Per la Repubblica Ellenica la situazione è difficile ma ancora rimediabile: Papandreou dovrà agire con decisione
Nel rivolgere i miei auguri alla Grecia, all’intero Mondo Greco e a tutto il popolo dei Filelleni, non esito a fare pubblica ammenda di quanto scritto da me un anno or sono. Nel messaggio augurale pubblicato il giorno di Natale del 2008, auspicavo che il 2009 sarebbe stato l’anno del grande riscatto per la Repubblica Ellenica dopo la devastante esplosione di violenza che aveva sconvolto il Paese sul finire dell’anno, causata dalla morte di un 15enne per mano poliziotto durante una manifestazione.
Purtroppo, il 2009 è stato addirittura peggiore del 2008 per la Grecia che adesso, per la prima volta dal 1993, si trova a vivere una fase di recessione.
Nei primi mesi del 2009, a fronte di una crisi economica mondiale di dimensioni enormi, il governo di centrodestra di Karamanlis, fondato su una maggioranza esigua, non ha potuto né voluto intraprendere misure drastiche per fronteggiare la situazione. Fino alle elezioni del 4 ottobre il Paese ha vissuto di fatto una situazione di non governo, rinviando la soluzione di ogni problema a tempo indeterminato. In conseguenza di questa “inazione”, non si è intervenuti per fronteggiare l’aumento esponenziale del deficit di bilancio, che ha raggiunto livelli tripli rispetto a quanto previsto attestandosi al 12,9% rispetto al Pil.
La disastrosa situazione delle finanze pubbliche ha suscitato l’allarme delle istituzioni e dei mercati internazionali, timorosi di un rischio “bancarotta” per la Repubblica Ellenica. Il nuovo governo di George Papandreou, entrato in carica dopo le vittoriose elezioni del 4 ottobre, si è trovato a gestire un contesto drammatico e ha dovuto immediatamente decretare provvedimenti perentori per restituire alla Grecia un minimo di fiducia a livello internazionale, condizione indispensabile per il rilancio in ambito economico e sociale. Senza voler entrare nel merito, mi permetto di affermare che il varo della Finanziaria 2010, approvata il 24 dicembre, è da considerarsi un atto necessario per il risanamento dei conti pubblici chiesto dai mercati e dall’Unione Europea.
Come già spiegato altre volte, non è intenzione di chi scrive né di Mondo Greci schierarsi a favore di nessuno. Per noi filelleni non ci sono distinzioni fra Pasok e Nea Demokratia, George Papandreou o Antonis Samaras (successore di Karamanlis alla guida del partito conservatore). Ci preme solo che la Grecia possa vivere un 2010 migliore del 2009 e perché ciò avvenga sono indispensabili quelle riforme da tempo evocate, che lo stesso ex premier Karamanlis aveva indicato come fondamentali. Papandreou deve agire con forza e determinazione, col rischio di essere attirare critiche e impopolarità. Al momento la situazione, pur se delicata, può essere ancora risollevata. Ma non si può perdere altro tempo.
Con questo auspicio, a nome di Mondo Greco auguro alla Grecia, ai Filelleni e a tutti i nostri lettori un Felice 2010.


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