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Alexi Giannoulias, un nuovo volto greco-americano per il Senato statunitense
di Pier Francesco Galgani   
Lunedì 25 Gennaio 2010 18:23
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Alexi GiannoulisNello stato dell’Illinois, il prossimo 2 febbraio si terranno le primarie per decidere chi sarà il candidato democratico che a novembre tenterà di mantenere nelle mani del partito il seggio senatoriale lasciato  nel 2008 da Barack Obama, dopo la sua elezione alla Casa Bianca. I pretendenti sono molti, ma uno dei più accreditati è certamente Alexi Giannoulias.

 




33 anni, tesoriere dello stato, carica equivalente al nostro ministro delle finanze, è figlio di un immigrante greco che, giunto a Chicago, iniziò vendendo sottaceti, riuscì a creare una agenzia immobiliare da cui nacque una piccola banca, la Broadway Bank, di cui Alexi è stato vicepresidente.

Giovane, di bella presenza, Alexi è stato eletto tesoriere nel 2006 e, al momento attuale, dispone di un vantaggio a due cifre sugli altri pretendenti al seggio e soprattutto fa parte della ristretta cerchia degli amici più intimi del presidente Obama. È uno dei pochi ad avere sulla agenda il numero di telefono del suo Blackberry e la sua e-mail personale. Il padre di Alexi è stato uno dei primi sostenitori politici e finanziari di Obama, quando questi iniziava a muovere i primi passi nella politica dell’Illinois, ma ciò che ha avvicinato in modo decisivo Alexi e Obama è stata la comune passione per il basket.

Giannoulias ha iniziato a giocare a pallacanestro durante gli studi alla Chicago e poi alla Boston University. Trasferitosi per un anno in Grecia, Alexi a continuato a giocare fino alla laurea in legge alla Tulane. Preso dalla passione per la pallacanestro, Alexi pareva poco interessato alla politica finché non iniziò a giocare con un gruppo di amici che conosceva Craig Robinson, cognato di Obama e da sempre compagno di squadra del futuro presidente. L’incontro con Robinson e poi con Obama sui campi di basket accese in Alexi la passione per la politica e, pur se registrato come elettore sin dai 21 anni, la prima volta che si recò alle urne fu nel 2004 per votare a favore di Obama come senatore dell’Illinois. Da allora Giannoulias è entrato a far parte della squadra di collaboratori del neo senatore e nel 2006 ha voluto seguirne l’esempio e si è presentato alle elezioni per la carica di tesoriere dell’Illinois. Quando però Alexi ha iniziato a mostrare interesse per il seggio senatoriale di Obama, questi, malgrado l’amicizia e la stima, non ha appoggiato subito le sue ambizioni. Prima di accettarne la candidatura alle primarie, temendo la giovane età, l’inesperienza e forse anche i contatti con finanziatori poco trasparenti come Tony Rezko, l’entourage  presidenziale gli ha preferito Lisa Madigan, attuale ministro della giustizia dell’Illinois, che però ha rifiutato.

Alexi è molto simile a Obama. Giovane, vicino alle posizioni più propriamente liberal del partito, favorevole ai matrimoni tra persone dello stesso sesso e grande sostenitore della riforma sanitaria anche come strumento per ridurre la spesa pubblica federale, Giannoulias, se eletto, ripercorrerebbe l’esatta traiettoria del suo amico: trasferirsi ad un incarico pubblico più elevato pur non avendo ancora terminato il mandato per l’incarico precedente.

A differenza degli altri candidati alle primarie, Alexi appoggia la decisione di Obama di inviare altri 30.000 soldati in Afghanistan e, a suo giudizio, con la nuova Casa Bianca democratica, gli Stati Uniti avrebbero assunto una posizione più favorevole agli interessi greci riguardo l’annosa questione macedone. A differenza dell’amministrazione Bush, favorevole a una soluzione unilaterale, quella Obama sosterrebbe una soluzione negoziata delle due nazioni riguardo l’ingresso di Skopje nella Nato.

Se eletto al Senato, Alexi non solo manterrebbe inalterata la maggioranza democratica nella Camera Alta, ma riuscirebbe anche a raddoppiare la rappresentanza di greci-americani nella stessa assemblea.

 

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Autore dell'articolo: Pier Francesco Galgani

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