Corridoio
8 e Banca per il Sud: riparte da queste
due importantissime priorità la
69a Edizione della Fiera del Levante di
Bari, fino a domenica 18 settembre, storico
appuntamento dell’Italia che si
affaccia al Mediterraneo, inaugurata questa
mattina alla presenza del Presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi (alla sua
quinta inaugurazione consecutiva). Da
75 anni Campionaria Internazionale (con
la chiusura forzata durante il secondo
conflitto mondiale dal ’40 al ’46)
estesa su una superficie di 300mila metri
quadrati, può quest’anno
vantare numeri d’eccezione, come
i duemila espositori provenienti da 65
Paesi o il mezzo miliardo di potenziali
acquirenti a cui si rivolge, all’indomani
dell’allargamento dell’Unione
Europea a 25 membri. Cinque i saloni specializzati:
Agrilevante (rassegna internazionale di
macchine ed attrezzature per agricoltura,
giardinaggio, zootecnia); Edil Levante
Abitare (400 espositori con soluzioni
e tecnologie per casa e giardino); Motus
(salone biennale dell’automobile
per gli appassionati delle 4 ruote); Salone
dell’Arredamento (sette padiglioni
dell’italian style); Business Center
(salone di servizi reali per famiglie
ed imprese).
Grecia, Bangladesh, Bosnia, Albania,
Serbia, Kossovo sono solo alcuni dei Paesi
espositori in quell’ottica di porta
ad Oriente che da sempre caratterizza
la Puglia, Bari e la Fiera del Levante.
Nata nel 1930 per iniziativa di Comune,
Provincia e Camera di Commercio, riaprì
nel ’47 grazie alla tenacia di validi
amministratori come Nicola Tridente e
Leonardo Azzarita: da quel momento ha
rappresentato il momento di massima espressione
di un Mezzogiorno da sempre in difficoltà
ma da sempre voglioso di rivincita e di
attenzione internazionale. Come da tradizione
anche quest’anno è stata
l’occasione per il discorso del
premier, incentrato sulle direttive economico/
politiche del 2006. Non pochi i nemici
da cui difendersi: Cina e recessione su
tutti, consapevoli sì che la crisi
avvinghia l’Europa intera (5 milioni
i disoccupati in Germania), ma anche che
è imprescindibile puntare su internazionalizzazione,
infrastrutturazione e difesa del made
in Italy, come ha sottolineato il Presidente
della Fiera Luigi Lobuono, facendo riferimento
al “made in Puglia”, leader
ormai nei settori agroalimentare e turistico.

Di qui la necessità di dare ampio
respiro alle intenzioni mediterranee,
che hanno il nome di Corridoio 8, sistema
logistico e incremento turistico. Il tracciato
paneuropeo che collegherà Bari
a Varna sul Mar Nero rappresenta un’occasione
unica di sviluppo anche per Paesi come
Grecia ed Albania che saranno interessati
alle famose bretelle viarie, di cui una
è già stata brillantemente
avviata, ovvero la via Egnatia, che collegherà
Igoumenitsa ad Istambul. Il progresso
socio- economico di una qualsiasi comunità
si basa sulla facilità e sulla
celerità della rete trasportistica.
In secundis i containers rappresentano
una risorsa indiscutibile per il futuro,
quindi una rivisitazione dei porti meridionali
potrà rappresentare il giusto passo
in questa direzione, auspicando che si
instaurino maggiori sincronie e collaborazioni
con i porti di Pireo e Salonicco, veri
e propri baluardi dell’Europa verso
l’Oriente. Infine il turismo: apprendere
che l’Italia è stata solo
la quarta meta europea dei vacanzieri
preceduta dalla Spagna, non può
che rivelarsi un dato sul quale riflettere
non poco. Per questo è utile uno
sforzo diretto alla creazione di porticcioli
turistici (inutile ripetere quanto Bari
ne avrebbe bisogno) e di un’opportuna
promozione delle bellezze del Belpaese.
Ma i lusinghieri risultati fin qui ottenuti
dalla Campionaria non sono più
sufficienti: per puntare con decisione
ad un futuro prosperoso e far dignitosamente
fronte alla globalizzazione ed alla concorrenza
di altre Fiere specializzate (in questi
giorni si sta svolgendo ottimamente quella
di Salonicco), serve che la Fiera barese
persegua quell’ottica di sperimentazione
e di innovazione che passa da una decisa
rivisitazione dell’attuale sede.
I progetti ci sono, le idee non mancano:
adesso serve disponibilità ed interventi
dalle amministrazioni centrali e locali.
Per fare sì che Bari possa compiere
il definitivo salto nel centro del Mediterraneo.
Bari, 10 settembre 2005
Francesco
De Palo