You are here: Home Eventi Ganimede, Io e Danae
Ganimede, Io e Danae
di Mary Falco   
Venerdì 07 Novembre 2008 15:24
Hits smaller text tool iconmedium text tool iconlarger text tool icon
Correggio a Parma
Mary Falco ha visitato per voi la mostra “Correggio” inaugurata a Parma il 20 settembre, che resterà aperta al pubblico fino al 25 gennaio 2009 tutti i giorni, compresi lunedì e festivi, in quattro diverse sedi: Galleria Nazionale, Camera di San Paolo, Cattedrale e Chiesa di San Giovanni

Ganimede, Io e Danae

Soggetti di predilezione divina

 

Correggio GanimedeGanimede era un giovinetto bellissimo e Zeus se ne innamorò, così un giorno lo raggiunse sul monte Ida, che sovrastava la città di Troia, lo rapì e lo portò nell’Olimpo, dove ne fece il coppiere degli dei, provvedendo al risarcimento dei genitori con una coppia di cavalli divini ed una piccola vite d’oro confezionata per l’occasione da Efeso.

Io invece era una sacerdotessa di Era Argiva (cioè venerata ad Argo) ed il rapimento non sarebbe stato altrettanto semplice. Fu necessario ispirare con un sogno sacro i parenti di lei, perché le suggerissero di recarsi sulle rive del lago di Lerna, dove Zeus, manifestandosi come vapore o nuvola, l’amò. Ma appena le conseguenze di quest’unione feconda si fecero manifeste, Era cominciò a perseguitare la poverina, e fu necessario trasformarla in una giovenca bianca, che il dio continuava ad amare di nascosto trasformandosi in toro.

Purtroppo anche questa soluzione venne messa in crisi perché Era voleva che la splendida mucca le fosse sacrificata, così fu necessario reclutare altri dei e farla fuggire con un viaggio avventuroso fino all’Egitto, dove partorì felicemente, riprese la forma umana e fu adorata come una manifestazione d’Iside.

E ad Argo vive anche la principessa Danae, che il re chiude in una torre, ma questa volta Zeus si trasforma in pioggia e genera Perseo. Infine Leda era la moglie felice di Tindaro, a cui aveva anche generato dei figli e non aveva nessuna intenzione di tradirlo, sia pure col re degli dei, si trasformò dunque in un’oca… ma Zeus, mutato a sua volta in cigno, la fecondò lo stesso e da uno o due uova nacquero addirittura quattro gemelli: Polluce e Clitennestra, Elena e Castore; i due maschi sono noti anche come Dioscuri.

Perché Zeus si dava tanto da fare?

Era così noioso essere marito di Era?

In realtà Zeus rapisce le anime in un’estasi divina e non solo il suo vero volto è sconosciuto, per cui si manifesta con simboli (celesti: l’aquila che si libra nei cieli, il vapore, la pioggia, il cigno o eccezionalmente terrestri, come nel caso del toro), ma soprattutto non esiste nulla di vivo che non provenga da lui e le nozze non sono feconde se Egli non vi partecipa.

Quando questo mistero fondamentale acquista i tratti antropomorfici a noi ben noti scoppia (e non solo metaforicamente!) la guerra, perché se ogni aspetto naturale può rimandare ad un dio, non tutti gli dei accettano di sottomettersi ad un unico principio vitale! Se poi la fecondità si lega al sesso, ecco le famose polemiche mai sopite fra le donne, che ahimé partoriscono nel dolore, e gli uomini che effettivamente possono andarsene subito dopo la consumazione ed anzi, armonia di coppia a parte, più si muovono e più donne fecondano!

Così le migliori casate greche e dell’Asia si trovarono in difficoltà, perché se tutte avrebbero voluto vantare origini divine, era un po’ imbarazzante spiegare come gli antenati, potenti re, aitanti principi e splendide principesse, non avessero nulla di meglio da fare, che andare in giro per monti e per valli, a farsi rapire e violentare!

Certo l’idea di mandare il figlio del re sulle montagne a pascolar pecore e capre è molto democratica… ma perché non fornirgli anche arco e frecce, visto che lupi ed aquile potrebbero facilmente aggredire un agnello?

O forse l’aquila che rapì Ganimede aveva inequivocabili segni celesti e lasciò intatto il gregge?

Effettivamente le grandi storie tacciono da sempre il destino di quelli che restano semplicemente a terra ed anche la Grecia non fa eccezione. Così accanto alla venerazione per gli eroi e le principesse così eccezionalmente entrate a far parte della famiglia olimpica, continuava a valere la raccomandazione, per fanciulli e donne, di starsene il più possibile a casa, al riparo per quanto è possibile da certe avventure, perché non sempre dietro ad un fatto nuovo, c’è un dio pronto a rivendicarne la responsabilità.

Correggio DanaeAnzi, Zeus stesso non sempre risarciva i parenti!

Tutti sanno che la pioggia è necessaria, ma a nessuno piace bagnarsi.

Infangarsi… poi!

