Adottare soluzioni condivise per il tema
dell’immigrazione, nella consapevolezza
del supporto che la politica del buon
vicinato puo offrire: queste le finalita'
del forum dei cittadini Italo - Greco
“Integrazione europea e immigrazione,
la nuova politica del vicinato dell’Ue”,
organizzato il 27 novembre 2006 a Bari
e a Patrasso collegate in videoconferenza,
nell’aula “Aldo Moro” della facolta' di
scienze politiche nel capoluogo pugliese
(alla presenza del console greco e presidente
della Camera di Commercio Italo-Ellenica
Stelio Campanale), e
nella sala del porto nella citta' ellenica.
Uno scambio di vedute, un’analisi quantomai
oggettiva ed imprescindibile per tracciare
strategie comuni, offrire spunti alternativi
al problema, progettare piattaforme di
azione.
“Si tratta del primo forum del genere
nel Mezzogiorno d’Italia- ha esordito
il vice direttore dell’Ufficio d’informazione
per l’Italia del Parlamento europeo Paolo
Meucci- al fine di
dare seguito concreto alla risoluzione
dell’assise europea COM 2004 0811 secondo
la quale nel periodo 2010-2030 al ritmo
degli attuali flussi migratori il calo
della popolazione in eta' attiva nell’Ue
comportera' una riduzione del numero degli
occupati di circa 20 milioni di unita'”.
Per questo, ha aggiunto Athanassios Papandropoulos,
presidente internazionale dei Giornalisti
europei (nella foto) “saranno
necessari sempre maggiori flussi migratori
per far fronte alle esigenze del mercato
del lavoro per garantire la prosperita'
dell’Europa”.
Immigrazione, un processo che viene portato
avanti da un decennio, ha ricordato Ennio
Triggiani, preside della
Facolta' di scienze politiche, mentre
il Rettore dell’Universita' di Bari, Corrado
Petrocelli si e' soffermato
sulla necessita' di una politica di utilita':
“Creando una cerchia di paesi amici,
potrebbero essere impiegati al meglio
i fondi per la cooperazione transfrontaliera,
al fine di ottenere benefici e ricadute
su tutti i territori”. Ma come identificare
e qualificare l’immigrazione oggi nell’Ue?
“E’ certamente un problema, ma e' identificabile
come un vero fenomeno, ha riflettuto Leonidas
Antonakopulos, rappresentante
stampa del Parlamento Europeo in Grecia,
“per questo urge all’interno del circuito
dell’Unione una politica comune di registrazione
degli immigrati”. Ma cosa si aspetta?
L’esigenza di raccordare gli Stati membri,
dotandoli di strumenti per affrontare
emergenze ed esigenze deve rappresentare
il punto focale di un’azione politica
interventista e risoluta, dal momento
che ad oggi le difficolta' rientrano appunto
in un’assenza di coordinamento istituzionale.
“Certo, la piattaforma Europa deve
fare i conti con la crisi del processo
di integrazione- ha evidenziato il
Presidente della Regione Puglia Nichi
Vendola- perché e'
innegabile che un’Europa a 15 e' diversa
da un’Europa a 27: necessitano in questo
senso riforme istituzionali. Se l’Europa
vuol essere un continente vero, ha bisogno
di un’armatura giuridica che pero' ha
registrato due stop con i referendum degli
euroscettici”.
L’esigenza di motivare i cittadini europei
sul senso di appartenenza all’Ue e' scaturito
dagli interventi degli europarlamentari
italiani presenti a Bari, Alfonso Andria,
Salvatore Tatarella e
Enzo Lavarra, i quali,
partendo da angoli di vedute diversi e
moderati dal direttore Gazzetta del Mezzogiorno
Lino Patruno, si sono
soffermati sull’utilita' di un maggior
coinvolgimento dei media nell’immaginario
collettivo, al fine di suscitare interesse
e sensibilita' soprattutto con azioni
mirate rivolte agli studenti di tutte
le fasce.
Un’occasione di incontro e dibattito,
dunque, per ribadire quel particolare
rapporto di vicinanza ed intesa che esiste
tra Italia e Grecia, tra due sponde del
Mare Nostrum che sono state culla
della civilta' e che oggi cercano di fare
sistema per dare slancio ad un’Europa
non ancora completamente definita.
Francesco
De Palo
14 dicembre 2006