Medea,
l’eroina senza spada

di Floriana
Caracciolo
Funesta, immorale,
intransigente, empia, spietata: sono questi
gli aggettivi che vengono in mente a chi
legga, di primo acchitto, la Medea di
Euripide, e non a caso si tratta di uno
dei personaggi piu criticati della tragedia
greca.
Solitamente chi si accosta spassionatamente
a questo tipo di letture cade nell’usuale
errore di giudicare il personaggio, le
sue azioni, i suoi sentimenti secondo
quello che e' il proprio standard di valori
e le proprie coordinate di pensiero. Nulla
di piu sbagliato! Se si vuole capire appieno
il personaggio occorre sempre contestualizzarlo,
collocarlo in quella griglia di valori
etici, sociali, politici, storici che,
insieme, costituiscono la societa in cui
egli vive ed agisce.
Esiste, insomma, un rapporto osmotico
tra tragedia e societa'.
Capiamo, allora, che se Medea e' un personaggio
ostico per il nostro codice morale, non
lo e' secondo il codice dell’antico sistema
eroico. Medea un eroe? Proprio cosi, perché
il suo linguaggio, le sue azioni la definiscono
come un personaggio eroico che rifiuta
di tradire la sua ideale visione della
propria natura. Insomma, ella puo' essere
a buon diritto associata al prototipo
del grande eroe sofocleo.
Medea
agisce e vive, malgrado il suo sesso,
secondo le stesse regole di Achille, Aiace
o degli altri grandi eroi della letteratura
che sono esistiti prima di lei. La sua
e una dedizione coerente e risoluta ai
principi del codice eroico, ed e questo
che la rende la figura femminile piu genuinamente
eroica, del teatro tragico greco, nel
mostrare una forte determinazione a realizzare
il suo scopo e nel compiere, per il proprio
onore, un sacrificio piu grande di quello
che ogni altro grande eroe avrebbe potuto
compiere: Medea sacrifica cio che per
un Greco era piu importante della vita
stessa: i suoi bambini e, con loro, la
sua maternita.
Dunque, quella di Medea e' una situazione
sui generis e alquanto paradossale: Euripide
ci mostra la sua eroina, nella sua natura
mascolina, reagire ad una serie di circostanze
(come il tradimento dello sposo) che potrebbero
accadere solo ad una donna.
Con il suo personaggio egli stravolge
quella che per i Greci di allora era la
norma poiché ci presenta Medea come una
donna che vive in accordo con un sistema
maschile di valori.
Medea, insomma, e' il prototipo della
donna androgina.
Floriana
Caracciolo
10 Luglio 2005

"Medea" vista dal pittore Giovanni
Truncellito
Vedi anche:
Edipo e Medea: il tormento di due anime
Medea
di Pier Paolo Pasolini