Col cristianesimo il turbamento per questi destini eccezionali tace di colpo. Un Dio unico non ha nessun bisogno di rincorrere ad una ad una le singole creature per fecondare il mondo, ma al contrario, si compiace dell'esatta osservazione delle proprie leggi, entra serenamente a far parte delle famiglie che vivono in armonia e se decide di recuperare eccezionalmente un grande peccatore, non è certo per metterlo contro gli altri, ma al contrario per reinserirlo il più possibile nella società.

Così le complicate genealogie degli eroi vengono semplicemente dimenticate. Nessuno più rivendica la paternità di Ganimede o della bella Io, si dimentica il parto plurigemellare di Leda e certamente non si sacrificano più le giovenche bianche agli dei… anche se naturalmente si continua a mangiarle.

Rimuovendo l’idea del principio divino come responsabile del movimento, si attenua il tabù dell’uccisione.

Che cosa resta di tutte queste favole?

La metamorfosi, appunto.

L’idea misteriosa ed affascinante che tutte le creature vive siano imparentate tra loro, che qualcosa possa volare dall’una all’altra, trasformarsi, modificarsi, senza necessariamente entrare nel territorio complicato della reincarnazione, ma animando la fiducia magica nei simboli dei grandi dei: l’aquila di Giove, la rosa di Venere, il pavone di Era…

Fu il fascino di queste metamorfosi che suggerì al duca Federico II di Gonzaga di commissionare una bella serie di dipinti da donare a Carlo V in occasione della sua incoronazione a Bologna, nel 1530.

Scelse uno dei pittori più famosi del momento: Antonio Allegri, più noto come Correggio, dal nome del suo paese d’origine, che era nato nel 1489 circa da Pellegrino e Bernardina degli Aromani o Ormani. Quello stesso anno infatti, il 17 novembre del 1530 il pittore riceva l’ultimo pagamento per gli affreschi della cupola del duomo di Parma, dedicato all’Assunta, un’opera grandiosa, che aveva fatto parlare di se’, piena com’era di movimento e di senso spaziale, tanto da annunciare le audacie del barocco.

E di movimento son ricche anche le tele che Correggio dipinge per il duca: lo spavento di Ganimede aggrappato all’aquila per non cadere, in un paesaggio dolce e luminoso come quelli veneti (il Tiziano è il pittore preferito di Carlo V), l’estasi d’Io, abbracciata da una nuvola che ha gli artigli d’un orso ed il volto d’un principe, la gioia serena di Danae, rappresentata già in compagnia di due putti ed un amorino, per far capire che sarà un’ottima madre…

Purtroppo tanta bellezza richiede tempo e le opere non saranno consegnate per la cerimonia! Resteranno così a Mantova per tutto il 1500 per poi prendere strade diverse: “Leda” addirittura, divenuta proprietà del duca d’Orléans nel XVII sec. fu fatta a pezzi dal figlio, colto da un furore moralistico! L’opera è salvata dall’intervento di un pittore regio, Coypel, che l’acquista e la porta a corte per restaurarla, ma in tal modo non può più essere considerata autografa.

Le altre tre si trovano finalmente riunite in occasione della mostra “Correggio” inaugurata a Parma il 20 settembre, che resterà aperta al pubblico fino al 25 gennaio 2009 tutti i giorni, compresi lunedì e festivi. Per gli orari bisogna contattare le diverse sedi: Galleria Nazionale, Camera di San Paolo, Cattedrale e Chiesa di San Giovanni.

Ma a Parma e nel parmense le iniziative correggesche non si esauriranno solo con la grande mostra in città, perché investiranno tutto il territorio provinciale con interessanti percorsi artistici di approfondimento, promossi e organizzati dalla Provincia di Parma. Sette luoghi del territorio diventeranno scenografia naturale di concerti, eventi letterari e laboratori artistici dal 20 settembre al 3 maggio: occasioni per vedere e conoscere preziosi cicli pittorici contemporanei a Correggio e scoprire gli affreschi, la tecnica e le storie racchiuse nei castelli e nelle corti del Parmense.

Affermato e stimato dalle corti padane, il grande maestro lavorava nei primi del Cinquecento in parallelo con numerosi altri artisti che da lui hanno preso spunto e ispirazione per creare imponenti cicli pittorici all’interno dei grandi castelli del Rinascimento parmense: ecco allora che la grande mostra dedicata al Correggio diventa un’occasione per apprezzare anche il territorio circostante, la provincia di Parma, con i suoi castelli, le sue corti e anche la sua tradizione enogastronomica.

Saranno coinvolte la Rocca Sanvitale di Fontanellato, la Rocca Meli Lupi di Soragna, la Chiesa Collegiata di San Bartolomeo in Busseto, la Rocca dei Rossi di San Secondo, la Rocca Sanvitale di Sala Baganza, il Castello dei Rossi e la Badia di Santa Maria della Neve di Torrechiara e il Castello di Montechiarugolo.

