Grande
interpretazione di Irene Papas ne "La
lunga notte di Medea"
al Teatro La Pergola di Firenze
"Grecia, mia
cara Grecia"
di Rudy
Caparrini
Venerdì
21 aprile, al Teatro La Pergola di Firenze,
è andata in scena la prima dello
spettacolo “Grecia, mia cara Grecia”,
il lavoro curato da Maurizio Scaparro e
Giancarlo Cauteruccio e tratto da “La
lunga notte di Medea”, la celebre
opera dello scrittore calabrese Corrado
Alvaro che fu rappresentata per la prima
volta nel ’49. E’ stato questo
il primo spettacolo della rassegna “Voci
d’Europa”, che per il secondo
anno veniva proposta dallo storico teatro
fiorentino dopo il rilevante successo ottenuto
nel 2005.
Il Teatro La Pergola ha dedicato l’edizione
2006 alle voci femminili, quelle del mito
e della passionalità, dei valori
e dei sentimenti propri dei popoli del Mediterraneo.
Per queste ragioni, per aprire la rassegna
è stata scelta proprio la presenza
femminile più emblematica della cultura
mediterranea: Irene Papas, la grande attrice
simbolo vivente della Grecia contemporanea.
Un personaggio davvero speciale, una primadonna
che non dimostra intenzione alcuna di lasciare
il palcoscenico, nonostante i suoi ottant’anni
(è nata a Corinto nel 1926).
La Papas aveva già interpretato la
parte di Medea nel 1977, al Teatro Olimpico
di Vicenza e sempre sotto la regia di Maurizio
Scaparro. L’opera andata in scena
a Firenze si componeva di alcuni brani estratti
da quella versione integrale.
Il lavoro realizzato da Scaparro e Cauteruccio,
come già lo era l’opera di
Alvaro, ci rivela una Medea diversa da quella
originaria cantata secoli fa da Euripide.
Non più la regina dotata di poteri
magici e capace di aiutare l’amato
Giasone nelle imprese eroiche. La Medea
di Alvaro è una donna disperata,
che piange perché il suo Giasone
l’ha ripudiata per sposare Glauce,
la figlia di Creonte, sovrano di Corinto.
Medea si trova ad essere esclusa e discriminata
perché straniera, respinta dalla
comunità che la ospita, colpevole
solo di essere diversa agli occhi intolleranti
e pieni di pregiudizi dei Corinzi. Medea,
che uccide i suoi figli per vendetta contro
Giasone, è una persona fragile e
sola. Un personaggio di estrema attualità,
simbolo dei tanti pregiudizi che sopravvivono
ancora oggi in molti paesi del mondo.
La
Papas ha regalato al numeroso (e appassionato)
pubblico del Teatro La Pergola una grande
performance, parlando in italiano e cantando
in greco. Una Papas perfettamente idonea
a rappresentare Medea, emarginata e discriminata
per la sua diversità proprio in quella
Corinto che ha dato i natali alla grande
Irene. A dispetto dell’età,
la Papas è apparsa piena di vigore,
padrona assoluta del palcoscenico. Pur se
la durata dello spettacolo è stata
breve (inferiore a un’ora), è
comunque rimarchevole il fatto che Irene
non abbia lasciato la scena neppure per
un attimo. Senza trascurare l’ottima
interpretazione fornita dai bravissimi Giancarlo
e Fulvio Cauteruccio, nei ruoli rispettivamente
di Creonte e Giasone, è innegabile
che lo spettacolo si regge quasi interamente
su Irene. L’età non pare avere
scalfito le doti innate di questa fuoriclasse
del palcoscenico.
La Papas ha raccolto un successo unanime
anche a Firenze, una città che ha
mostrato una volta ancora di amare in maniera
profonda tutto quanto appartiene alla cultura
greca. Al termine dello spettacolo, molti
fra i presenti hanno voluto incontrare Irene,
per esprimere la loro sincera ammirazione
per un’attrice che da decenni fa onore
alla Grecia in ogni parte del mondo.
Rudy
Caparrini
30 Aprile 2006
rudycaparrini@hotmail.com

Irene Papas con Gino Pasqua, titolare
del ristorante Dioniso di Firenze |
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