione di Laura Pepe
Regia: Mario Gas
Assistente alla regia: Mónica
López
Scene e costumi: Antonio Belart
Musiche: Orestes Gas
Progetto luci: Carlos Lucena
Progetto audio: Roc Mateu
Interpreti
Ecuba: Lucilla Morlacchi
Taltibio: Luca Lazzareschi
Cassandra: Cristina Spina
Andromaca: Angela Dematté
Elena: Giovanna Di Rauso
Poseidone: Maurizio Gueli
Atena: Rossana Giordano
Menelao: Francesco Biscione
Corifee:
Deborah Lentini, Serena Matace Raso |
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