Correggio Giove e IoMolti luoghi saranno impreziositi da installazioni sonore, curate da Mauro Casappa e Oscar Accorsi, fatte di musiche, parole e rumori, scelte ad hoc per la specifica vicenda storica raffigurata: sarà come se i castelli parmensi “tornassero in vita” e le antiche stanze si rianimassero in virtù dei suoni che le hanno abitate nel passato. Ogni installazione presenta gradi diversi d’interattività, offrendo al visitatore una percezione suggestiva del luogo in cui è immerso. Nella Rocca di Fontanellato avverranno “incantesimi allo specchio” nella curiosa Camera ottica, situata all’interno della Torretta, dalla quale grazie a un ingegnoso sistema di lenti e di prismi ideato alla fine dell’Ottocento, i nobili potevano osservare la vita della piazza: qui i turisti potranno rivivere i suoni e i rumori di un’intera giornata nella piazza del borgo, che Alberto Sanvitale e gli uomini del suo tempo si divertivano a spiare. Sempre a Fontanellato, nella famosa Saletta di Diana e Atteone, sulla cui volta Parmigianino dipinse la vicenda tratta dalle Metamorfosi di Ovidio, i visitatori saranno immersi in un’atmosfera raccolta, dove si darà voce al dolore di una madre per la morte prematura del figlio: una delle letture più accreditate di questo capolavoro identifica infatti l’innocente Atteone con Paola Gonzaga, che perse un figlio poco dopo la nascita. A Sala Baganza nella Sala dell’Eneide si celebreranno i versi del Tasso dedicati alla nobile Barbara Sanseverino, mentre a Torrechiara, all’interno della Camera d’Oro ricostruita nel 1911, risuoneranno le voci e le risa del risveglio di Bianca, della sua toilette mattutina e della sua vestizione all’interno del nido d’amore.

E ancora, a San Secondo, nella Sala dell’Asino d’Oro della rocca Rossiana, si potrà ascoltare il racconto delle Metamorfosi di Apuleio, romanzo che proprio all’interno della rocca trova la sua unica rappresentazione in affresco del Cinquecento italiano. Per chi volesse vivere appieno la vita cortigiana, i fasti e i decori tipici delle grandi residenze nobiliari, non può mancare la visita alla Rocca di Soragna, ricca di dipinti famosi come quelli di Nicolò dell’Abate, affermato artista modenese che operò anche in Francia a Fontainebleau.

Per l’occasione sono stati previsti anche due restauri: a San Secondo le storie affrescate nelle Sale dell’Asino d’Oro e degli Imperatori, all’interno della Rocca dei Rossi, saranno valorizzate grazie ad un allestimento compiuto che prevede una migliore illuminazione ed impiantistica; a Busseto nella Collegiata di San Bartolomeo sono previsti lavori di manutenzione e l’esecuzione di interventi puntuali di consolidamento alla Cappella dell’Immacolata Concezione, dove sono raffigurati i Dottori della Chiesa dipinti da un contemporaneo di Correggio, Michelangelo Anselmi.

Anche le scuole saranno coinvolte: per loro è stato ideato un progetto speciale in una cornice davvero preziosa, il Castello di Montechiarugolo, che si trasformerà nel “castello con vista”, per conoscere e capire il paesaggio rappresentato dal Rinascimento a oggi, a partire dallo splendido loggiato con ampio panorama sulla Val d’Enza. Dopo una visita guidata, la fortezza sarà animata da bambini e ragazzi, dai 5 ai 14 anni, che “reinterpreteranno” il paesaggio a modo loro grazie a laboratori didattici curati dall’Associazione Arcadia: dalle scatole con foro per prospettiva fino alle moderne elaborazioni fotografiche, i ragazzi si divertiranno, in base all’età e al percorso scolastico, con sanguigna, carboncino, acquerelli, sbalzo su metallo e collage su tempera.

Ma l’offerta non finisce qui. Chiunque voglia mettere alla prova le sue doti artistiche potrà cimentarsi, su prenotazione, in laboratori di affresco, rivolti sia al pubblico adulto che alle scuole, nei castelli di Fontanellato, Sala Baganza e Torrechiara; incontri che hanno lo scopo di introdurre anche un semplice appassionato alle tecniche dell’affresco e alle problematiche relative alla conservazione e al restauro delle grandi superfici dipinte.

Ad essere protagonista non sarà solo l’arte dei castelli ma anche quella decantata da autori e narratori contemporanei che, ispirati al contenuto delle scene dipinte, interpreteranno opere famose. I luoghi dell’itinerario saranno infatti cornice di incontri, come l’appuntamento a Fontanellato con la giornalista e critica d’arte Martina Corgnati, di concerti in collaborazione con l’Associazione Amici di Verdi con artisti di grande fama come Rolf Lislevand a Soragna, e di eventi scenici in parole e musica con Umberto Fabi, moderno narratore di favole, storie e amori di corte, accompagnato da giovani musicisti a San Secondo, Torrechiara e Sala Baganza. E questa è solo l’anteprima di una programmazione più ampia che animerà tutti i luoghi durante la primavera 2009.

 

Per saperne di più: www.mostracorreggioparma.it

 

Mary Falco scrive su MondoGreco (nuova versione) da Venerdì 15 Giugno 2007.

Mostra altri articoli di questo autore

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna