Una mostra “Da Petra a Shawbak. Archeologia di una frontiera” prevista per il 19 giugno a Firenze, permetterà di conoscere le scoperte archeologiche emerse, in una delle aree archeologiche più importanti del mondo: Petra, frontiera e crocevia delle grandi culture euro-mediterranee, la misteriosa città scolpita nella roccia del deserto arabico a controllo della via dell’incenso e Shawbak, un prestigioso castello romano-bizantino di epoca medioevale, trasformato da Saladino in una raffinata capitale islamica. La ricerca, iniziata circa venti anni fa da una missione dell’Università di Firenze, si promette interessante e ricca di reperti che permettono di far luce e documentare alcuni riferimenti culturali, storici e religiosi in comune con la civiltà greca.
Petra era il luogo di sosta prediletto dalle carovane in transito da oriente a occidente, che trasportavano prodotti di lusso - spezie, seta, perle e incenso. La sua prestigiosa posizione geografica le permise di entrare in contatto con le più grandi civiltà presenti nel Mediterraneo quindi gli oggetti ritrovati tracciano anche una linea di scambio e i rapporti fra i vari popoli.
In modo particolare, sono emersi dalle sabbie del deserto, un capitello del palazzo reale nabateo di Beidha (Petra-Beidha, 50-30 a.C.), proveniente dal portale della sala del palazzo estivo dei re nabatei. Al centro è raffigurato il dio Pan, raffigurato con un volto selvaggio, che spesso compare insieme a Dionisio, figura centrale negli elementi decorativi di tutto il palazzo, come confermano i tralci di vite e i grappoli d’uva. Pan deriva dal greco paein, pascolare. Per la mitologia greca Pan era lo spirito di tutte le forme viventi naturali e questo lo porta ad essere legato al bosco e tutto quello che è profondo e oscuro. È un dio potente e selvaggio di aspetto caprino, che vive nella foresta suonando e danzando spesso inseguendo le ninfe. Pan era un dio perennemente allegro, generoso e bonario ma anche temuto. In Grecia la presenza del dio viene collocata in Arcadia. Anche Dionisio, divinità della mitologia greca, rappresentava una divinità benefica che, per effetto del sole e della temperatura, portava a maturazione i frutti della terra. Dionisio era associato a al centro, una grande pietra nera cubica, Ka’ba, oggetto di culto per il popolo di Petra e adottato in seguito dall’Islam. Strabone, storico e geografo greco, vissuto fra il 65 a.C. e il 19 d.C., ci ha lasciato un bellissimo ricordo di Petra e del dio Dusares nel suo trattato, in 17 volumi, intitolato Geografia, una fonte preziosa per conoscere l’espansione della cultura greca nel mondo antico. Sempre a Petra, si trovano numerose tracce di edifici costruiti seguendo i canoni architettonici in chiaro stile ellenistico, questo ci permette di approfondire quanto importante è stata l’influenza greca nel territorio al tempo dei Nabatei.
Da Petra a Shawbak. Archeologia di una frontiera
Firenze, Palazzo Pitti,
Limonaia del Giardino di Boboli
19 giugno - 30 settembre 2009

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